diavoli recensione della serie sky Patrick Dempsey Alessandro Borghi wild italy

Diavoli, intrighi di potere nell’alta finanza

Diavoli, un inedito e affascinante financial thriller con Alessandro Borghi e Patrick Dempsey

 

T ratta dall’omonimo romanzo di Guido Maria Brera, la miniserie Diavoli, ideata da Ezio Abbate, Nick Hurran e Jan Maria Michelini, è un virtuoso e affascinante financial thriller, con protagonisti l’inedita coppia Alessandro Borghi e Patrick Dempsey, spalleggiati da Kasia Smutniak Lars Mikkelsen.

A metà tra i toni di Wall Street (1987) di Oliver Stone sullo sfondo degli eventi a cornice de La grande scommessa (2015) di Adam McKay, Diavoli ci porta in un oscuro viaggio negli abissi della finanza, tra giochi di potere – ampiamente inflazionati nel cinema di genere – e una spiccata componente umana che per quanto visto finora, sembra essere la connotazione principale del racconto mostratoci.

Niente a che vedere, quindi, con l’omonimo film di Ken Russell del 1971 con Vanessa Redgrave e Oliver Reed  – i Diavoli di Brera non sono i posseduti dal demonio nel convento di Loudun, sono squali della finanza che si muovono tra stock option e fake news, che come viene riportato nel monologo d’apertura del pilota: “Il più grande inganno del diavolo è farci credere che non esiste, e invece è reale, reale come l’acqua in cui nuotano i pesci, come la finanza che nuota in questa banca.

Sinossi 

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Londra, 2011. Massimo Ruggero (Alessandro Borghi) è lo spregiudicato Head of Trading della New York London Investment Bank, cresciuto nel mondo finanziario da Dominic Morgan (Patrick Dempsey), CEO della banca. Quando Massimo è a un passo dall’essere premiato con la carica di vice CEO, l’apparente suicidio di un collega e uno scandalo che coinvolge l’ex moglie di Massimo, portano Dominic a negargli la promozione.

Massimo è determinato a scoprire la verità su quanto successo, ma scoprirà presto di essere al centro di una guerra finanziaria intercontinentale. Trovatosi a fronteggiare i Diavoli che governano nell’ombra i destini del mondo, Massimo dovrà scegliere se combatterli o unirsi a loro.

Sullo sfondo della Grande Recessione (2007-2013)

I meno giovani ricorderanno di quel periodo a cavallo tra l’inizio e la fine dei primi decenni degli anni Duemila che portò a una gravissima recessione a livello mondiale. Parliamo della Grande Recessione, per l’appunto, scoppiata negli Stati Uniti nel 2006 a seguito della crisi dei subprime e del mercato immobiliare, poi propagatasi globalmente per l’aumento del prezzo del petrolio e una susseguente crisi alimentare. Questo generò una crisi creditizia degna della Grande Depressione del 1929, che portò a una crisi bancaria (su tutti, il fallimento della Lehman Brothers) e al crollo dei mercati borsistici.

È in questo contesto narrativo, già terreno florido per il sopracitato La grande scommessa di McKay che si inserisce Diavoli, ambientato nel pieno di quell’oscuro periodo socio-economico tra il 2008 e il 2011. Anni gestiti non tramite un racconto lineare e organico, piuttosto per mezzo di un sapiente uso di digressioni temporali, volto a dare a Diavoli una natura narrativa non-lineare, che riesce a dare dinamismo e vivacità a un racconto altrimenti fin troppo ordinario.

Una partita a scacchi agli albori dell’Internet of Things

diavoli recensione della serie sky Patrick Dempsey Alessandro Borghi wild italy“L’economia è lo studio del modo in cui gli uomini si guadagnano da vivere” diceva l’economista Alfred Marshall, e in effetti in Diavoli tutto ruota attorno agli uomini, al loro operato nel raggiungimento dei propri scopi, nell’eterna – e inflazionata – dicotomia tra bene e male. Solo che, proprio come il progenitore illustre Billions (2016 – in onda), i protagonisti in scena in Diavoli non sono propriamente incasellabili nella categoria “buoni” e “cattivi”. Sia il Ruggero di Borghi che il Morgan di Dempsey (quest’ultimo ancora più ambiguo ndr) sono uomini scrupolosi, disposti a tutto, che giocano una partita a scacchi con i nervi – dal ritmo cadenzato – a colpi di fake news e bastoni tra le ruote.

Emerge così la declinazione di un audace sottotesto sul valore dell’informazione nell’epoca contemporanea, agli albori dell’Internet of Things e nel bel mezzo di WikiLeaks, le tracce online degli utenti/consumatori e le fake news diventano preziosi strumenti con cui giocare al rialzo nel mercato azionario (e degli uomini). Tante componenti narrative, quelle di Diavoli, che vengono abilmente gestite attraverso un andamento lento del racconto, nella crescita progressivamente graduale del conflitto della posta in gioco.

Tutti gli ingredienti di un successo 

A differenza del sopracitato Billions però, per quanto mostratoci finora, Diavoli sembra muovere maggiormente più sulla componente umana e relazionale dei suoi protagonisti, che non tanto su quella finanziaria – finora resa semplice cornice narrativa su cui dipingere pulsioni umane e desideri inespressi.

Distaccandosi, così, dal tipico prodotto di genere dal ritmo netto e che muove principalmente sull’aspetto tecnico-finanziario del proprio contesto narrativo, Diavoli – nuova miniserie in 10 puntate di Sky Original – sembra prendere una strada insolita ma dall’indubbio fascino.

Una miniserie che ha tutti gli ingredienti per diventare un prodotto seriale a pieno titolo, reso possibile da un conflitto scenico avvincente  e dalle performance convincenti di Alessandro Borghi e Patrick Dempsey – provetti Gordon Gekko nell’era della Grande Recessione.

 

Diavoli approderà sugli schermi televisivi italiani a partire dal 17 aprile 2020 grazie a Sky Italia.

 

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Fonte immagini: Sky.it


About

Nato in Sicilia da madre umana e padre probabilmente alieno, ha un blaster sul comodino e uno zaino protonico dentro l’armadio. Malato cronico di Cinefilia dal 1989, dopo aver passato una vita a studiare i Classici Greci e Latini prima, la Letteratura Russa Ottocentesca poi, e per ultimi i Social-Media e le teorie sociologiche di Marshall McLuhan e Erving Goffman, si trasferisce a Roma per poter finalmente realizzare il suo sogno: vivere di cinema, diventare sceneggiatore e costruire il suo personale Millennium Falcon. COLLABORATORE SEZIONE CINEMA


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