E’ Stato invasa una scuola

Se per la “Pace perpetua” –  in un mondo, forse illuminato, sì, ma che certamente covava in grembo due serpi che avrebbero diffuso il loro veleno in tutto il globo (le due guerre mondiali) –  Kant suggeriva che “La violazione del diritto avvenuta in un punto della terra è avvertita in tutti i punti”, forse conviene fare una piccola riflessione su quali siano oggi i diritti da tutelare e quali quelli per cui lottare, in funzione di una società libera.

Come non attendere con trepidazione l’uscita del film “Diaz”, che, anche se con probabili edulcorazioni, ci mostrerà lo schifo che soggiace sotto ai colletti bianchi che hanno ordinato di violare una scuola, calpestando non solo i volti di ragazzi e ragazze da tutta l’Europa, ma anche i nostri pensieri sulla nostra stessa civiltà. Chi non si è posto domande allora (e non voglio scrivere di Carlo Giuliani, perché ancora non riuscirei ad essere oggettivo), sarà costretto a porsele oggi.

Quegli uomini armati – perché questo erano, non “poliziotti”, non “guardie”, ma uomini con manganelli, scudi, caschi e fumogeni, rappresentano un tipo di società che non ci piace, rappresentano un passato che cerchiamo disperatamente di cancellare, rievocano adunate in Piazza Venezia e lunghe sfilate davanti a Dittatori stranieri, e non parlo solo di Hitler, pensate a quel lungimirante farabutto di Gheddafi ed alla prostituzione mediatica del nostro caro Cainano. Caro per noi ovviamente!

E se il problema fosse la naturale tendenza dei sudditi tele-drogati di pensare a quanto sia bella la vita con i diritti che hanno, e non curarsi mai dei diritti che NON hanno? La massificazione universale, dai consumi all’informazione, dai gusti al modo stesso di pensare, è il vero giogo che il “potere” esercita su di noi. E lungi da me il voler passare da paranoico schizzato alternativo! Si può fare qualcosa e questo qualcosa è riflettere.

Torniamo a pensare. Torniamo a celebrare quel Socrate pazzo che tanti e tanti anni fa, sacrificò la sua vita, visto che non poteva pensare a sé stesso al di fuori della sua cittadinanza. Bisogna cominciare a demolire gli eroi perché “se tutti sono eroi allora nessuno lo è veramente” (e la citazione la prendo dagli “Incredibili”).

Lottiamo per il riconoscimento delle coppie di fatto, eterosessuali e non, lottiamo per la laicità dello stato in ogni sua forma, sia essa l’abolizione di trattati assurdi che ci costringono a versare tributi ad uno Stato estero quale la “Santa” chiesa o la rimozione del crocifisso dalle aule. Lottiamo per fare in modo che siano le istituzione ad essere a misura di cittadino e non il contrario.

Se queste però sono le premesse, mi chiedo quali siano i non-diritti che sono scritti su quella bella Carta che conosciamo tutti ma che, come per magia, perde significato varcata la soglia dei “palazzi del potere”: la Costituzione.

FRANCESCO MIRABELLI

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