Dave Grohl

Play, la musica e la passione. Il nuovo documentario di Dave Grohl

Dave GrohlDa poche ore è disponibile su YouTube Play, il nuovo documentario di Dave Grohl, che vede dietro la macchina da presa il direttore della fotografia Brandon Trost e il suo bianco e nero distintivo.

Passione e impegno, il vero motore della musica.

L’idea che sta alla base di Play nasce quando Dave Grohl, vedendo il grande lavoro che svolgono i giovani musicisti della Join The Band (una scuola di musica), inizia un discorso sull’amore per la musica e sull’importanza del fare (un) gruppo per la costruzione di rapporti sociali e per la costruzione di un’identità per questi giovani musicisti.

Partendo da questi presupposti il frontman dei Foo Fighters immagina e compone un brano di 23 minuti dove, da solo, suonerà ben sette strumenti.

La prima parte del documentario illustra allo spettatore il percorso mentale che ha portato al concepimento di Play e del brano. In questi circa 10 minuti vediamo la preparazione dello studio di registrazione, la preparazione di Dave Grohl e alcune brevi interviste fatte ai ragazzi della Join The Band che raccontano il loro percorso musicale e l’amore che li ha spinti verso la musica.

Alla base di tutto c’è la devozione verso la musica e verso il proprio strumento musicale. Tutti gli sforzi, le sfide e i sacrifici da fare per diventare un musicista. Play celebra la musica vista come una conquista e l’impegno di tutti i musicisti nel realizzare il proprio sogno.

Dave Grohl in versione one man band.

La seconda parte del documentario è il brano suonato da Dave Grohl. Una panoramica dello studio e dei vari strumenti e poi, uno alla volta, i “sette piccoli Dave” entrano nello studio e si posizionano dietro i vari strumenti: tre chitarre, basso, batteria, percussioni e tastiere.

La parte del montaggio è veramente impeccabile, nonostante ci sia solo una persona dietro a sette strumenti diversi, in video sembra di vedere una band al completo.

Il brano che, ovviamente si chiama Play, è molto ben congegnato, per tutti i 23 minuti abbiamo nelle orecchie un pezzo degno dei migliori Foo Fighters con un sound che a tratti sembra molto più riuscito e più “naturale” di quello ottenuto da Concrete and Gold.

Un brano sinusoidale, che si espande e si richiude per 23 minuti passando agilmente dalle cavalcate più heavy fino agli intermezzi da ballad, segno evidente della grande competenza tecnica di Dave Grohl con tutti gli strumenti (anche se la parte più interessante del lavoro sta ovviamente nella parti di batteria e in quelle di chitarra).

Il brano comunque, pur nella sua estrema lunghezza, è molto interessante e offre parecchi buoni spunti ai musicisti, soprattutto perché è possibile scaricare la partitura dei vari strumenti e guardare i video delle singole esecuzioni (video da 23 minuti ognuno).

Dave GrohlUn gran lavoro per il buon Dave Grohl che ha  suonato il tutto senza spartiti, uno strumento alla volta e senza fermarsi mai. Tutto questo “solamente” perché ispirato dall’impegno e dalla concentrazione dei ragazzi della Join The Band.

Per quanto riguarda il comparto tecnico, alla cabina di regia troviamo anche questa volta Darrell Thorp che già aveva lavorato coi Foo Fighters per le registrazioni di Concrete and Gold.

Come già detto, questa volta la scelta del sound è più naturale rispetto all’ultimo disco della band, molto meno saturo e più gradevole per certi versi. Chiaramente siamo davanti a un brano unico nel suo genere, con una sola mente dietro a tutto e con una durata eccezionale, tutte queste cose insieme non possono che influire sul risultato finale e sulla scelta delle sonorità.

Play, una lettera d’amore per tutti musicisti.

Per tutti i giovani che vogliono entrare a contatto con uno strumento musicale e anche per i “veterani” che sembrano aver dimenticato la passione e l’amore per la musica. Play è quello che ci vuole per riaccendere il fuoco sacro che ogni musicista dovrebbe venerare.

Il frontman dei Foo Fighters non delude mai. Lunga vita a Dave Grohl.

 

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About

La musica è la mia passione: sul palco dietro una batteria e sotto al palco in un mare sterminato di dischi. Laureato in Letteratura, Musica e Spettacolo e in Editoria e Scrittura a La Sapienza di Roma, passo il mio tempo tra fogli bianchi, gatti e bacchette spezzate. CAPOSERVIZIO MUSICA


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