<<Questo è un servizio predisposto dalla Questura di Roma, nello specifico, nell’ambito della collaborazione tra la Polizia di Stato e il servizio del Provveditorato agli Studi con protocollo d’intesa che è stato firmato, se non vado errato, l’anno scorso con il quale si cerca di far accedere la Polizia all’interno delle scuole nel progetto “Poliziotto di quartiere”.
Sostanzialmente le due problematiche grosse che abbiamo nelle scuole sono sia il bullismo che la droga, due problematiche emergenti che cerchiamo di contrastare con questo Poliziotto di quartiere.
Il Poliziotto di quartiere è una figura che è nata circa 4/5 anni fa e prevede, a differenza della volante, un discorso di ramificazione nel territorio, ovvero, la Polizia in generale ha un controllo del territorio con le proprie autovetture, il Poliziotto di quartiere è una figura più caratteristica che, proprio in virtù del nome (Poliziotto di quartiere) dovrebbe conoscere le problematiche relative al quartiere stesso.
La volante è più un discorso riguardante l’ambito del controllo del territorio, perciò con la macchina, invece il Poliziotto di quartiere, essendo proprio una figura che si basa sul camminamento del quartiere, è più a contatto con i problemi comuni, difficilmente una persona, per chiedere informazioni o quant’altro, ferma una volante, mentre è molto più semplice e molto più pratico che fermi il Poliziotto di quartiere.
Per quanto riguarda la prevenzione, già il discorso di vedere una figura in divisa nelle scuole significa andare nella direzione giusta, cioè effettivamente lo studente, che vede frequentare la scuola da queste figure come il Poliziotto di quartiere, desiste dal portarsi la droga a scuola e già, secondo me, siamo ad un buon punto.
Oltre la figura poi, c’è un discorso di dialogo tra queste due generazioni che per ora non ha ancora avuto riscontri immediati, però sicuramente qualche risultato si vedrà, non in breve tempo, ma su un’ottica molto più lontana>>
Poi c’è il secondo discorso del principio attivo cioè, puoi avere pure 1 kilo di sostanza stupefacente però, effettivamente, è così tagliata, così poco pura o meglio il principio è così basso che a quel punto viene depenalizzata come discorso amministrativo perchè – come penso già saprai - le due casistiche che prevede la legge sono il discorso penale e il discorso amministrativo.
Il discorso amministrativo è che comunque il principio attivo è basso e pertanto viene fatta la segnalazione all’ufficio del Governo (ex Prefettura) che comporta poi il colloquio. Apro una parentesi: se il colloquio viene effettuato per un sospetto consumatore o spacciatore che viene preso per la prima volta, l’autorità giudiziaria gli da la possibilità di redimersi e quindi lo scheda solamente, nelle volte successive si procederà alla sospensione della patente, dei documenti per espatriare e quant’altro>>.
La legge prevede, per questo tipo di reato, poche attenuanti e molte aggravanti>>.
Molti riescono a darsi uno stop autonomamente, mentre altri invece persistono.
Apro una parentesi: nel momento in cui persisti nell’assumere sostanza stupefacente ti dimentichi di tutte le tue problematiche che puntualmente ricompaiono (anche in dimensioni maggiori) una volta finito l’effetto e questo ti porta a continuare ad assumerne, per non scontrarti con i tuoi problemi e, man mano, non puoi più farne a meno….ecco il famoso “mondo parallelo” dove – una volta che ci entri – da cui, difficilmente ne esci, se non grazie a queste strutture di recupero dove la base è sempre una e sostanziale: la volontà del personaggio di voler uscire dal tunnel>>.
C’è sempre una scelta, tutto ciò che ti capiterà, si baserà su una scelta, pertanto, il giorno in cui ti troverai davanti alla scelta di “assaggiarla” o no, ti consiglio di non farlo o comunque di non persistere – se disgraziatamente l’hai già fatto.
Ti potresti ritrovare in quella situazione perché magari nel tuo gruppo di amici, tutti l’hanno fatto, mentre tu puoi essere visto come un bambino, un vigliacco, una persona che ha paura a non provare.
In finale, se uno ti dice che quell’accendino scotta e tu non ci credi e lo prendi lo stesso, poi valuti e dici: “Porca miseria, potevo pure evitare di prenderlo”.
Ci si casca molto spesso, soprattutto sulle droghe chimiche, che hanno un gravissimo effetto sul cervello e possono portare anche alla morte (con una sola pasticca).
Data l’età che hai, è più facile che ti scontri con le droghe ex leggere, come hashish e marijuana>>.
Devo inoltre sottolineare che il ceto sociale con cui abbiamo a che fare – che fa uso di droga – si è abbassato rispetto a prima.
In tempi precedenti l’alta nobiltà, l’alta borghesia o le personalità del mondo dello spettacolo, erano i principali assuntori. Quando, allo stato attuale notiamo che con il prezzo delle sostanze abbassato (al giorno d’oggi) la richiesta è aumentata, si è allargata a ceti sociali totalmente estranei a questo fenomeno come gli studenti, i manager o i liberi professionisti>>.





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