Eau de Profumo

L’altra sera imbattendomi su La7 ho seguito con attenzione l’ospite di Otto e mezzo, tale Francesco Profumo attuale ministro dell’istruzione. Prima di entrare nello specifico dell’intervista analizziamo il passato di questo ministro. Nato a Savona, comincia la sua attività di ricercatore a Genova per poi trasferirsi a Torino dove, nel triennio 2003-2005 diviene prima presidente della facoltà di ingegneria del politecnico e successivamente rettore di quest’ultimo. Nel 2011(poco prima di diventare Ministro), viene nominato Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche. È interessante ricordare che è membro dei consigli di amministrazione di molte aziende e banche tra cui spiccano Telecom e Unicredit.

Partendo dalla premessa biografica certamente si può notare la competenza sottolineata nel curriculum del neo-ministro, che sicuramente nei governi precedenti(vedasi i vari Moratti, Fioroni e Gelmini) era mancata. L’intervista ha confermato questo sentore, infatti i punti sottolineati da Profumo sono molti attuali. Tra essi spiccano la riapetura dei concorsi per gli insegnanti nella seconda metà dell’anno(è da 13 anni che le graduatorie sono bloccate!) e il piano per le università del sud da 1 miliardo di euro(già approvato da Giulio Tremonti durante il IV governo Berlusconi). Questi attualmente sono i fatti analizzati dal neo-ministro. Per quanto riguarda le parole sicuramente ci sono molti buoni propositi, come ad esempio la telematicizzazione del sistema scolastico; ciò vuol dire insegnanti in grado di stare al passo con i tempi e giovani che imparano di più a scuola che all’esterno(attualmente i dati parlano chiaro, i giovani imparano soltanto il 20% nelle mura scolastiche mentre tutte le restanti conoscenze le acquisiscono dall’esterno). Oltre a questo per la prima volta si e parlato di competenza nell’insegnare e non soltanto nel conoscere la propria materia.

Sicuramente queste sono tante belle parole, che se sviluppate adeguatamente nei fatti possono davvero aiutare la scuola italiana ad uscire dal baratro causato dalle troppe riforme incompetenti e distruttive. Detto questo resta l’amaro in bocca quando il neo-ministro da un giudizio positivo sulla riforma Gelmini; la speranza è che questa sia soltanto una frase di circostanza, perchè dopo lo “scherzetto” ordito da Monti nella manovra che stà ricevendo il via libera in questi minuti, vi e il sentore che queste parole nascondano qualcosa di veritiero. Se così non fosse esorto il professor Profumo a smentire i nostri sospetti.

MATTEO ROSELLI

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