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Deux, il raffinato e commovente esordio di Filippo Meneghetti

Presentato alla 14^ edizione della Festa del Cinema di Roma all’interno della Selezione Ufficiale, Deux racconta il potere salvifico dell’amore

 

Due donne mature, Nina (Barbara Sukowa) e Madeleine (Martine Chevallier), vivono l’una di fronte all’altra all’ultimo piano dello stesso palazzo. Escono insieme, parlano del futuro. Ma se per tutti sono semplici amiche, la verità è un’altra. Le due si amano in segreto da 20 anni, e ora covano il sogno di trasferirsi insieme a Roma. A causa di un evento imprevisto tuttavia i loro progetti subiranno una battuta d’arresto e la loro relazione comincerà a venire allo scoperto.

Oltre il sesso e l’età

Deux (titolo internazionale: Two of Us), opera prima dell’italiano trapiantato a Parigi Filippo Meneghetti, è un esordio coi fiocchi. Di quelli che senza bisogno di budget imponenti, effetti speciali o una storia sopra le righe sono in grado di infilarsi sotto pelle riuscendo ad appassionare e commuovere. Il regista (anche co-sceneggiatore) sceglie di portare sullo schermo un doppio “tabù”: quello dell’amore omosessuale – qui declinato in chiave femminile – e quello dell’amore senile.

Nina e Madeleine non sono le giovani e appassionate protagoniste de La vita di Adele. Quello che viene mostrato in Deux non è un voyeuristico sesso al femminile. La loro relazione viene raccontata con pudore e delicatezza. Una relazione sentimentale che si nutre di carezze, attenzioni, baci che sgorgano da un affetto profondo che ha resistito alla prova del tempo. Una relazione di quelle che non vivono dei fuochi d’artificio tipici delle frequentazioni iniziali, bensì di quelle in cui prima ancora della passione viene il volersi bene e il prendersi cura l’uno dell’altro.

 

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Eppure un problema c’è: Madeleine non ha mai fatto coming out con la sua famiglia. Tanto che i suoi figli scambiano per devozione al defunto padre la sua apparente decisione di non frequentare altri uomini. Ecco perché Nina dovrà combattere per riuscire a stare insieme all’amata in un momento drammatico della vita di quest’ultima. Mostrandoci come l’amore vero non solo non conosce sesso o età, ma anche come sia prima di tutto un sostenersi vicendevolmente, anche quando le rose e i fiori dei tempi migliori vanno accantonati e all’altro è richiesta devozione a fatti e non solo a parole. Quella che viene filmata da Filippo Meneghetti in Deux non è più dunque in primis una storia che mette al suo centro la tematica omosessuale, quanto un racconto in tenere immagini sul potere salvifico dell’amore.

Il turbinare delle emozioni

Nina e Madeleine non sono delle vittime da compatire ma delle combattenti che pur di stare insieme si impegnano ad abbattere barriere fisiche e malattie invalidanti. La loro è una sfida a chi non riesce o non vuol comprenderle, e le vorrebbe relegate a ruoli tradizionali.

Muovendosi all’interno di una scenografia limitata (quasi tutta la storia si svolge negli interni delle due case speculari delle donne), il regista dirige con raffinatezza, con qualche momento registico particolarmente ispirato e indugiando con la macchina da presa sui volti delle due splendide protagoniste di cui possiamo osservare il turbinare delle emozioni. Emozioni che affiorano con un impatto che può essere tenero quanto più profondamente toccante. Emozioni trainate da canzoni del cuore così come da sguardi silenziosi ed eloquenti, che richiedono non per forza pazze fughe d’amore ma anche solo di perdersi l’una nell’abbraccio dell’altra.

 

Dopo la presentazione al Toronto Film Festival e alla Festa del Cinema di Roma, Deux arriverà nelle sale nel 2020 con distribuzione Teodora Film.

 

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About

Da sempre cultrice del cinema classico americano per indole familiare e dei cartoni Disney e film per ragazzi anni ’80 e ’90 per eterno spirito fanciullesco, inizio più seriamente a interessarmi all’approfondimento complesso della Settima Arte grazie agli studi universitari, che mi porteranno a conseguire la laurea magistrale in Forme e Tecniche dello Spettacolo. Amante dei viaggi, di Internet, delle “nuvole parlanti” e delle arti – in particolare quelle visuali – dopo aver collaborato con la testata online Cinecorriere, nel 2013 approdo a SeeSound.it, nel 2015 a WildItaly.net e nel 2016 a 361magazine.com, portando contemporaneamente avanti esperienze lavorative nell’ambito della comunicazione. CAPOSERVIZIO CULTURA


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