Sum 41, foto della band

#DiscoTrash: Sum 41, Underclass Hero, il punto zero del declino di una band

Sum 41, quale è il punto di declino di una band?

 

Sum 41, foto Arriva un certo punto nella vita di una band che una serie di sfortunati eventi portino alla scrittura di un disco brutto. Certo, in molti casi è d’uso comune ma in alcune realtà musicale la cosa ci riporta a un momento preciso. Un punto zero dal quale scaturisce l’inevitabile declino.

La band di cui vogliamo parlare oggi sono i Sum 41. Sì, ok non stiamo parlando di una band che ha rivoluzionato la storia della musica ma comunque, almeno agli inizi, questi ragazzi canadesi avevano avuto un certo slancio che poteva far ben sperare.

Sum 41, un esordio interessante

Una specie di punk melodico, con qualche riff più metal e un po’ di ignoranza da animali da palco. Il tutto unito a una certa freschezza che, in un panorama punk saturo e mellifluo, ha saputo rallegrare un pochino noi vecchi punk incalliti. Ripeto non stiamo parlando dei Ramones, sono sempre i Sum 41 ma bisogna dire che i primi lavori della band erano piuttosto gradevoli. A tratti si poteva scorgere anche quel pizzico di “impegno sociale” che in una band punk dovrebbe essere la norma ma che, ahi noi, è ormai solo un vezzo dei più anzianotti.

Comunque dopo tre dischi niente male come All Killer No Filler, Does This Look Infected? e Chuck che hanno portato ai Sum 41 una certa notorietà in giro per il mondo, succede qualcosa.
La band finisce le idee? La band si separa? La band entra in contatto con qualche elemento esterno che rompe gli equilibri interni? Tutte e tre le cose. A un certo punto (quasi) tutte le band finiscono le idee. C’è chi si prende una pausa e decide di reinventarsi. C’è chi si scioglie. C’è chi, nonostante l’assenza di idee interessanti continua a produrre musica. Questo è il caso dei Sum 41.

Per quanto riguarda la separazione, a un certo punto Dave Baksh (Brownsound), storica chitarra solista della band, decide di abbandonare la nave. Non resta difficile immaginare chi era a scrivere gli arrangiamenti dati i successivi dischi. Bisogna anche dire che Brownsound era anche l’anima più metal dalla band e che, al suo abbandono, gli altri si siano trovati con un solo chitarrista, nemmeno troppo bravo.

Underclass Hero, il risultato di una serie di sfortunati eventi.

Cover Underclass Hero

Il risultato di tutte queste disavventure è Underclass Hero. Il declino dei Sum 41. Da questo punto in poi la band non riuscirà più a rialzarsi del tutto. Manca però il terzo sfortunato evento: l’ingresso di una forza esterna che rovina l’equilibrio del gruppo. Bene quella forza ha un nome e cognome: Avril Lavigne.

Sarebbe stupido dare ad Avril Lavigne la colpa di questo collasso della band. Però ascoltando Underclass Hero si ha l’impressione di ascoltare un disco scritto dalla bella cantante canadese.
Nel 2007 quando uscì il disco Avril Lavigne e Deryck Whibley, il frontman dei Sum 41, erano sposati da pochi mesi. Vogliamo credere che il matrimonio non abbia influito sul sound del disco? Ma per piacere.

Comunque Underclass Hero è un disco brutto. Un disco oscenamente pop del quale possiamo salvare solo 2 o 3 canzoni per essere gentili. Underclass Hero è un disco moscio e troppo melenso per buona parte della sua durata. Un disco che paragonato ai precedenti lavori della band sembra contenere tutto il materiale di scarto scritto da Deryck Whibley, che chitarristicamente parlando è una pippa. In questo disco oltre a un po’ di attributi manca la presenza tagliente di Dave Baksh e di quel pizzico di metallo che era riuscito a portare all’interno di un gruppo essenzialmente melodico.

 

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Le “tastierine brutte”, la nemesi di ogni gruppo punk

Underclass Hero contiene anche la nemesi di ogni gruppo punk che si rispetti: le tastierine brutte e senza senso. Suonate probabilmente con un solo dito da chi non sa nemmeno come è fatto un vero arrangiamento di tastiera. Le stesse tastierine con effetti scadenti che sembrano uscite dai primi cellulari polifonici dove, goffamente, tutti cercavamo di comporre musica come i veri professionisti. Tutti dovrebbero odiare le tastierine finte dei dischi punk, ma ai Sum 41 sembrarono una bella idea.

Comunque ad onor del vero dopo la caduta di Underclass Hero, i Sum 41 decisero di prendere un chitarrista che ancora oggi fa parte della formazione della band. Almeno a livello chitarristico hanno capito l’errore. Poi ovviamente Avril Lavigne e Deryck Whibley hanno divorziato. Anche qui l’errore è stato compreso. A un certo punto della carriera della band in 13 Voices, penultimo disco della band, è tornato in sella anche Dave Baksh, portando i Sum 41 a tre chitarristi. Magari il buon Deryck Whibley può concentrare i suoi sforzi solo sulla voce (se tutto va bene).

Adesso che l’equilibrio sembra ristabilito all’interno della band ci troviamo, purtroppo, ancora davanti a un gruppo con poche idee. Certo sono finiti i tempi dell’aura negativa di Avril Lavigne, ma la band ha perso un po’ di quell’originalità che ci piaceva.

Sum 41, dal declino a una lentissima ascesa

Sum 41 foto liveI Sum 41 hanno sfornato qualche nuovo brano discreto ma nei nuovi dischi c’è anche tanta roba poco convincente o comunque già sentita. La band ha perso quel carattere che c’era nei primi dischi.

Ovviamente non stiamo parlando di chissà quale band indispensabile per la storia della musica. Però i Sum 41 sono stati un gruppo che, a suo modo, ha saputo risultare interessante.
Probabilmente Underclass Hero è stato il campanello d’allarme non ascoltato che segnalava alla band il bisogno di una pausa. Il bisogno di un momento per ricaricare le batterie e cercare nuove idee, piuttosto che continuare ad oltranza sfornando un brano decente ogni dieci brutti.

Bisogna però dire che l’ultimo disco Order In Decline ha parecchio materiale interessante. Sicuramente l’interesse attorno alla band è calato, ma non tutti i pezzi dell’ultimo lavoro sono da buttare e, anzi, per certi versi segnano un ritorno alle origini.

 

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Fonte immagini:Rolling Stones Italia e Live Nation Italia.


About

La musica è la mia passione: sul palco dietro una batteria e sotto al palco in un mare sterminato di dischi. Laureato in Letteratura, Musica e Spettacolo e in Editoria e Scrittura a La Sapienza di Roma, passo il mio tempo tra fogli bianchi, gatti e bacchette spezzate. CAPOSERVIZIO MUSICA


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