e ora parliamo di kevin

…e ora parliamo di Kevin, il sadismo rosso sangue di un ragazzo dal male innato

La tensione continua tra una madre e un figlio, il quale prima ancora di venire al mondo già turbava la vita della disorientata donna. Un neonato ingestibile, diventato poi un bambino difficile e in seguito un adolescente impertinente. Un ragazzo cresciuto, ma che non ha perso mai quello strano, inquietante, morboso luccichio negli occhi. Non la scintilla della pazzia, né dell’insano. Soltanto la luce del male, come se in una notte di fuoco fosse stato concepito da un demone cremisi.e-ora-parliamo-di-kevin

Una crudeltà che viene perfettamente analizzata dalla regista britannica Lynne Ramsay ed incorniciata nel suo simmetrico e strutturato film …e ora parliamo di Kevin, presentato in concorso al Festival di Cannes 2011.

Eva, la genitrice del male

Eva (Tilda Swinton) è ormai una donna distrutta. Con l’animo spezzato e l’aspetto sempre più trasandato, tenta di trascinarsi nella sua nuova quotidianità affrontando i pregiudizi e l’ostilità che le offre la gente. Perché nessuno è riuscito a perdonarla, nessuno riesce ad accettare quello che ha fatto.

Lei, causa e inizio di tutto, ha dato la vita a Kevin (Ezra Miller), suo figlio, il quale ha distrutto nel giro di una notte la serenità di una placidità cittadina. Una croce che Eva prova con difficoltà a sostenere, mentre rivive con lancinante dolore il destino che quella nascita le ha riservato.

…e ora parliamo di Kevin – Il presagio mortale tinto di rosso sangue

Rosso sangue. Continuamente, insistentemente. Rosso sangue sulle pareti, per le strade, negli occhi del protagonista. Una presenza perenne, un presagio mortale, che si concretizza nella realtà del racconto trasformando quel segnale metaforico in vera, sofferta sostanza. Una tinta che è presentimento, previsione, una promessa di supplizio che non mancherà di essere rispettata.

E-ora-parliamo-di-KevinMacchiando, dipingendo, schizzando lo schermo con il colore dominante della pellicola, Lynne Ramsay riprende il romanzo della scrittrice Lionel Shriver e ne fa perturbante cinematografico. …e ora parliamo di Kevin diventa così un film intenso sulla malvagità dell’innocenza, completamente disarticolato nella sua studiata composizione tesa a procurare nello spettatore un senso di sorpreso sconcerto.

Un’opera che sembra non volersi far scoprire, la quale nasconde un segreto avvolto dalla più tangibile paura. Va avanti, torna indietro, si concentra sul presente della protagonista Eva, poi sfugge ancora, attraversando spazi temporali in cui l’infanzia del piccolo Kevin si accosta al suo futuro, alle sue manie, ai sorrisi a mezza bocca i quali si fanno segnali di un cattivo piano che architetta da tempo. Frasi e parole non si ricollegano alle immagini proposte, ma possiedono dalla loro la totale libertà per vagare nell’intera dimensione della storia, aumentando quel senso di sbalordito disorientamento che conduce lo spettatore fino alla sofferta rivelazione.

Anche le canzoni scelte creano una totale antitesi con il contesto rappresentato, risuonando allegre e vivaci in un clima di continua apprensione.e-ora-parliamo-di-Kevin-

L’armonia della tensione tra Tilda Swinton e Ezra Miller

Tilda Swinton si presenta al suo peggio, con il viso incavato e gli occhi spaventati, spalancati, vacui per il tormento affrontato e piena di risentimento verso un figlio che mai è riuscita a capire e, probabilmente, ad amare. Ezra Miller è sornione, sottilmente perfido. Incredibile nelle vesti di un ragazzo che sembra essere l’incarnazione dell’immorale ed eccelsamente in grado con un solo sguardo di suscitare disagio. Armoniosi nel loro dissidio, i due protagonisti danno prova di grande talento, portando sullo schermo il male e la sua natura innata.

…e ora parliamo di Kevin fiammeggia del disperato timore nello scoprirsi legati ad un sadismo maligno il quale non cede ad affievolirsi, la speranza paziente di una purificazione, che ha tutti i tratti di una luminosità bianca.

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About

Martina Barone è nata a Roma nel 1996. Appena diplomata al Liceo Classico Pilo Albertelli, è pronta a seguire all’università corsi inerenti al cinema e tutti i suoi più vari aspetti. Ama la settima arte in tutte le sue forme, la sua capacità di trasporti in luoghi lontani e diversi e di farti immergere in storie sempre nuove. Ama poterne parlare e poterne scrivere. COLLABORATRICE SEZIONE CULTURA


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