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#DiscoTrash: Povia, la carriera del cantautore dai Piccioni al complottismo

#DiscoTrash: Ascesa e declino di Giuseppe Povia

 

PoviaEccoci al primo appuntamento di #DiscoTrash, la rubrica che andrà ad occuparsi di musica brutta (ma proprio tanto brutta), per la quale il più classico “eh ma de gustibus…” non ha valore alcuno e (in certi casi) può essere perseguibile a norma di legge.

Andiamo per gradi. Un brano brutto è brutto e basta, non esiste alcun feticismo nei confronti dell’artista che possa in qualche modo salvare il brano di cui sopra.

Tutti i gruppi nella storia della musica hanno composto almeno un brano brutto nella propria carriera. Un esempio? I Beatles sono stati accusati di aver prodotto, addirittura loro, uno dei pezzi più brutti in circolazione. Si parla ovviamente di Ob-La-Di, Ob-La-Da (o Obladi oblada, potete scriverlo come volete ma tanto il senso non cambia).

Il primo “ospite” di #DiscoTrash: Giuseppe Povia

Senza scomodare i Beatles che comunque (tralasciando Ob-La-Di, Ob-La-Da)  hanno dato un contributo immenso alla storia della musica, andiamo a parlare di un artista a noi molto vicino: Giuseppe Povia.

Povia è un “cantautore” e “blogger” italiano vincitore del Festival di Sanremo 2006 con il brano Vorrei avere il becco. Questo è quanto ci dice Wikipedia della carriera di questo eroe nostrano.

La carriera di questo personaggio esplode nel 2005, quando ha invaso le emittenti radiofoniche nostrane con il suo tormentone senza tempo I bambini fanno “ooh…”, un brano che, stando a quanto dicono, ha fatto sognare più o meno tutti, soprattutto il pubblico più giovane.

Gli altri brani del disco dal titolo Evviva i pazzi… che hanno capito cos’è l’amore, sono stati praticamente ignorati dalla massa.

Povia

Si continua poi con I bambini fanno “ooh…” la storia continua… che contiene anche il brano vincitore di Sanremo 2006, Vorrei avere il becco, canzone che parla di un paio di piccioni che in realtà rappresentano i nonni di Povia.

Leggendo tra le righe di questo brano i può trovare un inno alla monogamia e alla fedeltà all’interno della coppia, due valori anche condivisibili se non fossero rappresentati da un animale come il piccione che riempie di guano le nostre automobili e che (pur senza volerlo) è portatore di diverse malattie.

Secondo Povia l’amore è infestante e produce una gran quantità di cacca. Io ci penserei un paio di volte prima di dedicarla a qualcuno ma de gustibus…

Nel 2009 viene alla luce Centravanti di Mestiere col grande brano Luca era gay. Povia inizia ad inneggiare alla libertà di pensiero e di espressione attirando le ire delle associazioni LGBT.

A prescindere dalla pochezza intellettuale di chi ritiene di poter “guarire” dall’omosessualità, ci troviamo davanti a uno dei brani più discussi della storia della musica di quegli anni che ha fatto parlare tutta una schiera di improbabili difensori della famiglia “classica”.

“Luca era gay e adesso sta con lei” oltre a essere uno dei versi meno efficaci, per così dire, del Bel Canto, è uno dei versi con la concentrazione più alta di ignoranza degli ultimi 70 anni.

Ci sono parecchi altri dischi che il buon Povia ha portato alla luce dopo Luca era gay, ma ci tocca con immenso dispiacere sorvolare e arrivare direttamente al 2016 con Nuovo Contrordine Mondiale.

Da I bambini fanno “ohh…” al Nuovo Contrordine Mondiale

Con questo disco si apre la fase delle grandi cospirazioni, del “Non ce lo dicono” e dei governi ombra.

Povia

La cosa bella e terrificante allo stesso tempo è che Povia crede di essere portatore della verità assoluta e di essere politicamente scorretto perché ha scelto di trattare  temi scomodi e provocatori e quindi, per questa ragione, di essere automaticamente nel giusto. Qualcuno gli dovrebbe dire che non è così.

Siccome non ce la sentiamo di giudicare a scatola chiusa o per sentito dire, abbiamo deciso di ascoltare TUTTO Nuovo Contrordine Mondiale e trarre le nostre conclusioni musicali e concettuali.

Il doppio cd contiene ben 19 brani ed è totalmente autoprodotto perché Povia, essendo un cantautore scomodo, è stato allontanato dalle case discografiche.

Dopo circa 80 minuti di ascolto quello che viene alla luce è un disco assurdo, che parte da mille paranoie sull’Euro, l’immigrazione, l’Unità d’Italia, la politica, la genitorialità in affitto e mille altri temi “scomodi” che vengono trattati con la sagacia di bambino dell’asilo.

Nuovo Contrordine Mondiale è un disco paradossale che parla e trascrive in musica – nella maniera più scialba e banale – tematiche che forse non sono state proprio comprese da lui stesso.

Un brano alla volta vengono a galla milioni di luoghi comuni, sia a livello concettuale che a livello compositivo. Povia ha trascritto le chiacchiere da bar, per tentare di scagliarsi contro un fantomatico potere forte che avrebbe preso di mira anche la sua “arte” scomoda e incompresa.

Nuovo Contrordine Mondiale non è altro che questo: un condensato di luoghi comuni e credenze popolari “sapientemente” messe in musica e vendute sottobanco ai concertini perché le case discografiche sono foraggiate dalla massoneria e da Satana in persona e, quindi, odiano Povia.

Povia è un “genio” a modo suo, un genio perché è riuscito a canalizzare questa rabbia dei leoni da tastiera e  trasportarla in musica. Additando questo e quello è riuscito a dare la colpa a una fantomatica manina del potere che muove i fili del mondo e che  ha deciso che lui, Giuseppe Povia, è un personaggio scomodo e dunque va emarginato.

Diciamo che Nuovo Contrordine Mondiale è il disco adatto per quella fetta di popolazione che si indigna e si incazza per le cose che (apparentemente) nessuno ci dice ed è alla costante ricerca di congiure e cospirazioni varie ed eventuali.

Altra punto è l’uso smodato che il buon Povia fa dei Social: sembra infatti che il cantautore sia costantemente connesso per rispondere ai commenti polemici ironizzando e “perculando” i presunti “bimbiminkia” di cui parla in uno dei brani del disco.

In conclusione: Nuovo Contrordine Mondiale è disco pieno di paranoie e praticamente vuoto da qualsivoglia bella idea compositiva e testuale.

Un punto a favore di Povia sono le linee melodiche che ha tirato fuori che ti entrano subito in testa e non si può fare a meno di canticchiarle (rigorosamente al buio e a voce bassa, chiaramente).

La domanda è: ne avevamo davvero bisogno?

Povia avrebbe dovuto continuare a cantare di piccioni e bambini meravigliati. Dell’ennesimo predicatore portatore della verità universale, scaricata in PDF da Google, non ce ne facciamo proprio niente.

[N.d.r.] Millantando una fantomatica persecuzione da parte delle case discografiche, degli organizzatori di concerti e di solo Dio sa chi, il buon Povia sembra essere sparito (di nuovo) dai canali Social, forse un giorno diremo “oh, lo sai che aveva ragione quel Povia”, ma probabilmente sarà lo stesso giorno dei 30 centimetri di neve all’Inferno.

 

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About

La musica è la mia passione: sul palco dietro una batteria e sotto al palco in un mare sterminato di dischi. Laureato in Letteratura, Musica e Spettacolo e in Editoria e Scrittura a La Sapienza di Roma, passo il mio tempo tra fogli bianchi, gatti e bacchette spezzate. CAPOSERVIZIO MUSICA


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