Cade il divieto dell’uso dello smartphone in classe

«L’uso dello smartphone non sarà più vietato nella classi. Vogliamo coniugare investimento digitale e cultura scolastica». Con queste parole il sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, fa cadere un tabù che vigeva da 10 anni: ovvero quello di non poter usare nessun tipo di dispositivo mobile all’interno delle aule scolastiche.

L’annuncio è stato dato su La Stampa, in un articolo estatico, dove si capisce poco il confine fra la prosa del giornalista e la dichiarazione del politico. «Il governo pensa che così – facendo utilizzare lo smartphone in classe – si possa combattere il cyber-bullismo e superare il sapere fatto solo dai libri di testo».

Il nesso logico della dichiarazione sfugge, ma ora non è questo il punto. Dopo anni in cui si “spizzava” il cellulare sotto al banco, attenti a non farsi beccare dalla professoressa, d’ora in poi sarà lecito. Il problema è, per fare cosa?
Lo smartphone potrà essere utilizzato – cerchiamo di comprendere – per fare delle ricerche in classe, ma teoricamente non per spulciare le foto delle ragazzette, alle prese con i primi trucchi e le prime scollature.

Una ricerca ha dichiarato che già oggi gli studenti, per il 90%, consulta il proprio telefonino durante le lezioni: per controllare Facebook (80% del campione), per controllare la posta (60%) e per scattare foto. Quindi forse la vecchia norma era anche obsoleta e superata dai tempi.

Sembra passato un secolo da quando la scuola era orgogliosa di essere fuori tempo e contro ogni tipo di innovazione tecnologica. Nel mio liceo, se battevi un testo al pc, eri visto come un marziano e avevi una penalizzazione nel voto perché “scrivere a mano è un’altra cosa”. E la vicepreside bloccò l’accesso a YouTube perché “c’è solo spazzatura”.

Erano solo 5 anni fa. Sembrano 30 anni. Come quando per scacciare la noia, non si guardava il cellulare ma i giornaletti hot.


About

Studia Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma Tre e ha scritto, fin dall’età di 17 anni, in vari giornali locali. Da qualche anno è rimasto folgorato dall’ambiente radiofonico e non se ne è più andato. Conduce ogni settimana un programma di attualità ed interviste su RadioLiberaTutti.it . REDATTORE SEZIONE POLITICA.


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