E Cosentino si salva.

Come era prevedibile, e come è ormai assodato, la casta politica non ha smesso di pararsi il culo a vicenda. Era all’ordine del giorno il voto per l’autorizzazione all’uso delle intercettazioni di Nicola Cosentino nell’inchiesta che lo vede accusato di concorso esterno in associazione camorristica, vicino al clan dei Casalesi. Tra l’altro sul parlamentare del Pdl, pende pure un mandato di arresto, confermato oltretutto dalla Cassazione ma che lo vede fuori perchè, pure questo, negato dalla Camera.

L’autorizzazione posta oggi è stata respinta con 308 voti contro e 285 favorevoli. Da indiscrezioni, poichè lo scrutinio è stato segreto, si è appreso che, a votare contro l’uso dei nastri, siano stati anche quattro di FLI e, sembrerebbe, 5 o 6 del Pd. È ovvio che, anche con questi parlamentari favorevoli, la maggioranza sarebbe stata per il no, visto che si sarebbe toccato quota 298 no contro 295 si.
A questa fuga di notize però rispondono subito Franceschini, per il PD, affermando che “sommando i gruppi dell’opposizione sono mancati circa 15 voti. In parte si sapeva già, ce n’é stato qualcuno più del previsto, del Pd nessuno“, e Fabio Granata per i finiani, precisando che “il nostro sì è dovuto a una ratio politica ed a una valutazione nel merito. E’ giusto utilizzare le intercettazioni che vedono coinvolto anche Cosentino nel suo stesso interesse e perché poi di fronte alla legge siamo tutti uguali“. Nonostante questo, nel nuovo gruppo parlamentare facente capo al Presidente della Camera c’era già, ieri, chi aveva esposto la sua propensione al No e che sembra quindi aver mantenuto la parola.

È necessario ricordare ai lettori che negare l’autorizzazione per l’uso di intercettazioni, per il mandato di cattura o per l’autorizzazione a procedere è permesso, dalla Costituzione, solo in presenza di fumus persecutionis. Sembra strano, ma nelle motivazioni di respinta questa formula non è mai riportata e per ciò che concerne le richieste di autorizzazione all’arresto, dalla nascita della nostra Repubblica, su 65 domande il Sì è stato dato solo 4 volte e solo per reati di sangue; quelle per l’uso di intercettazioni oramai non si contano più.

GIAMPAOLO ROSSI
giampross@katamail.com


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Residente a Belluno, studia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna alla facoltà di Lettere, con indirizzo storico, per poi specializzarsi in giornalismo.
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