È guerra!

Scrivo tutto d’un fiato e chiedo scusa per eventuali inesattezze.

Non sono un esperto in politiche militari e sinceramente preferirei non parlarne, ma la situazione impone perlomeno un commento. In un momento in cui quasi tutta la politica si trova favorevole a questo attacco alla Libia, primo su tutti Napolitano, io mi domando il perchè. Perchè spargere sangue nella speranza di raggiungere un obiettivo? Perchè sacrificare vite umane per una guerra che non è detto porti al risultato sperato? È un caso che i capi di stato maggiore degli USA fossero contrari a questa risoluzione? Obama ha preso una decisione in solitaria, seguendo Sarkozy e Cameron. Ed ora ce li ritroviamo tutti sul nostro territorio che fa e farà da ponte e da base logistica per il conflitto.

Lo scopo è quelo di stanare Gheddafi e portarlo alle dimissioni – ricordo che nessuno può dimetterlo e quindi i bombardamenti vengono fatti per convogliare questa decisione – lanciandogli missili tutto a torno, senza la ben che minima sicurezza di centrare gli obiettivi e non i civili.
Dicono che è un affiancamento ai “ribelli”, cioè a coloro che vogliono far cadere il regime ma, ciò che io mi chiedo, è come fa un caccia che vola a 100-200 metri di altezza a capire che coloro a cui sparano sono ribelli o alleati del Rais. Mica vanno in giro con un cartello sulla nuca con scritto “ribelle” o “W Gheddafi”. E allora mi tornano alla mente le immagini diffuse da Wikileaks di quell’elicottero statunitense che crivellò di colpi un gruppo di fotografi scambiando un obiettivo fotografico – OBIETTIVO FOTOGRAFICO!!! – con un bazooka!
Ma un’altra considerazione mi gira in testa. Quando Saddam lasciò il governo e vene ucciso, non mi risulta che la guerrà in Iraq sia terminata nel 2006. E se succedesse la stessa cosa? Se la Francia – maggior promotrice dell’attacco – voglia essenzialemente impadronirsi di un territorio ricchisimo di gas e petrolio? Noi siamo lo stato più vicino alla Libia e, che lo si voglia o no, siamo i più esposti, a maggior ragione se il regime di Gheddafi non ha grandi armi e quindi non può permettersi di combattere in aria.

Ecco che allora mi chiedo se non sia possibile un’altra soluzione. Se questo attacco è stato pensato e ragionato come si deve o è stato preso sull’onda degli orrori che provengono dalla Libia. Sono dubbi che non si risolveranno. Ma questo poco importa. Quello che conta è sapere se sarà una guerra breve o lunga. Quante presone ci rimetteranno la vita. La guerra è sempre la soluzionone più crudele e che non rispecchia la mente umana, perchè è solo un’esternazione della follia. Non c’è guerra giusta. C’è guerra e basta!

GIAMPAOLO ROSSI
giampross@katamail.com


About

Residente a Belluno, studia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna alla facoltà di Lettere, con indirizzo storico, per poi specializzarsi in giornalismo. giampross@katamail.com


'È guerra!' have 3 comments

  1. 20 marzo 2011 @ 11:05 pm Max Zumstein

    Caro Giampaolo,
    le tue riflessioni preoccupate sono più che legittime, ma temo di dover apportare qualche piccola correzione a quanto scrivi. Innanzi tutto il caso Gheddafi è ben diverso dal caso Saddam: non si parla di intervento terrestre, ne (a quanto mi risulta) di missioni internazionali; anche gli interessi sono diversi.
    Gheddafi è un personaggio troppo scomodo e, sfruttando il pretesto della rivolta, i leader mondiali lo hanno scaricato; tuttavia il rais è riuscito (con lo stupore di tutti i politici- sottolineo il mio disappunto per la loro scarsissima intelligenza: chiunque leggermente interessato di politica internazionale e “roba militare” ci sarebbe arrivato) a respingere i rivoltosi, in virtù del suo ben preparato esercito. Essendosi ripreso, ha ancora modo di controllare le forniture energetiche (green stream) di gas e petrolio per l’Europa: i leader si sono compromessi e ora devono liberarsene. La causa dei rivoltosi è solo il pretesto e la scusa internazionale: ora c’è il pretesto per far guadagnare l’industria bellica.
    L’america inoltre deve tenersi da conto l’Arabia Saudita (minacciata dalle rivolte a Sud, nel Bahein) e un dispiegamento terrestre impedirebbe un intervento in Arabia, nel caso il governo dovesse essere minacciato: in Libia non interverranno.
    Quanto alle imprecisioni sul teatro bellico, devo spezzare più di una lancia: sebbene le tecnologie attuali siano elevatissime (uccidere non è mai stato tanto facile), gli attuali strumenti possono essere “ingannati” da false fonti. Il caso di cui tu riferisci ne è un tragico esempio.

  2. 20 marzo 2011 @ 11:10 pm Max Zumstein

    Non voglio ne giustificare, ne necessariamente approvare queste “missioni di pace”. Però la questione mediorientale è molto complessa ed è facile cadere in giudizi avventati. La questione in Iraq è particolare: la guerra è stata perfettamente orchestrata da Bush e, poichè il discorso è molto complesso suggerisco, a chiunque voglia approfondire, di guardare “Fahrenheit 9/11” di M. Moore.

  3. 20 marzo 2011 @ 11:34 pm Giampaolo Rossi

    Si ma allroa vuol dire che viviamo realmente in un mondo fatto solo di ipocriti, perchè gli altri non avranno fatto il bacia mano, ma Gheddafi lo accoglievano eccome anche negli altri stati. Beh, l’attacco in Iraq è avvenuta senza un motivo reale. Ed il film che tu hai citato, che sec me è un capolavoro vero e proprio, spiega bene che non c’era nessun motivo per attaccarlo.

    Io cmq ho fatto delle considerazioni non specifiche appunto perchè non me ne intendo di strategie militari. Non ho messo in dubbio il fatto che ci siano degli interessi sotto, ma appunto mi sono chiesto se non sarà un’altra Iraq inutile, con spargimento di sangue innocente e con un dispendio fuori di ogni misura! E tutto questo in nome della “missione di pace” per portare democrazia al popolo!


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