Dio è morto. Stavolta per davvero

Come recita una sua storica canzone “It’s a Rainbow in the Dark”. Questo è ciò che è stato Ronnie James Dio per la musica. Il giovanotto  di Portsmouth, classe 1942, con origini italiane (il cognome dovrebbe essere Padovano o Paduan), ha segnato la musica Rock, Hard Rock e Heavy Metal con la sua voce graffiante e potente.

Un nome difficile da portare il suo. Quasi una bestemmia o una blasfemia. Una prova di coraggio tipica dei grandi uomini. Ha scelto di chiamarsi Dio e per chi vive e ha vissuto la sua musica, è una garanzia. Una carriera esemplare lo ha portato ad affacciarsi sulla scena Underground fin dal 1957, quando, con lo pseudonimo di Ronnie Dio, lo si vedeva vocalist dei “The Vegas King”. Ancora le sonorità sono quelle del Rock’n’Roll e del rockabilly, ma le capacità artistiche di Ronnie son impressionanti.

Dopo un avvicinamento al genere Hard Rock , che in quegli anni nasceva per voce di Led Zeppelin, Deep Purple e di altre band ormai storiche, viene notato da Richie Blackmore, chitarrista maledetto dei Deep Purple. Questi decide di collaborare con il gruppo di Dio, gli Elf, prendendone presto in mano le redini. Da questo momento si ha la svolta nella carriera di R.J. Blackmore ha l’idea di traghettare la band verso sonorità più commerciali, osteggiato da Ronnie che abbandonerà il gruppo per dedicarsi a quello che sarà il suo trampolino verso la gloria eterna: I Black Sabbath. Questi avevano appena allontanato un’altra icona della musica, Ozzy Osbourne, proponendo a Dio di prenderne il posto. La Sua carriera esploderà. La pubblicazione di “Heaven and Hell” (1979) verrà accolta dalla critica come una svolta nel panorama musicale Heavy Metal. L’LP viene considerato tutto’oggi una pietra miliare del genere.

Gli anni seguenti, fino alla sua morte, sono stati un ricettacolo di perle musicali. Dall’album “Holy Diver”, considerato il migliore in assoluto, passando per “Sacred Heart”, “Dream Evil” e “Lock up the Wolves” Dio è stato un punto fermo per metallari e semplici ammiratori. Un marchio di garanzia musicale. Un Re mida del Metal. Al pari dialtri personaggi storici come il citato Ozzy Osbourne (ma anche Elvis Presley, Beatles, Sex Pistols) si è imposto come leggenda. Un mito maledetto, votato al male nelle sue canzoni e all’amore – per la musica e per i suoi fans – in vita. “Sappiate che lui vi ha amato tutti, e che la sua musica vivrà per sempre” queste le parole di Wendy, compagna di sempre.

A noi non rimane che lo stordimento per una notizia improvvisa, anche se forse siamo i più fortunati. Dio ha vissuto in noi tramite la sua musica, e quella, per fortuna, non ce la leva nessuno.

MARCELLO FADDA



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