Elezioni 2013: le mille balle blu. Bersani e la legge sul conflitto d’interesse.

Parole, parole, parole cantava Mina ed è ciò che – come sempre in modo bipartisan – sentiamo dai vari politici che aspirano a governare (o sgovernare) questo paese. Insieme alle Pillole di Memoria settimanali del nostro Giampaolo, tenteremo quindi di smontare alcune balle, proposte finte, propositi farlocchi inattuabili e/o inesistenti, che i soliti politici starnazzano, declamano ad ogni piè sospinto. Oggi parliamo di Pierluigi Bersani, leader del Pd e candidato Presidente del Consiglio della coalizione di centrosinistra. Tre le frasi poco credibili che vogliamo ricordare:

“La prima cosa che faremo, sarà la legge sul conflitto d’interesse”.

Una frase che Bersani ripete spesso in questa campagna elettorale. Faranno questa legge? A vedere come si sono comportati negli anni in cui sono stati al governo (e in cui anche Bersani ed Enrico Letta ricoprivano incarichi importanti), non è che si siano sempre affrettati nell’ideare leggi contro il conflitto d’interesse o sull’antitrust. Non l’hanno fatto per due semplici motivi:

alfanobersanicasini1) Hanno sempre pensato – ingenuamente o consapevolmente – che Berlusconi fosse l’avversario più facile da battere;

2) Se avessero fatto una legge sul conflitto d’interesse, avrebbero dovuto regolare in primis i loro.

Speriamo di poterci ricredere, anche perché il disegno di legge anti corruzione firmato dalla Severino (e che non faceva poi molto contro la corruzione) è stato ideato con la concertazione anche del Pd.

“Ridurremo l’Imu, fino a 400/500 euro e caricheremo di più i grandi patrimoni immobiliari”

Questa è una balla simile a quella di Berlusconi. Più che balla è un proclama poco credibile. Prima votate, tu e Berlusconi, l’Imu proposta da Monti e poi dopo tu dici di volerla ridurre e l’altro di volerla addirittura abolire?

I soldi, in ogni caso, dove li andrete a prendere? Berlusconi dice dalla Cassa Depositi e Prestiti (quindi a debito), tu dai grandi patrimoni (che se li tassi, il giorno dopo scompaiono). Siete sicuri di non voler proprio ammettere un tantino di incoerenza nei confronti dei vostri elettori?

L’Italia giusta porta in Parlamento di nuovo personaggi imputati e/o condannati.

Tanti proclami sull’Italia Giusta, sulle straordinarie primarie dei parlamentari e poi, il Pd, candida: 

Angelo Capodicasa, archiviazione per falso in concorso. Capodicasa, è stato tirato anche in ballo dal pentito Maurizio Di Gati (considerato il capo di Cosa nostra ad Agrigento e provincia prima del suo arresto nel novembre 2006), il quale ha raccontato: “Il capomafia Falzone mi disse che tramite il sindaco di Campobello di Licata Gueli si poteva arrivare a Capodicasa”. Sono verbali non riscontrati, che non hanno portato ad alcuna conseguenza giudiziaria e a nessun processo.

– Nicodemo Oliverio, imputato da tre anni al Tribunale di Roma con altre 14 persone per bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale aggravata;

– Andrea Rigoni, condannato e poi prescritto per lavori fuorilegge in casa sua;

– Rosaria Capacchione, giornalista `anti-camorra´ del `Mattino´ capolista in Senato e imputata per calunnia nei confronti di un luogotenente della Guardia di Finanza. Su questa persona è chiaro che il discorso è più complesso ma credo, al di là della stima che si possa nutrire nei suoi confronti, che il Parlamento debba essere composto da persone “onorevoli” e che quindi devono essere al di sopra di ogni sospetto. 

MATTEO MARINI

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About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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