Delibera AgCom: il rischio censura sul web.

Lo scorso 6 Luglio l’autorità garante per le comunicazioni ha approvato un nuovo regolamento riguardante i diritti d’autore sul web. Una normativa tanto discussa nei mesi passati per il rischio di una vera e propria censura arbitraria da parte dell’AgCom a favore delle grandi aziende di copyright che avrebbe potuto colpire la libertà d’informazione e condivisione tipica della rete. Il provvedimento è stato firmato e ci sarà ora un periodo di tempo di 60 giorni di consultazioni sul testo dopo del quale entrerà ufficialmente in vigore. Ma vediamo nello specifico di cosa si tratta. La nuova normativa si propone come una nuova arma per la tutela dei diritti d’autore contro il download e la condivisione illegale di files e la domanda che tutti gli utenti web italiani si pongono è: “bene, ed ora cosa cambia?”.

Immaginiamo d’aver condiviso un video protetto da copyright sul nostro sito; l’azienda che detiene i diritti potrà segnalare la violazione al gestore del sito che avrà tempo quattro giorni per rimuovere il file. Se questo non dovesse avvenire, il segnalante, o in alcuni casi anche il detentore del sito se convinto di non aver violato nessun diritto, potranno rivolgersi all’Autorità che darà tempo al gestore del sito venti giorni (prorogabili di quindici) per rimuovere il file, oppure ripristinarlo in caso la segnalazione risulti infondata. La delibera indica che la procedura non riguarderà i siti senza scopo di lucro, i siti d’informazione e ad uso didattico.

Ci sono state e ci sono tutt’ora molte critiche riguardo questa delibera, prima su tutte il fatto di consegnare un potere così grande e delicato all’AgCom che potrà intervenire senza l’obbligo di chiamare in causa la magistratura. Nonostante si continui a dire che questo provvedimento non colpirà l’utente internet sembra proprio che il rischio di censura ed oscuramento quasi arbitrario si sia fatto più grande; perchè arbitrario? Perchè l’AgCom potrà intervenire indipendentemente, senza nessuno che la controlli, sulla base di segnalazioni delle grosse aziende di copyright. Arriveranno quindi milioni di segnalazioni che non potranno essere tutte analizzate a fondo e si dovranno per forza effettuare delle chiusure sommarie. Inoltre due fattori inducono a pensare che ci sia un forte rischio di censura, anche politicizzata. In primo luogo l’AgCom valuterà anche ogni contenuto sonoro, giornalistico ed editoriale oltre che audiovisivo; secondo, l’evidenza che non esiste una totale indipendenza dell’AgCom dai forti poteri economici che hanno voluto questa delibera. Legando questi due punti si capisce come il rischio di oscuramento di siti per motivi politici tramite le relazioni tra le grosse aziende di copyright, della TV e della stampa e il mondo della politica è forte, soprattutto per quanto riguarda il campo del giornalismo. Senza l’obbligo di un giudizio della magistratura chi controllerà la presenza effettiva o meno di una violazione? L’UE ha dichiarato internet un diritto costituzionale di ogni cittadino e dare in mano ad un organo non amministrativo (e non indipendente) come l’AgCom la delicata gestione della libera condivisione di files ed informazioni tra tutti gli utenti senza interpellare la magistratura sembra proprio una scelta che potrà aprire le porte ad una parola tabù che spesso si ha paura di usare ma che sembra la più adatta a questa situazione, il rischio di censura.

ANDREA NALE



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