Ducati Scrambler atto II

Grande festa a Borgo Panigale per i risultati ottenuti con l’ultima arrivata. La Ducati Scrambler sta sbaragliando la concorrenza, ma qual è la ricetta segreta?

Il mercato delle moto ha finalmente smesso di diminuire. Il 2015 ha infatti mostrato un trend positivo con un +9,9% per quanto riguarda le due ruote a marce. Di questa fetta, gran parte è occupata proprio dalla10525641_758013157552314_6520431066161342501_n Ducati Scrambler che, grazie anche ad una campagna pubblicitaria mastodontica, si aggiudica il premio di moto più venduta di maggio. Si sa, durante i mesi primaverili aumentano le vendite delle moto e comunicare un prodotto nella maniera adeguata è il grosso del lavoro. Ma sono soltanto questi elementi a garantire un così grande successo? In realtà è indispensabile scavare nel passato per rintracciare la prima vera Scrambler con la sua essenza, tornata in auge grazie al marchio italiano e non solo.

ANNI ’60, ’70

Al di la dell’oceano, sul suolo a stelle e strisce – già a partire dagli anni ’50 – si sentiva forte l’esigenza di veicoli a due ruote nati per l’uso stradale ma anche adatti ad affrontare sterrati leggeri. Una sorta di todoterreno non molto estrema ma senz’altro versatile. La Ducati non perse l’occasione per presentarsi, anche se con qualche anno di ritardo, con un’evoluzione della Diana. Le differenze principali, proposte in esclusiva ai consumatori Yankee, riguardavano pneumatici tassellati, parafanghi alti e manubrio largo e rialzato. Era il 1962 e passarono pochi anni affinché la Ducati portasse la Scrambler anche in Italia, proposta per di più con la cilindrata 350. La seconda serie scavalca nel decennio successivo e si presenta al pubblico più matura, anche se il successo ottenuto non sarà proporzionato ai miglioramenti tecnici apportati. La concorrenza nascente impedì alla Casa bolognese di continuare sulla strada di un monopolio indiscusso, sebbene la proposta si fece più assortita. Le cilindrate variavano da 125 a 450, ma in qualsiasi versione non si trattava di una moto brucia semafori ma di un mezzo leggero, facile da guidare e soprattutto adatto a differenti utilizzi.603116_879515592068736_7026003851868562957_n

NUOVO MILLENNIO.

Negli ultimi anni sono state inserite nel mercato motociclette con un carattere non molto distante dalla vecchia Ducati, come ad esempio la Triumph Scrambler. Nel 2014, tuttavia, un grande evento ha segnato la storia della Casa ma anche di tutto il mondo delle moto: la presentazione ufficiale della nuova Ducati Scrambler. Seppur ricoperta di troppa plastica, la nuova generazione rappresenta un’evoluzione della vecchia, portando con sé una serie di elementi distintivi. Cilindrata e potenza contenute (rispettivamente 803 cc, 75cv); estrema guidabilità in città ma anche fuori dalla strada e leggerezza. È una moto di tendenza che può essere guidata da molti, a un prezzo relativamente basso per essere targata Borgo Panigale (da poco più di 8.000 a meno di 10.000 Euro).

62678_867709489916013_4766246773550796623_nTirando le somme non è difficile capire come:
– Rimando ad una versione passata e quindi esaltazione del concetto di vintage;
– Facilità di guida, e prezzi contenuti;
– Forte comunicazione ordinaria e imponente presenza social;
siano tutti contributi essenziali per il successo di questa Scrambler Ducati (viene chiamata direttamente dalla Casa con Scrambler davanti a Ducati proprio per enfatizzare l’identità del brand) .

Un altro dettaglio, però, rappresenta la vera chiave di Ducati: la concezione di moto Scrambler che con ogni probabilità segnerà la nuova epoca motociclistica che va di pari passo con il concetto di personalizzazione di cui, oggi giorno, non si fa più a meno.

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About

Appassionato di motori sin dall’infanzia, comincia il suo percorso professionale di giornalista auto e motociclistico dal compimento dei diciotto anni, subito dopo aver preso la patente di guida. Anche negli studi ha confermato la sua vena motoristica laureandosi nel 2012 in Scienze e tecnologie della comunicazione con una tesi riguardante la Fiat 500 come prodotto culturale e nel 2015 in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione analizzando il Tg2 Motori in un progetto con la cattedra di formati e stili del giornalismo radio televisivo. Di pari passo con la frequentazione dell’Università la Sapienza di Roma, ha collaborato e collabora in qualità di redattore e tester con numerose riviste di settore; tra le più importati: Car Magazine e Special Cafe. Da aprile 2014 cura una galleria fotografica su Instagram Special_Racer. Dal 14 aprile 2010 è iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti del Lazio. RESPONSABILE SEZIONE RUOTIAMO (MOTORI).


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