Elezioni 2013: le mille balle blu. Berlusconi e la storia dell’Imu.

Parole, parole, parole cantava Mina ed è ciò che – come sempre in modo bipartisan – sentiamo dai vari politici che aspirano a governare (o sgovernare) questo paese. Insieme alle Pillole di Memoria settimanali del nostro Giampaolo, tenteremo quindi di smontare alcune balle, proposte finte, propositi farlocchi inattuabili e/o inesistenti, che i soliti politici starnazzano, declamano ad ogni piè sospinto. Oggi partiamo con Silvio Berlusconi, leader del Pdl (e candidato premier? Boh!), che nella sua maratona televisiva, ripete due balle su tutte:

“Abolirò l’Imu. La casa per noi è sacra, è il pilastro su cui la famiglia ha diritto di poggiare il proprio futuro”

Come spiega mirabilmente Gianni Dragoni, giornalista del Sole24Ore e editorialista di Servizio Pubblico, le promesse fiscali che Silvio Berlusconi fa dall’inizio della sua discesa in campo, sono state perlopiù disattese. Anche sulla questione dell’Imu, l’annuncio è piuttosto ridicolo.

Il Cavaliere afferma che l’imposta municipale unica, è stata voluta dal Governo Monti: Falso.

berlusconi_comizio_padovaCon il decreto legislativo del 14 marzo 2011, n. 23 (Disposizioni in materia di federalismo Fiscale Municipale), veniva inserita una norma, che sarebbe dovuta entrare in vigore nel 2014, la quale prevedeva un’imposta sugli immobili diversi dall’abitazione principale. La norma in questione, contenuta nell’articolo 8 del decreto, recita che essa “sostituisce, per la componente immobiliare, l’imposta sul reddito delle persone fisiche e le relative addizionali dovute in relazione ai redditi fondiari relativi ai beni non locati, e l’imposta comunale sugli immobili”.

Con l’avvento del Governo Monti, si è semplicemente introdotta una modifica, presente nel famoso decreto Salva-Italia (n.201) del 6 dicembre 2011, che trasforma l’Imu in una sorta di Ici che Berlusconi aveva abolito nel 2008 e che, prima o poi, avrebbe dovuto necessariamente introdurre. E’ inutile profetizzare il federalismo fiscale se poi togli ai comuni le risorse, le entrate che gli servono per garantire i servizi.

Si dirà: una volta letta la modifica imposta da Monti, Berlusconi si sarà rifiutato di votare questa nuova Imu. E invece no. Anche questa versione dell’imposta, come si evince dall’elenco dei deputati presenti alla votazione, è stata votata con un bel sì anche da Berlusconi. Memorabile l’affermazione di Alfano, poco prima del voto: “Voteremo sì perché siamo persone serie, responsabili e coerenti”.

Ricapitolando: il leader del Pdl abolisce l’Ici nel 2008, per poi introdurne una leggermente diversa nel 2011 e approvare una reintroduzione totale della tassa nello stesso anno, per poi promettere di abolirla nel 2013, affermando che sia un’imposta indegna. Chiamiamo la neuro?

“L’Italia è ingovernabile. Il Premier non ha poteri. Da noi il governo, al contrario di quello che accade in tutti i Paesi occidentali, non può intervenire con lo strumento del decreto legge, immediatamente esecutivo, ma solo con i disegni di legge, che hanno tempi di approvazione tra i 450 e i 600 giorni”.

Questa è un’altra balla d’autore. Potremmo raccontare i 54 decreti legge fatti approvare in un anno nel Governo Berlusconi III (2001/2006). Tornando a Palazzo Chigi nel 2008, nei primi 365 giorni i decreti presentati e fatti convertire in legge sono 34 (dal salvataggio Alitalia ai rifiuti in Campania). Nel triennio 2008-2011, se ne contano ben 80.

Un altro esempio di come sia difficile far approvare non solo i decreti legge, lo abbiamo con le cosiddette leggi ad personam. Ne citiamo giusto due:

Legge sulle rogatorie (del 2001): approvata e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale in 93 giorni.

Lodo Alfano (2008): il ddl governativo viene licenziato dal Consiglio dei Ministri il 27 giugno; viene approvato dalla Camera il 10 luglio con 309 sì, 236 no e 30 astenuti e dal Senato il 22 luglio (171 sì, 128 no e 6 astenuti). Il 23 luglio, il “lodo” viene promulgato dal Presidente della Repubblica. In 25 giorni, un ddl che calpesta l’articolo 3 della Costituzione e che verrà poi cassato dalla Corte Costituzionale nel 2009, diviene legge dello Stato.

Com’era quindi? Lo Stato ingovernabile? Il Premier che non ha poteri? Ah sì?

MATTEO MARINI

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About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics – Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


'Elezioni 2013: le mille balle blu. Berlusconi e la storia dell’Imu.' have 1 comment

  1. 14 febbraio 2013 @ 8:24 pm Antipdl

    Di questo “politico da starpazzo” sono stanco, dice cose che NON manterra’ mai, dice che TUTTI ce l’hanno con lui mentre non s’e’ ancora accorto che l’unico fuori luogo E’ LUI.


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