Draquila? No scusa, no intiendo!

Come volevasi dimostrare.
E’ sempre la stessa storia, per di più sempre con le stesse parole. Come è successo per Gomorra, e la serie televisiva de La Piovra, anche Draquila – L’Italia Che Trema (il nuovo documentario di Sabina Guzzanti) farà fare all’Italia una figura barbina oltreconfine.
Che ci possiamo fare se noi italiani siamo così? Ci piace presentare all’estero l’immagine del nostro Paese come non è.
Dovreste provare a farlo tutti è divertentissimo.
D’altra parte questo è un Paese dove il nostro capo del Governo NON viene accusato di fare festini nelle sue ville, dove il capo della Protezione Civile NON va nei centri estetici romani ricevendo sedute di ‘massaggi’ pagate da imprenditori speculatori, dove l’ex ministro Scajola NON viene accusato di aver ricevuto assegni per comprarsi una casa romana con vista Colosseo, dove Denis Verdini NON viene indagato per corruzione negli appalti per le Grandi Opere. Ma soprattutto l’Italia governata dal Partito dell’Amore è il Paese dove un’emergenza terremoto viene gestita con efficienza impareggiabile, senza speculatori, appalti truccati o qualsiasi cosa che potesse far pensare che siamo una nazione malata. Le macerie sono state portate via in nemmeno una settimana dal centro de L’Aquila, tutti hanno ricevuto la nuova casa o gli è stata ricostruita quella vecchia, la popolazione NON ha MAI organizzato rivolte delle carriole o cose simili. D’altra parte non c’era bisogno. L’Aquila adesso è più bella di prima.
Hanno anche fatto una miniatura della Torre Eiffel e del Big Ben, nonchè una statua bronzea di Berlusconi a cavallo (di Bondi) che brandisce al vento un reggiseno.

Insomma Sabina Guzzanti non è altro che una pallonara che ha il solo scopo di farsi propaganda. Quella che vedete nel documentario Draquila – L’Italia Che Trema non è L’Aquila. Quella è Haiti e infatti se guardate bene oltre a Bertolaso (che è dovunque, sarà mica lui il messia del terzo millennio?) ci sono solo negri. O no?
E tutta quella gente che viene intervistata non è altro che Corrado Guzzanti che si traveste ogni volta. Per uno ha usato addirittura la stessa parrucca che usa per Tremonti, POWCA TWOIA!
Ha ragione Bertolaso che continua dire che l’aver portato Draquila a Cannes ha fatto fare solo una figuraccia al nostro bellissimo Paese. Se poi oggi, 8 maggio, lo ha detto anche Bondi, allora possiamo stare sicuri che questa è la realtà. Addirittura il pechinese di Arcore non andrà a Cannes (è ministro dei Beni e delle Attività Culturali, santo cielo!) in quanto rammaricato e sconcertato “per la partecipazione di una pellicola di propaganda, che offende la verità e l’intero popolo italiano”.
La verità, cari i miei comunisti, è che la visione dell’Italia che diamo all’estero è “assolutamente caricaturale e lontana dalla realtà”. La giuria di Cannes dovrebbe venire a vedere “qualcosa che il governo Berlusconi, evidentemente, non è riuscito a negare, cioè al sole, alla bellezza, ai 100 mila monumenti e chiese dell’Italia, ai 3.500 nostri musei, ai 2.500 siti archeologici, alle 40 mila case storiche dell’Italia”. Questa è la risposta standard di Berlusconi.

La mafia non esiste. Gomorra è un libro di favole e le dieci serie de La Piovra sono puramente frutto della fantasia perversa dei registi. Draquila – L’Italia Che Trema è solamente lo strumento di propaganda di una visionaria, Sabina Guzzanti, che ha gonfiato la realtà del terremoto. Lo stesso terremoto che il Governo del Fare ha gestito con efficienza e competenza, senza speculazioni e regalando agli abruzzesi l’Amore che solo il Pdl può elargire, addirittura a chi non ha votato per Berlusconi.

Lasciate perdere questi film e questi documentari. La verità è altrove.
Volete per forza andare al cinema? Allora prendete la palla al balzo e correte nelle sale a vedere Puzzole Alla Riscossa o Iron Man 2. Se invece rimanete a casa a guardare la televisione oscurate la Rai tranne il Tg1 e Porta a Porta e concentratevi su ciò che fa fare bella figura all’Italia, ossia tutte quelle belle veline che affollano i programmi Mediaset agitando tette e culi.

MARCO PESINO



'Draquila? No scusa, no intiendo!' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Shares