Domani è un altro giorno

Siamo arrivati alla resa dei conti, domani si vota la sfiducia al Governo con la più ampia maggioranza della storia della Repubblica.

I giochi non sono per niente fatti, stasera e per tutta la notte tra cene, riunioni, dopo cena, telefonate ed offerte dell’ultimo secondo, si decidono le sorti dell’esecutivo (e particolare irrilevante…anche del nostro paese).

Una premessa è d’obbligo, qualunque sia l’esito del voto di domani, questo Governo ha finito il suo corso, se otterrà la fiducia per 5 o 6 voti, comunque alla prima votazione post sfiducia, non ci saranno i numeri necessari ad approvare nulla e il Governo cadrà, mentre in caso di sfiducia già il 15 Dicembre il Presidente del Consiglio con la più larga maggioranza della storia d’Italia, dopo due anni e mezzo salirà al Quirinale per rimettere nelle mani del Presidente della Repubblica il mandato avuto dagli elettori nel 2008.

Chi ha in mano più fiches (comunque lo leggiate il risultato non cambia…) è come al solito l’attuale Presidente del Consiglio che può offrire di tutto: contanti, estinzione di mutui, serate nei night club di Arcore o Palazzo Grazioli, case ad Antigua, un posto da attaccante del Milan, la conduzione del festival di Sanremo, o la rielezione al prossimo giro, anche se non si capisce come possa promettere la rielezione se predica ad ogni momento che si impegnerà,  in caso di fiducia (giusto per comprarsi Guzzanti), a modificare la legge elettorale, che è il mezzo con cui attualmente lui in persona nomina tutte le vacche presenti in parlamento..o è una cazzata la promessa di rielezione o è una bufala la storia della legge elettorale (punto tutto sulla seconda..).

Se passa la fiducia, sarà l’ennesima prova di forza del Capo del Governo che, pur nell’impossibilità di governare, dimostrerà ancora una volta di avere a disposizione chiunque, senza distinzione di sesso razza o schieramento politico (chiedere a Di Pietro che si è visto sfilare l’ennesimo discutibile figuro dal partito) e nello stesso tempo di poter fare a meno di chiunque gli si metta contro.

Se il Governo verrà sfiduciato invece c è la possibilità di andare subito alle urne (poco probabile), oppure potrebbe profilarsi l’incubo del Presidente del Consiglio e cioè il mandato da parte del Presidente della Repubblica, una volta sciolte le Camere, al Parlamento, per formare un Governo tecnico (di responsabilità nazionale, di larghe intese, a tempo o come lo si vuole chiamare, tanto la sostanza non cambia) che non preveda lui come figura centrale; potrebbe davvero essere l’anticamera della fine visto che, venuta  a mancare la copertura della carica istituzionale, il premier ritornerebbe imputato, quasi condannato, in uno degli innumerevoli processi che non sono ancora stati prescritti; cosa che complicherebbe non poco una sua ennesima rielezione e chiuderebbe (se mai ce ne fosse bisogno) definitivamente le porte del Quirinale (al peggio non c’è mai fine, ma Berlusconi Presidente della Repubblica non riesco proprio a immaginarlo).

Questa opzione non è un ribaltone, non è un tentativo di sovvertire il volere del popolo italiano o  un golpe, è semplicemente previsto dalla Costituzione Italiana che fortunatamente non è stata scritta né da Berlusconi né da Capezzone & co.

Un paio di favori al Premier sono stati fatti come al solito, il messaggio del Capo dello Stato per sospendere i giudizi del Csm sulle ultime dichiarazioni deliranti sui Pm che indagano su di lui e in ultimo il rinvio della sentenza della Corte Costituzionale sulla legittimità del Lodo Alfano a Gennaio invece che il 15 Dicembre…

Decisiva a questo punto secondo me, è la decisione sulla sfiducia di domani di dichiarazione di voto pubblico e a chiamata diretta; si saprà in diretta nazionale nome e cognome di chi e di cosa voterà così, mentre non ci saranno problemi per chi è chiaramente schierato dall’una o dall’altra parte, per gli indecisi o gli acquistati dell’ultimo minuto, in caso di risultato sfavorevole, sarà la fine della loro breve e in alcuni casi pignorata storia politica, espulsi dal partito che li ha eletti e che hanno tradito e scaricati come inutili da chi li ha appena comprati in saldo e non ne ha ricavato alcuna utilità.

VINCENZO PACILE’



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