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Dream Theater: il tour europeo riparte da Roma

Torneranno alla fine di gennaio 2017 (il 30 e 31 per l’esattezza) all’Auditorium Parco della Musica di Roma con la prima data italiana del loro tour europeo i Dream Theater.

Da ormai tre anni, sta diventando un appuntamento fisso la performance di John Petrucci, John Myung, Jordan Rudess, James LaBrie e Mike Mangini, il nuovo batterista che da qualche anno ha preso il posto di Mike Portnoy, uno dei fondatori del gruppo, che ha lasciato i Dream Theater nel 2010, dopo ben 25 anni.

Il gruppo rappresenta al meglio il loro stile musicale, definito successivamente Progressive Metal, in base al mix di sonorità prettamente metal, con passaggi che richiamano al progressive degli anni settanta, spesso grazie agli arpeggi della chitarra di Petrucci, vero fenomeno tecnico dello strumento, come d’altronde tutti gli altri componenti dei Dream Theater.

Ed è proprio la tecnica che prevale in tutti i membri del gruppo, che stupisce quando si accompagna anche alla musicalità. La riproposizione in questo tour del loro album “Images and Words”, del 1992, che rappresenta (forse) il punto più alto della loro creatività e certamente il loro lavoro più famoso, dal vivo sarà sicuramente un’occasione per vedere gli assoli di Petrucci (con la sua Ernie Ball Music Man) e di Myung (con il suo basso a sei corde), oltre alle multi-tastiere di Rudess ed all’impressionante batteria di Mangini, oltre alla voce sempre caratteristica di Labrie.

Anche Mike Mangini, che, come dicevo, ha preso il posto di Mike Portnoy, è presente nel gruppo da ormai cinque anni e tre album, ed è considerato come uno dei più grandi batteristi a livello mondiale; da qualche anno insegna anche al Berklee College of Music di Boston, oltre ad aver ricevuto vari riconoscimenti per la velocità delle sue esecuzioni.

Nell’arco della loro carriera tutti i membri del gruppo hanno realizzato collaborazioni e progetti solisti, come i Liquid Tension Experiment (di John Petrucci e Mike Portnoy con Tony Levin e Jordan Rudess) ed i due album di John Myung con i Platypus ed i due con i Jelly Jam; Rudess ha all’attivo oltre dieci album a suo nome e collaborazioni con vari altri artisti come David Bowie e Steven Wilson.

Certo in tanti anni di attività la loro produzione musicale non è stata molto prolifica come per altri gruppi musicali, in quanto dal 1989 ad oggi hanno pubblicato “soltanto” 13 album in studio e 5 live; ma è soprattutto dal vivo che il gruppo dà il massimo.

Nell’ultimo concerto che ho visto nel gennaio del 2014, ho assistito ad una performance di quasi tre ore contraddistinta dalla perfezione nel replicare i brani dei CD; se da un lato questo può rappresentare una duplicazione del materiale già ascoltato, dall’altro rivela come non ci siano trucchi nelle registrazioni, ma soltanto e puramente tecnica.

Posso sicuramente affermare che, per tutti gli amanti del genere, assistere ad un loro concerto dal vivo è un’esperienza unica e praticamente indimenticabile, in quanto sul palco i cinque non si risparmiano minimamente, dando al pubblico delle “vibrazioni” che pochi altri gruppi riescono a trasmettere.

Sicuramente, oltre proporre il loro successo del 1992, aggiungeranno anche molti brani tratti dal loro ultimo album “The Astonishing”: comunque un appuntamento da non perdere assolutamente.


About

Appassionato di cinematografia e di musica sin dagli anni ’70, vive e lavora a Roma. Ha avuto esperienze radiofoniche negli anni ’80 e alimenta continuamente le sue passioni. Nell’ambito musicale, una particolare predilezione per il Jazz ed il Rock-Progressive. BLOGGER DI WILD ITALY


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