Elettrosmog: il decreto “Sblocca Antenne” arriva al Senato. Ammorbidito il testo grazie ai comitati.

Il Decreto Legge n° 133/2014, meglio noto come “Sblocca Italia” è stato approvato dalla Camera ed ora approda all’altro ramo del Parlamento per la sua conversione definitiva in legge, ma la più recente formulazione reca una sostanziale modifica a quell’art. 6, che apportava rilevanti innovazioni in pejus in tema di infrastrutture di comunicazione elettronica.

Infatti, mentre uno sciagurato emendamento introduceva per gli enti locali l’obbligo di esentare gli operatori di telefonia mobile dal versamento di oneri, canoni e tasse di qualsiasi tipo, l’ultimo testo uscito da Montecitorio contiene una variazione, che ammorbidisce il tono perentorio della prima formulazione, introducendo per gli enti locali la possibilità di esentare gli operatori.

Si tratta di un cambio di rotta consistente, che restituisce ai comuni il potere di istituire una sorta di indennizzo economico a parziale compenso del disagio causato dal dover parlamentoospitare nel proprio territorio impianti di telefonia mobile e, dunque, sorgenti di inquinamento elettromagnetico.

La modifica formalmente è stata approvata dalla Commissione V° – Bilancio della Camera, con la seguente motivazione: “appare necessario specificare che le pubbliche amministrazioni possano esentare gli operatori dal pagamento degli oneri delle tasse o degli indennizzi ivi previsti e sopprimere l’ultimo periodo, al fine di escludere effetti negativi per la finanza pubblica”.

Ma è logico supporre che le conseguenze della prima formulazione sarebbero andate ben oltre gli “effetti negativi per la finanza pubblica”, coinvolgendo il principio di decentramento dei poteri, per cui gli enti locali sarebbero stati svuotati della competenza a gestire direttamente i rapporti di pianificazione territoriale in tema di infrastrutture di comunicazione a banda larga ed ultralarga.

Riteniamo, pertanto, che gli appelli di comitati ed associazioni a tutela della popolazione dall’inquinamento elettromagnetico, rivolti in forma pressante alle istituzioni parlamentari, abbiano raggiunto lo scopo di modificare il comma contestato, restituendo le prerogative di capacità contrattuale ed economica, di cui i comuni erano stati privati.

Ora l’attenzione si sposta al Senato, ove nei termini prescritti per la conversione in legge (entro l’11 novembre p.v.), potrebbe ripresentarsi l’occasione per qualche “portatore di interessi” delle compagnie di telefonia mobile di ripresentare un emendamento peggiorativo.

Ma noi speriamo che ciò non accada e, soprattutto, auspichiamo che si possa procedere alla eliminazione dal contesto del Decreto di quelle ulteriori norme, che attualmente compromettono gli standards delle procedure autorizzative, semplificandone eccessivamente l’iter. 


About

Siciliano di origine, romano di adozione, laureato in Giurisprudenza - Mediatore professionista, lavora al Ministero della Giustizia come Assistente Giudiziario. Esperto in tutela ambientale, con particolare riferimento al settore dell’inquinamento elettromagnetico. Eletto consigliere municipale a Roma dal 1997 al 2008. Relatore nel 2007 presso la Terza Università di Roma e nel 2010 alla “Sapienza” in un Master in Diritto dell’Ambiente sul tema dell’Elettrosmog. Nominato nel 2008 componente della Commissione Tecnica per la revisione del Regolamento degli impianti di telefonia mobile al Comune di Viterbo. Co-fondatore della Rete Nazionale Elettrosmog-Free ed attualmente Coordinatore dei Comitati romani contro l’Elettrosmog. Consulente per le amministrazioni comunali nelle politiche di gestione territoriale delle infrastrutture di comunicazione elettronica. BLOGGER DI WILD ITALY.


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