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Doctor Strange, la Marvel osa e stupisce ancora

È nelle sale italiane dal 26 ottobre, distribuito da Walt DisneyDoctor Strange, quattordicesimo film del Marvel Cinematic Universe e basato su un personaggio dei fumetti Marvel Comics. Nel cast, attori di primo piano come Benedict Cumberbatch, Rachel McAdams, Tilda Swinton, Chiwetel Ejiofor e Mads Mikkelsen.doctor-strange-1

Dietro la macchina da presa siede Scott Derrickson, celebre regista e sceneggiatore – tra gli altri – dell’horror The Exorcism of Emily Rose.

SINOSSI.

Stephen Strange (Benedict Cumberbatch) è un neurochirurgo dotato di una bravura grande almeno quanto il suo ego. Nell’ospedale di New York dove lavora, è sempre alla ricerca di casi e pazienti che stuzzichino la sua curiosità, che lo portino oltre la medicina classica. Una sera, mentre si stava dirigendo a bordo della sua auto verso un convegno dove avrebbe dovuto intervenire, finisce fuori strada a causa di una distrazione e precipita nel fiume.

L’incidente gli procura dei gravi danni alle mani al punto che diventa impossibile proseguire il suo lavoro. Disperato, confortato solo in parte dalla presenza della sua collega Christine (Rachel McAdams), Strange cerca in tutti i modi di risolvere la sua condizione fino a quando, per caso, viene a sapere dell’esistenza di un posto, in Nepal, dove una persona che si fa chiamare l’Antico (Tilda Swinton) – assistita dal Baron Mordo (Chiwetel Ejiofor) potrebbe dargli una mano. La “cura” che propone, però, non si ferma alla sola scienza.

LA MARVEL OSA E FA DI NUOVO CENTRO.

Di sicuro mancava all’appello dei supereroi mostrati sul grande schermo un personaggio così particolare come Doctor Strange. Se non altro perché apre il capitolo delle arti mistiche, dei multiversi (inteso come più dimensioni) e del dominio della mente sul corpo. La pellicola diretta da Scott Derrickson – e sceneggiata da Jon Spaihts, Steve Ditko, Thomas Dean Donnelly e Joshua Oppenheimer – ironizza su questi temi, contrapponendoli alla scienza e allo scetticismo del brillante neurochirurgo che, appena ne viene a conoscenza, li respinge bollandoli come inutili e privi di fondamento.

I multiversi cailedoscopici che Strange tocca con mano, guidato dall’Antico, il regista li affronta pienamente, rappresentandoli al meglio grazie al 3D e ad una resa di colori ottima. Ciò che lo spettatore vede è un vero e proprio sconvolgimento di spazio e tempo che ricorda molto, nello stile, l’Inception firmato da Christopher Nolan.

doctor-strange-tilda-swintonA voler sottolineare l’ulteriore distacco dal mondo umano, la volontà di relegare i personaggi “terrestri” quasi del tutto in secondo piano (a meno che non siano stregoni). Questa scelta forse è un po’ penalizzante ma viene recuperata con la più che azzeccata performance della Swinton nei panni de l’Antico, un essere né completamente androgino né completamente femminile. E’ riuscita ad incarnare appieno l’indefinibilità di sesso ed età di un personaggio che doveva proprio esprimere questo.

Straordinario anche Benedict Cumberbatch, completamente a suo agio nell’interpretare la megalomania e la presuntuosità di un medico che si sente invincibile e che – ad un tratto – torna ai “nastri di partenza”, non avendo nulla a cui aggrapparsi.

Il punto debole, se proprio dobbiamo trovarne uno, è il villain scelto per contrastare Strange. Mads Mikkelsen, infatti, con il suo Kaecilius, sembra piuttosto limitato, non riesce a dare maggiori sfaccettature ad un ruolo che sembra porsi quasi come nemesi del protagonista, piuttosto che in completa contrapposizione.

In sostanza, la Marvel osa ancora una volta e cerca di spingersi oltre i suoi stessi limiti. Il bello è che, con rappresentazioni – lo ripetiamo – caleidoscopiche e arricchite da un 3D vertiginoso, con un cast e una buona sceneggiatura di base, riesce nuovamente a stupire e a segnare un ulteriore distacco da tutto il resto.

Con Doctor Strange ci viene mostrato come la magia e le arti mistiche siano molto di più di una bacchetta, di una cicatrice sulla fronte e di una pietra filosofale. Bel lavoro!

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About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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