Diritti negati: le storie delle bambine di Action Aid

Nelle parole di Josiane, bambina brasiliana di appena sette anni, è possibile leggere tutta la paura e l’inconsapevolezza che una situazione come quella da lei vissuta può generare in un individuo così piccolo e indifeso: “Mio padre torna a casa da lavoro ubriaco e picchia mia madre. Non capisco perché, lei è buona”. E poi c’è Srey, sempre sette anni, della Cambogia, che vive quotidianamente l’incubo della prostituzione attraverso la condizione di sua madre: “Mia mamma è una prostituta. Molti uomini vengono a casa e sono molto cattivi. L’hanno già violentata due volte. La notte la sento piangere dalla camera accanto, non voglio fare anche io la prostituta”.

Storie, le loro, che fanno rabbrividire e che gettano una luce sulla quotidianità vissuta da milioni di donne e bambine, costrette a fare i conti con prostituzione, violenza domestica ma anche con matrimoni precoci e mutilazioni genitali femminili, drammi che si consumano ogni giorno in diverse parti del mondo e che non lasciano spazio alla speranza.

Action Aid Italia, in una recente iniziativa di sensibilizzazione, raccoglie all’interno di un’infografica le storie e i dati relativi alle situazioni limite vissute da queste donne e bambine cui è negato qualunque tipo di diritto. Gli stessi diritti delle bambine vengono brutalmente calpestati da una realtà crudele e ingiusta che spezza le ali ad ogni sogno di libertà.

La condizione femminile nel mondo è un alternarsi di pagine di cronaca nera e diritti negati. Si pensi solo che oltre il 30% delle donne nel mondo ha subito violenze dal proprio partner e che la prostituzione coinvolge per l’80% giovani donne tra i 13 e i 25 anni. Matrimoni precoci e mutilazioni genitali femminili distruggono la vita di milioni di bambine cui non solo è negata l’infanzia ma l’intera vita.

Nel sud dell’Asia quasi tutte le ragazzine sono costrette a sposarsi in tenera età e di queste una su tre è indiana. Le mutilazioni genitali femminili hanno già coinvolto 200 milioni di ragazze in Africa, Medio Oriente e Asia e solo in Africa oltre tre milioni di ragazze sono a rischio ogni anno.

Nascere donna in queste comunità del mondo equivale ad una sentenza di morte: la morte della capacità di sognare, di sperare e di credere nella possibilità di un futuro migliore.

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