Elezioni comunali 2013. Movimento 5 Stelle: un flop?

DeVito_5stelleA reti unificate viene annunciato il calo del Movimento 5 Stelle per le elezioni comunali, test importante perché primo appuntamento elettorale dopo il voto delle politiche del 2013. La mancata fiducia del 5 Stelle ad un ipotetico governo Bersani, tra l’altro mai presentatosi davanti alle Camere, e il governo di larghe intese sotto la guida di Enrico Letta sono i due avvenimenti principali che avrebbero influito su questo test elettorale, importante soprattutto per il rinnovo del consiglio comunale di Roma.

Proprio il dato della capitale è quello più significativo perché, essendo relativo ad una grande città, può essere avvicinato ai risultati delle elezioni politiche nazionali. Appare però forzoso porre sullo stesso piano due diversi risultati elettorali, quindi è necessario procedere con ordine.

Il Movimento 5 Stelle ha raccolto, tramite l’espressione del suo candidato Sindaco Marcello de Vito, circa il 12,5%. Il primo confronto da fare è quello con le precedenti elezioni amministrative capitoline del 2008: il Movimento 5 Stelle era al 2,5% circa, riconducibile alla Lista Civica Amici di Beppe Grillo. Va dunque evidenziato come, rimanendo sul dato più logicamente paragonabile per la città di Roma, l’aumento del 5 Stelle è impressionante, avendo aumentato il proprio bacino di una decina di punti percentuali ed essendo riuscito ad entrare facilmente in Consiglio.

L’errore invece più comune è quello di confrontare il risultato del 5 Stelle con la percentuale di voti presi allepolitiche, di circa il 27%. Ovviamente così appare un dimezzamento (e oltre) delle preferenze espresse per il partito di Grillo, ma confrontare i due dati è un azzardo analitico. Possiamo invece rifarci, meno forzosamente ma sempre con cautela, al dato delle elezioni regionali, in concomitanza con le politiche. Davide Barillari, candidato a 5 Stelle, ottenne il 20% delle preferenze nel comune di Roma, ma il partito “solamente” il 16%. Tenendo in conto questo dato, possiamo dire che dunque un calo c’è stato, ma sicuramente non delle dimensioni descritte. Potremmo infatti inserirlo in una forbice compresa tra il 7,5% e il 3,5%, sempre ricordando che si tratta di elezioni di altro livello territoriale.

A conferma di ciò è utile ricordare i dislivelli tra i risultati politici regionali e nazionali del 5 Stelle del febbraio 2013  . In Lombardia infatti il Movimento otteneva il 14% circa, a differenza di uno scarso 20%. Nel Lazio lo scarto era di 7 punti rispetto al risultato di Barillari, mentre addirittura di 11 punti rispetto alla lista regionale del 5 Stelle. In Molise, se per le politiche si raggiungeva quasi il 28%, il candidato alla Presidenza della Regione prendeva il 17% dei voti, mentre il partito “solo”images (2) il 12%, meno della metà del dato nazionale. Questi dati sono dunque utili a comprendere come non siano confrontabili i dati di elezioni amministrative con quelle nazionali. Cosa dovremmo dire? Che il Movimento 5 Stelle in queste regioni ha subito un calo mentre l’elettore passava la matita da una scheda all’altra?

C’è poi, sempre per quanto riguarda Roma, la figura di Ignazio Marino che probabilmente ha saputo “rubare” voti al 5 Stelle. Marino è infatti stimato dall’ambiente “grillino”, nonché abbastanza apprezzato dall’elettorato di sinistra. E’ infatti uno dei pochi che, per esempio, non ha votato la fiducia al governo Letta. Una buona candidatura che ha saputo inoltre non circondarsi delle facce pesanti del Pd. Insomma la sinistra ha saputo vincere, un po’ come è successo con Pisapia, grazie ad una scelta abbastanza lontana all’immaginario collettivo del Pd, cosa che deve far riflettere.

In ultimo ciò che poco si sottolinea, enfatizzando invece il calo del Movimento di Grillo, è che a Roma, in 5 anni, il Partito Democratico ha perso 8 punti percentuali (era al 34% nel 2008 mentre oggi si attesta al 26%), mentre il Popolo della Libertà ha bruciato ben 17 punti percentuali (dal 36,5% al 19,2%). Forse l’unica nota positiva la ottiene invece proprio il PdL che guadagna due punti percentuali rispetto alle regionali del 2013 (era al 17%), a differenza del Pd che perde 6 punti rispetto al 32% del Pd di Zingaretti.

FRANCESCO ANGELI

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Originario di Campobasso, vive attualmente a Roma. Politologo, specializzato in Unione Europea, è cronista di Wild Italy sin dalla sua fondazione e da ottobre 2014 passa alla sezione blogger. Presidente Arcigay Roma. BLOGGER DI WILD ITALY


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