Due parole su Lucio Dalla: quando manca il coraggio

Nel mondo in circa dieci paesi l’omosessualità è punita con la pena di morte. In un’altra ottantina ci sono punizioni carcerarie. In Italia, e in molti paesi occidentali, la causa più frequente tra i suicidi adolescenziali è l’omofobia. E’ in atto un vero olocausto silenzioso, di cui in pochi parlano.

Una cosa è certa: la gente muore a causa dell’omofobia. Qualche giorno fa è morto anche Lucio Dalla, che, a quanto pare, stiamo scoprendo fosse omosessuale ma, attenzione, non dichiarato. E quello che si recrimina a Lucio Dalla è il fatto di non aver mai fatto coming out. Ora, in molti, si chiedono: “ma è una questione privata, non c’è bisogno di sapere se Lucio Dalla fosse gay o no!”. Ecco. Qui c’è l’errore. Invece c’è bisogno. Innanzitutto l’orientamento sessuale, a maggior ragione per un cantante di successo, non è una questione privata. Essendo una condizione sarebbe come dire: Lucio Dalla era biondo…non diciamolo perché è una questione privata. Sapere se ha un fidanzato, un compagno, una vita sessuale prolifica…queste sono le cose private! Non l’orientamento sessuale! Non si vuole sapere chi è il compagno di Dalla, che rimane gossip, si vuole, o almeno si voleva sapere una cosa di cui non bisogna vergognarsi. Perché tenerlo nascosto? Nessun etero tacerebbe sul proprio orientamento sessuale.

Ritornando al discorso di prima…c’è gente che muore, anche in Italia. E questo perché succede? Anche per colpa di Lucio Dalla sicuramente. E per colpa di tutti quei cantanti (purtroppo non è possibile citarli dato che è reato fare outing in Italia, ma facilmente sono rintracciabili con qualche ricerca sul web) che per migliorare le sorti dell’Italia non hanno mai fatto niente. Rischiano però di morire due volte così. Lucio Dalla si è ritrovato, a cadavere ancora caldo e nel giorno del suo compleanno, con una polemica accesa che mai si sarebbe verificata se avesse fatto un normale coming out durante la sua vita. E invece ha rappresentato anch’esso il volto dell’Italia ipocrita. Così è sufficiente fare finta di non essere gay e magari ottieni anche un patetico funerale in Chiesa con un presunto fidanzato che piange le tue glorie, magari sotto veste di “amico e collaboratore”.

Alla faccia di tutta la gente che lotta e muore per rivendicare diritti. Lucio Dalla tace così per sempre e da sempre. Non aveva nulla di cui vergognarsi. Magari  vittima anche lui della mentalità italiana, che però, senza un minimo di coraggio, non ha provato a cambiare.

L’omofobia nasce da questo: ignoranza e mancanza di contatto con il mondo LGBT. E le due cose sono legate alla mancanza di esempi che molti personaggi famosi italiani ancora non decidono di voler dare. Come si pensa di poter cambiare l’Italia se non ci sono esempi a cui rifarsi e se l’omosessualità continua a rimanere una sorta di nube immaginaria fatte di persone che oscillano in un mondo distante e sconosciuto?

Lucio Dalla avrebbe potuto rappresentare la normalità omosessuale. Ma invece non ha voluto. Piangerà il suo presunto fidanzato al suo funerale, ma continueranno a piangere i genitori e gli amici delle vittime dell’omofobia.

FRANCESCO ANGELI

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Originario di Campobasso, vive attualmente a Roma. Politologo, specializzato in Unione Europea, è cronista di Wild Italy sin dalla sua fondazione e da ottobre 2014 passa alla sezione blogger. Presidente Arcigay Roma. BLOGGER DI WILD ITALY


'Due parole su Lucio Dalla: quando manca il coraggio' have 7 comments

  1. 7 marzo 2012 @ 11:18 am francy09

    Non sono per niente d’accordo. Quest’articolo è di un’ipocrisia e di una violenza unica. Troppo facile stare col ditino puntato, salire in cattedra e giudicare le scelte degli altri senza neanche conoscere la realtà. Sei un Giovanardi alla rovescia. L’omofobia non si combatte mettendo in piazza la propria vita privata. Scendi dalla cattedra e fatti un bagno d’umiltà.

  2. 7 marzo 2012 @ 2:05 pm Giampaolo Rossi

    Francesco, ma la frase ” a quanto pare, stiamo scoprendo fosse omosessuale” è ironica o seria? Nel senso, davvero scopri ora che Dalla era gay?

  3. 8 marzo 2012 @ 1:23 pm Francesco Angeli

    – se trovo deleterio il mancato coming out dei personaggi famosi cosa ci posso fare? non condivido XD

    – diciamo che ci sono molti personaggi che non hanno fatto coming out, ma finché non c’è non si può sostenerlo. Di Dalla si sapeva ma il vero outing da parte della società è arrivato solo adesso

  4. 8 marzo 2012 @ 1:58 pm Giamporsi

    Devo essere sincero, da una parte condivido il tuo post. Purtroppo la
    Socetà ha bisogno di esempi da seguire. D’altro canto però, trovo che sia necessario fare una differenza:
    – un conto è prima negare di essere gay e poi fare comune out;
    – un altro è essere gay ma non farne un argomento quotidiano.

    Lucio Dalla non ha mai negato di essere gay, anzi, tutti sapevano chi era Marco Alemanno. Semplicemente non ha mai gettato al pubblico il suo orientamento sessuale.
    Non so se lo si possa “condannare” per questo, però preferisco qualcuno che lo è ma non lo sbandiera, piuttosto che uno che lo è ma nega sempre e Cmq.. E poi, dire di dover fare outing non è come dire “confessa il tuo peccato”? E non è un peccato ciò che si confessa!

  5. 8 marzo 2012 @ 3:05 pm Francesco Angeli

    Mmm

    non mi sono spiegato. Il Coming Out comunica alla società il proprio orientamento sessuale ufficialmente. Lucio Dalla non l’ha mai fatto ed è morto da “etero” perché in Italia è scontato che nasci “etero”. Poi se si sapeva è un altro discorso. Sono i Coming out quelli che servono, non il “si sapeva”…altrimenti poi esce un Giovanardi qualsiasi e dice che Dalla era etero e anche aveva una fidanzata. Col coming out non sarebbe successo. Il coming out poi non significa farne argomento quotidiano (vedi Leo Gullotta, Zeffirelli o altri), significa solo uscire allo scoperto…o uscire dall’armadio letteralmente. Semplicmente non nascondersi.

    Per quanto riguarda l’outing, che a differenza del coming out è l’affermazione dell’orientamento sessuale da parte di altri e non spontaneo e volontario, è legato a quello che è successo dopo la morte: ovvero che se ne è iniziato a parlare solo adesso in maniera così pubblica.

    Resta il fatto che senza coming out, l’uscita dall’armadio, si rimane nascosti. Per quanto tutti sappiano o non sappiano. Ed è ancora più deleterio perché non c’era nulla da nascondere

    non so se mi spiego…

  6. 8 marzo 2012 @ 6:13 pm Giamporsi

    Capisco…
    Cmq ti consiglio di andare su Linkiesta.it dove abbiamo pubblicato questo post nello spazio del blog, perchè hai altri due commenti e magari ti interessano..


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