Dopo il referendum sardo anticasta, i consiglieri si “riassegnano” lo stipendio.

I cittadini vanno al voto e i loro rappresentanti se ne fregano altamente della loro opinione. E’ ciò che è successo in Sardegna con il referendum anticasta dei primi di maggio. Uno dei quesiti, quello che prendiamo in esame oggi, mirava ad abrogare l’indennità dei consiglieri regionali. Dopo la pubblicazione dei risultati del referendum sul Bollettino ufficiale, il 25 maggio, i consiglieri – 4/5 giorni fa –  si sono «riassegnati» lo stipendio grazie ad un emendamento.

La seduta del Consiglio regionale di mercoledì scorso, ha infatti approvato (presenti 66, votanti 60, sì 63, 3 astenuti), con un emendamento al Dl 327/A su «Integrazione alla legge regionale 4 agosto 2011, n. 16 (Norme in materia di organizzazione e personale), relativa ai contratti di collaborazioni coordinate e continuative», il nuovo stipendio dei consiglieri regionali. In Rete si è subito scatenato il dibattito e su Twitter, è diventato trend topic – nel giro di poche ore – l’hashtag #Regionesardegnavergogna.

Non c’è un sostanziale cambio di importi negli stipendi, diaria e indennità di carica, sostanzialmente invariati rispetto a quelli aggiornati al 2011. Ci sono apparentemente dei tagli a varie voci (indennità di carica, diaria e contributo per i gruppi) compresi fra il 20 e il 30%, ma i parametri che prendono a riferimento, sono quelli di indennità e rimborsi spese in vigore al 31 dicembre 2003, immediatamente successivi – come ci racconta anche il Corriere della Sera –  a un aumento di stipendio dei parlamentari (cui è agganciato quello dei consiglieri regionali), entrato in vigore nell’autunno precedente.

L’emendamento approvato, attribuisce ai consiglieri regionali le indennità di base attribuite nel 2003 (circa 9.263 euro), mentre la cifra del 2011 era di 9.023 euro. I tagli dichiarati, invece, si focalizzano sull’indennità di carica riconosciuta dai vicepresidenti di commissione fino alla presidenza del Consiglio regionale (-30%), la diaria (-20%) e i contributi ai gruppi (-20%). La norma, approvata nella notte tra mercoledì e giovedì scorso all’unanimità, non intacca le spese di segreteria e cancelleria, quelle dei cosiddetti «portaborse», confermate a 3.352 euro. La cifra è rimasta la stessa dal 2003 a ora. Alla fine della fiera, i sacrifici dei consiglieri regionali non saranno così pesanti. Basta vedere solo la differenza tra le cifre di 9 anni fa e quelle attuali. Della serie: scacco matto agli elettori in poche semplici mosse. Chapeau…

MATTEO MARINI

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About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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