E si torna ai presidenti…

Forse erano vent’anni che non si dava così tanto peso alle elezioni dei presidenti delle nostre assemblee elettive: la Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica. In questi anni abbiamo vissuto questo momento come una mera conferma dei patti politici con cui erano state costruite le coalizioni e che quindi andavano rispettati come un voto di fede. Questa legislatura invece si è aperta diversamente, anche grazie al voto oceanico affidato dagli elettori al Movimento Cinque Stelle, tale da bloccare la Grasso-Boldrini_470x305situazione a Palazzo Madama.

L’ultimo voto nazionale è stato talmente sconvolgente per le asettiche segreterie di partito che volevano “smacchiare i giaguari”, da imporre loro due nomi di certo fuori dal comune: Laura Boldrini alla Camera e Pietro Grasso al Senato.

La prima ha 52 anni, è laureata in Giurisprudenza e ha speso praticamente tutta la sua vita nella difesa dei diritti degli ultimi. Tanto da renderla Alto Commissario per i diritti dei rifugiati dell’ONU. Una che quindi ne sa benissimo dei bisogni di coloro i quali sono privi di ogni cosa. Ha infatti esordito nel suo primo discorso all’assemblea ripercorrendo le emergenze della nostra Italia e della nostra era storica: violenza verso le donne, disperazione sociale, lotta alle mafie. Ha fatto un discorso di sinistra, con un linguaggio moderno. Intenso, sobrio, impassibile, potente, irrefrenabile.

Diverso e anche più conosciuto è Pietro Grasso, l’eterno procuratore nazionale antimafia, immagine per tanti anni della lotta contro la criminalità organizzata. Fu nominato capo della DDA nel 2005 dal Governo Berlusconi spuntandola contro Gian Carlo Caselli, grazie al cambio della legge di nomina dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale. Fu poi riconfermato e memorabili furono le sue dichiarazioni, nelle quali affermò di voler concedere un premio a Berlusconi per il suo impegno contro la mafia. Un premio, ad una persona sulla quale si ammantano pesanti ombre riguardanti la provenienza dei suoi soldi negli anni Settanta e che ha ospitato un mafioso ad Arcore per anni. Un altro che ha elogiato il neo Presidente di Palazzo Madama, è Marcello Dell’Utri, braccio destro di Berlusconi, fondatore di Forza Italia e condannato in primo grado a 9 anni e mezzo per associazione mafiosa ha detto che è una persona rispettabile e seria.

Certo anche Grasso ha avuto i suoi meriti: è stato punto di svolta in tanti processi e ha fatto da muro contro i capricci di Napolitano sollecitato da Mancino nell’intervenire nelle inchieste della trattativa Stato-mafia del 1992-1993. Contenti loro, contenti tutti, staremo a vedere cosa accadrà.

SIMONE PILONI

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About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics – Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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