De Magistris e il rinvio a giudizio

Il sindaco di Napoli ed ex-euro parlamentare Luigi de Magistris è stato rinviato a giudizio.

L’accusa è quella d’abuso d’ufficio. De Magistris avrebbe, quando ancora ricopriva la carica di magistrato, acquisito irregolarmente i tabulati telefonici di alcuni parlamentari (tra cui Prodi, Mastella e Rutelli) senza richiederne l’autorizzazione per disporre di questi alla Camera.

Ora c’è da chiedersi…è necessario che il sindaco di Napoli lasci la sua poltrona? Da un punto di vista italiota dovrei rispondere di no. In parlamento ci sono 20 condannati in via definitiva (altro che “rinvio a giudizio!) e non si schiodano dalla poltrona. C’è un Cosentino che continua ad essere, nonostante un mandato d’arresto per concorso esterno in associazione camorristica, deputato della Repubblica Italiana, salvato dal voto della Camera. Quindi vorrei sapere perché un “semplice” rinvio a giudizio dovrebbe essere causa di dimissione.

Lo statuto dell’Italia dei Valori, di cui fa parte De Magistris, prevede, però, l’abbandono delle cariche esecutive (in questo caso quella di Sindaco) nel caso di un rinvio a giudizio.

Ma io mi chiedo…fino a che punto dobbiamo sostenere le dimissioni? Noi italiani parliamo sempre di lotta alla Casta. E in questo caso sarebbe stato aggirato uno dei sistemi di protezione dei politici. I tabulati di un comune cittadino possono essere acquisiti senza chiedere, ovviamente, alla Camera. Quelli di un deputato no.

La domanda diventa, dunque, un’altra: lottiamo contro questa Casta…sì o no?

FRANCESCO ANGELI

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Originario di Campobasso, vive attualmente a Roma. Politologo, specializzato in Unione Europea, è cronista di Wild Italy sin dalla sua fondazione e da ottobre 2014 passa alla sezione blogger. Presidente Arcigay Roma. BLOGGER DI WILD ITALY


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