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Doom Patrol, l’ennesima serie DC fa riflettere sull’accettazione del ruolo d’eroe

Creata da Jeremy Carver e Greg Berlanti, Doom Patrol è l’ennesima declinazione delle serie tv cinecomic, che ruota attorno all’accettazione del ruolo dell’eroe

 

doom patrol recensione serie dc wild italyQualcuno potrebbe storcere il naso pensando all’ennesima nuova serie tv cinecomic, genere ampiamente inflazionato che con il prossimo Watchmen di HBO e il recentissimo successo di critica e pubblico di The Boys sembra non poter dire nulla di nuovo. È proprio qui che ci sbagliamo, perché Doom Patrol, costola narrativa di Titans ideata da Jeremy Carver e dal Re Mida della DC Greg Berlanti, riesce a distinguersi sin dalle battute iniziali come un prodotto innovativo del genere, pur presentando una struttura decisamente classica.

Sin dall’inizio, e dal monologo metacinematografico d’apertura consegnato alla voce e al carisma del Mr Nobody di Alan Tudyk sull’eccessiva presenza di prodotti seriali cinecomic, ci rendiamo conto di come, in Doom Patrol, tutto sia il contrario di tutto.

La serie, con protagonisti Diane Guerrero, Brendan Fraser, Matt Bomer, April Bowlby e Alan Tudyk, è tratta dall’omonimo fumetto ideato nel 1963 da Bob Haney e Arnold Drake e segue le vicende di un super-gruppo di metaumani che vengono emarginati non tanto per i loro poteri, ma per il loro aspetto; espediente similare a quello degli X-Men di Stan Lee, tanto lui e Haney li crearono assieme.

Tante origin story per un racconto pieno di sfumature

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Nel corso delle prime due puntate ci viene così mostrata la nascita e crescita dei vari supereroi e il proprio background. Il tutto elaborato dal tipico stile Berlanti dell’Arrowverse dove tuttavia, in Doom Patrol, risulta più bilanciato.

Rispetto ai The Flash, Arrow, Supergirl, dove la componente romance-soap operistica prende il sopravvento sull’aspetto eroico, in Doom Patrol accade esattamente l’opposto. Nella nuova serie Dc infatti, le due componenti sono opportunamente bilanciate, venendo legate indissolubilmente da una forte componente emozionale volta ad approfondire la caratterizzazione psicologica dei personaggi.

Interessante in tal senso l’armonia con cui i vari microracconti vengono gestiti, ogni origin story dei protagonisti di Doom Patrol infatti viene declinata attraverso l’espediente dialogico – ogni interazione tra i personaggi da il via al racconto alla base, creando così un terreno fertile per la genesi di una mitologia. In questo caso quindi, Doom Patrol riesce a ben contenere lo stile Berlanti, permettendo di scavare in modo approfondito nel passato dei suoi protagonisti, grazie all’utilizzo di ellissi temporali  – autentico marchio di fabbrica dell’Arrowverse di cui tuttavia Doom Patrol non fa (ancora) ufficialmente parte.

L’accettazione del ruolo di eroe

Oltre all’uso del vituperato uso dei flashback e a una narrazione su più piani, Doom Patrol pone al centro del conflitto non tanto il confronto bene/male, eroe/nemesi  come indicatoci dalla storia orizzontale della serie DC; quanto piuttosto una dissertazione sul ruolo dell’eroe.

Della squadra di eroi della Doom Patrol infatti soltanto Robotman è guidato dalla cieca intenzione di usare i suoi poteri a servizio dell’umanità.  Tutti gli altri personaggi non accettano la loro nuova vita come un dono; per non parlare di  Crazy Jane in bilico tra eroe e villain. Doom Patrol ci fa riflettere così su come si diventa eroi non soltanto per vocazione, ma anche per necessità – accettando il proprio destino e un nuovo ruolo. In tal senso, l’ingresso di un celebre supereroe DC in scena, darà il là a una nuova dimensione scenica.

Tra personaggi coloriti, ritorni più che graditi e tematiche mature, Doom Patrol non si pone come l’ennesima serie DC ma piuttosto un prodotto capace di portare freschezza e curiosità nel panorama televisivo contemporaneo di genere, largamente inflazionato. Doom Patrol diventa così certamente una serie di tutto rispetto da seguire, non soltanto agli aficionados del genere tra Titans e Arrowverse, ma anche per chi ne è poco avvezzo grazie alla sua vena dissacrante e auto-ironica.

 

Doom Patrol è in streaming dal 7 ottobre 2019 con la distribuzione Amazon

 

 

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About

Nato in Sicilia da madre umana e padre probabilmente alieno, ha un blaster sul comodino e uno zaino protonico dentro l’armadio. Malato cronico di Cinefilia dal 1989, dopo aver passato una vita a studiare i Classici Greci e Latini prima, la Letteratura Russa Ottocentesca poi, e per ultimi i Social-Media e le teorie sociologiche di Marshall McLuhan e Erving Goffman, si trasferisce a Roma per poter finalmente realizzare il suo sogno: studiare cinema, diventare sceneggiatore e costruire il suo personale Millennium Falcon. COLLABORATORE SEZIONE CINEMA


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