Donald Trump

Donald Trump alla Casa Bianca: che sia da lezione

Donald Trump è il 45° Presidente degli Stati Uniti. Il candidato repubblicano più discusso di sempre entrerà dalla porta principale della White House – dopo aver stracciato la sfidante democratica Hillary Clinton (già pronta a stappare lo champagne) – malgrado abbia avuto contro più o meno tutti i giornali americani e i sondaggi. E anche il mondo dell’informazione nostrano, non neghiamolo.

Al di là di previsioni statistiche, interviste telefoniche e numeri vari, questa notte ha perso l’arroganza dei giornalisti che si ostinano a predire il futuro volendo interpretare idee e sentimenti di un paese e di un mondo che cambia continuamente. E ha perso una politica “progressista” che, sia oltreoceano che nei nostri confini, ha smesso di parlare alla pancia del proprio elettorato, ritenendo forse inutile il suo apporto in termini di voto.

Sotto accusa oggi non ci sono gli americani che si sono espressi ma tutti quei giornalisti, pensatori, “esperti” (presunti e non) e politici che non mettono il naso fuori dalle loro grigie stanze da tanto tempo. Forse troppo. Eppure pretendono di dettare ancora la linea.

Queste persone, come scrive Francesco Piccinini dalle colonne di Fanpage: «Siedono ogni giorno dentro le redazioni dei giornali, nelle sedi di partito, nei salotti che fanno tanto ‘900 ma che nulla hanno a che vedere con la modernità. Quelli che sanno solo ripetere “l’America di 8 anni fa non avrebbe mai votato Donald Trump”. Come se la modernità dovesse chiedere permesso. Come se la modernità non fosse davvero qualcosa che “non si ferma davvero davanti a un portone”».

Il successo elettorale del tycoon newyorchese in un certo senso ci fa bene, includendo anche l’Italia in questo ragionamento. Ci fa bene perché dimostra quanto una vecchia idea di società sia per l’appunto vecchia e non più applicabile ai tempi che stiamo vivendo. Ci fa bene perché ci fa capire che il problema non è di chi segue il Grande Fratello e vota Trump oggi, Berlusconi nel 1994 o Grillo nel 2013.

Il problema è di una classe dirigente che di fronte all’emergere della rabbia e della frustrazione delle persone, di fronte alla paura causata dalla crisi economica, non ha saputo dare una speranza. Fenomeni politici come quelli di Trump vivono in contrapposizione ad una politica che ha fallito, che ha parlato a una ristretta cerchia di elettori, scansando gli altri (considerati i “webeti”, i “demagoghi”, i “populisti”). Dimenticando che anche loro sono cittadini.

Il problema, in sostanza, non è in chi riceve e ascolta il messaggio ma nel mittente. E’ nel guardare dall’alto in basso il popolo, la parte più “semplice” di un paese, non ritenendo i problemi che manifesta degni di essere esaminati e/o presi in carico.

Oggi vince il segreto che alberga nelle menti di molti cittadini ma che nessuno ammetterebbe mai: l’uomo dal pugno di ferro che da una parte governi con mano ferma, facendo lo “sporco lavoro”, e dall’altra abbassi le tasse, in fondo piace. Soprattutto per i motivi che ho cercato di delineare.

Adesso arriva “il bello”: il governo degli Stati Uniti.

Il trionfo di Donald Trump, in sostanza, ci ricorda che il mondo è cambiato e ci dimostra che in molti ancora non l’hanno capito. Che sia da lezione.


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


'Donald Trump alla Casa Bianca: che sia da lezione' have 1 comment

  1. 9 Novembre 2016 @ 12:18 pm attilio cece, orgoglioso italiaNO

    Obama: appoggiava Cameron esortando gli inglesi a votare contro la brexit… ed è stato disatteso, appoggiava la Clinton contro Trump e gli americani gli hanno fatto uno sberleffo…. ora appoggia Renzi tentando direttamente e per mezzo del suo ambasciatore di impaurirci per farci vorate si…
    Che porti sfiga ?!?!?!?!?!?
    della serie: renzi stai sereno ………..


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