Dal Principe Azzurro ad Alice, la Disney si dà ai film live action

Quando le idee scarseggiano, Hollywood ricicla se stessa. In questo loop impazzito si è gettata a capofitto anche la Disney. Negli ultimi mesi, infatti, la celebre casa di produzione ha annunciato la messa in cantiere di una serie infinita di lungometraggi con attori in carne e ossa tratti dalle sue classiche pellicole animate che ne hanno reso grande la storia. Ultimo in ordine d’arrivo ad essere stato annunciato è lo sviluppo di un film live action dedicato alla Disney-principe-azzurro-biancanevefigura del Principe Azzurro, personaggio stereotipato e simbolico di tante fiabe, inizialmente poco caratterizzato anche nei cartoni Disney salvo poi assumere maggiori connotati e (perfino!) un nome nei film della casa di Topolino realizzati dagli anni ’80 in poi. Quella che nello specifico verrà raccontata nella pellicola in progettazione – la cui sceneggiatura porta il nome di Prince Charming – è in realtà la storia del fratello del Principe Azzurro, costretto a convivere con il peso di una tale icona accanto. Possibile che lo script di Matt Fogel si sia ispirato alle ultime rivisitazioni della figura del personaggio: da quella messa in piedi dalla serie tv ABC Once upon a time (C’era una volta), in cui in realtà questo altri non è che il fratello che ne ha preso il posto, al modello di principe – affatto azzurro, ma molto vanesio – interpretato da Chris Pine nel musical Disney Into the Woods.

I FILM IN CANTIERE.

Se con il progetto dedicato al Principe Azzurro ci troviamo di fronte a un’idea più o meno originale, lo stesso non si può tuttavia dire degli altri film a cui lo Studio sta lavorando. A dare inizio ai giochi, il successo globale ed esorbitante di Maleficent con Angelina Jolie, che raccontava la storia della Bella Addormentata dal punto di vista della Strega/Fata, come quello della Cenerentola di Kenneth Branagh, rivisitazione più classica ma comunque sontuosa e affascinante della fiaba ad opera di Walt Disney con diretta ispirazione alla versione di Charles Perrault.
Da qui il dettame per cui se una formula ha successo, si deve battere il ferro finché è caldo. Peccato che alla Disney tale filosofia sembra stia un po’ sfuggendo di mano.

Sono infatti in arrivo una sfilza di trasposizioni live action: quella de Il libro della giungla il 15 aprile 2016, per la regia di Jon Favreau; quella di Alice in Wonderland 2 (il titolo originale sarà Alice Through the Looking Glass), per la quale James Bobin ha preso il posto di Tim Burton dietro la macchina da presa, in uscita il 27 maggio 2016; La bella e la bestia il 17 marzo 2017, film che manterrà la natura musical del cartone con un ricchissimo cast composto da Emma Watson, Dan Stevens, Luke Evans, Josh Gad, Emma Thompson, Kevin Kline, Ian McKellen ed Ewan McGregor; il Dumbo (!) di Tim Burton; Mulan, ispirato al 36° classico del canone ufficiale; Winnie the Pooh, in cui protagonista sarà un Christopher Robin ormai adulto; Pinocchio, che potrebbe vedere Robert Downey Jr. nei panni di emma-watson_la-bella-e-la-bestiaGeppetto; Trilli – Campanellino, con Reese Witherspoon nei panni della fatina di Peter Pan; Una notte sul Monte Calvo, direttamente dal film musicale Fantasia; senza dimenticare la decisione di dare un sequel a Maleficent, l’idea di un franchise su Robin Hood e quella di sviluppare un reboot di Jack e il fagiolo magico, su sceneggiatura di Vince Gillian (il creatore di Breaking Bad).

MANCANZA DI IDEE?

Quello che viene da chiedersi è: ma davvero c’è tutto questo bisogno di fiabe e delle loro rielaborazioni? Non si rischierà piuttosto di creare un’indigestione tale da far fuggire gli spettatori, stanchi di principi, principesse e simili e di quel che concerne i loro trascorsi? Vero è tuttavia che il “ricambio” di bimbi spettatori è continuo e i genitori ingoieranno il rospo pur di portarli al cinema a vedere la propria fiaba del cuore fatta reale, per la felicità dei distributori di merchandising e della casa di Topolino. Anche quest’ultima però, prima o poi finirà i Classici da cui attingere e dovrà mettersi seriamente a pensare per tirar fuori un’idea originale per i propri film live action.

“I sogni son desideri” cantava Cenerentola, e la speranza in questo caso è che tutti, Disney compresa, inizino a dar maggiore spazio all’inventiva e creatività per far risplendere ancora una volta di vera (e non riciclata) magia la Settima Arte, in tutte le sue sfaccettature.

 

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About

Da sempre cultrice del cinema classico americano per indole familiare e dei cartoni Disney e film per ragazzi anni ’80 e ’90 per eterno spirito fanciullesco, inizio più seriamente a interessarmi all’approfondimento complesso della Settima Arte grazie agli studi universitari, che mi porteranno a conseguire la laurea magistrale in Forme e Tecniche dello Spettacolo. Amante dei viaggi, di Internet, delle “nuvole parlanti” e delle arti – in particolare quelle visuali – dopo aver collaborato con la testata online Cinecorriere, nel 2013 approdo a SeeSound.it, nel 2015 a WildItaly.net e nel 2016 a 361magazine.com, portando contemporaneamente avanti esperienze lavorative nell’ambito della comunicazione. CAPOSERVIZIO CULTURA


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