Da Lupi a Delrio: come cambia lo scenario politico

Dopo undici giorni di interim, Renzi ha lasciato il ruolo di Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti: il successore di Lupi è stato individuato in Graziano Delrio che, nella serata di ieri, ha giurato al Quirinale. Rispetto ai primi pronostici, ha quindi vinto la linea delriopolitica: la soluzione delle criticità svelate dall’inchiesta sulle Grandi Opere non è stata affidata a un tecnico ma, nuovamente, a un esponente dello stesso mondo di Lupi. La rottura rispetto al passato pare comunque evidente: a un politico che, come unico merito nel settore, aveva la continuità col precedente Governo Letta e (soprattutto) i legami con Comunione e Liberazione, succede una personalità dal curriculum decisamente più presentabile, un ex Sindaco di una grande città, Reggio Emilia, già presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani e Ministro per gli Affari regionali.

TRA DELRIO E Il «GIGLIO MAGICO».

Oltre a ribadire la convinzione del Premier sul primato della politica, l’avvicendamento segna però anche alcune novità, soprattutto nella galassia di Renzi. Innanzitutto, essa potrebbe certificare la fine della «guerra fredda» tra il Premier e lo stesso Delrio, finita al centro dei rumors giornalistici almeno dall’estate scorsa (leggi qui e qui). «Potrebbe», tuttavia: come suggerisce L’Huffington post, la nomina può rappresentare anche una mossa per allontanare un possibile dissidente dalla cerchia più ristretta del Premier e sostituirlo anche all’interno delle istituzioni, in particolare nella Presidenza del Consiglio, con i renziani più ortodossi, i componenti del cosiddetto «Giglio magico». Il nuovo incarico infatti costringe Delrio a lasciare il posto di Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche di coesione territoriale e allo sport, per il quale risultano oggi in pole position due dei fedelissimi renziani senza se e senza ma, Lotti e Manzione, il primo ora Sottosegretario con delega all’informazione e comunicazione del Governo e all’editoria, la seconda già capo dei vigili urbani di Firenze e oggi Capo Dipartimento degli Affari Giuridici e Legislativi.

UN GOVERNO SEMPRE PIÙ RENZIANO?

In una prospettiva appena più ampia, il possibile regolamento di conti tutto interno al mondo del renzismo si unisce alla modifica degli equilibri all’interno dell’Esecutivo: il passaggio di consegne tra Lupi e Delrio testimonia il ridimensionamentorenzi del ruolo del Nuovo centrodestra e l’ampliamento del potere del Pd. Il primo partito di maggioranza, anche con l’annessione di Scelta civica del Ministro dell’Istruzione, Giannini, sembra destinato a lasciare sempre più il segno nelle scelte politiche del Paese: se quello di Alfano conserva infatti solo due dicasteri (l’Interno, col suo stesso leader, e la Salute con Beatrice Lorenzin) e l’Udc si tiene unicamente l’Ambiente con Galletti, oltre a tre Ministri indipendenti (Padoan all’Economia, Guidi allo Sviluppo economico e Poletti al Lavoro), il Governo conta esclusivamente su forze piddine.

LE NUBI ALL’ORIZZONTE.

Questa situazione, pienamente comprensibile se pensiamo ai risultati delle ultime elezioni europee, difficilmente potrà restare tale. A distanza di oltre due mesi dalle dimissioni di Maria Carmela Lanzetta, infatti, Renzi deve ancora riassegnare il Ministero degli Affari regionali, reclamato con forza proprio dagli alfaniani per controbilanciare le dimissioni di Lupi, non ancora totalmente digerite: considerando le recenti parole di Bersani («l’Italicum così non lo voto e non so se Renzi abbia ancora i numeri per farlo passare»), pare difficile che il Premier voglia andare incontro al rischio di una crisi al buio rendendosi responsabile di un ulteriore mal di pancia del Nuovo centrodestra. Nonostante questa possibilità, tuttavia, non si può non rilevare come i numeri continuino a essere risicati: neppure la campagna acquisti in Parlamento iniziata a febbraio dopo l’elezione di Mattarella è riuscita a disinnescare il rischio del ritorno alle urne, la spada di Damocle che continua a segnare la legislatura.

 

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Nato nel 1987 a Vicenza, consegue a Padova la laurea triennale in Lettere moderne, quella magistrale in Filologia medievale e il dottorato di ricerca in Filologia romanza. Creatore nel 2009 del blog bile.ilcannocchiale.it (sospeso nel 2011 per collaborare con "Wilditaly" e citato ne "I nuovi mostri" di Oliviero Beha nell’elenco delle "associazioni che a vario titolo rientrino nell’accezione culturale di chi promuove riflessioni sullo stato del Paese”), fino a gennaio 2011 ha fatto parte della redazione della rivista online "Conaltrimezzi", dirigendo le sezioni dedicate all’attualità e al mondo universitario. REDATTORE SEZIONE INTERNI


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