Dal letame nascono i Fiori(to).

Martedì 2 Ottobre Franco Fiorito è stato arrestato. Quando le immagini di ” er Turco” accompagnato fuori dalla sua villa pariolina hanno iniziato a fare il giro dei telegiornali quasi tutta Italia ha esultato.Vedere quell’ imponente omone dal volto tronfio e beffardo accompagnato sulla volante dalla Guardia di Finanza ha fatto ovviamente gridare giustizia.

Non si può nascondere che l’ arresto di chi, da ormai un mese, era diventato la triste icona del malaffare e della mala politica di casa nostra sia motivo di sollievo, ma c’è un grosso rischio che si cela dietro casi come questo. Facce come quelle di Fiorito, De Romanis, Minetti – e chi più ne ha più ne metta – possono seriamente cristallizzare l’ attenzione mediatica.

In un periodo in cui la dialettica politica sembra essere una questione di palinsesto, i visi noti richiamati sono sicuramente dei bei volti copertina per i talk show di prima serata. Bunga-bunga e feste stile simposio fanno schizzare gli share alle stelle ma rischiano di zoomare l’ attenzione del cittadino sul sintomo anziché sulla malattia. Il malato si chiama sistema Italia, non si chiama “er Batman”, Marazzo, Belsito e nemmeno Regione Lazio o Lombardia.

E’ giusto che personaggi tanto inquietanti da girare 100 mila euro di denaro pubblico sul proprio conto in un solo giorno (naturalmente questo verrà poi accertato dalla magistratura!) si prendano la loro dose di pece e piume dall’opinione pubblica ma è sbagliato concentrarsi solo su quelle che sono schegge di ghiaccio in un oceano di iceberg.

E’ dal ’92 che questo accade, da quando quattro carabinieri in borghese e un sostituto procuratore della procura di Milano fanno parlare il Presidente dell’ Istituto per anziani Pio Trivulzio di Milano, da quando cioè nasce Mani Pulite e crolla la Prima Repubblica. Scandali aberranti e clamori mediatici si sono accesi e spenti continuamente per vent’anni. Ogni volta si è avuta l’ impressione che quella fosse la volta buona, che con quel putiferio finalmente si fosse arrivati al punto di svolta, davanti ad ogni episodio è sembrato che l’ Italia avesse finalmente scoperto se stessa e si fosse pronti per una nuova stagione. Si è andati avanti a lungo, fino alla stanchezza. A quel punto allora, la pubblica condanna diventava accusa, quindi opinione e, infine, semplicemente di nuovo Italia.

Questi corsi e ricorsi dell’ ultimo ventennio sono lampanti e Fiorito non è che l’ ultimo saltimbanco venuto agli onori/disonori della cronaca. Non rendersene conto può essere pericoloso quasi quanto l’ indifferenza. La consapevolezza che c’è del marciume ancor più in profondità non deve però per forza deprimere gli italiani. Se è infatti vero che è “dal letame che nascono i fiori” abbiamo più di una ragione per essere fiduciosi.

LEONARDO MARCHESINI

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