Elezioni Francia: crolla la sinistra di Hollande e si conferma Sarkozy

A volte ritornano. Con i ballottaggi delle elezioni amministrative francesi di ieri, di fatto è segnato il ritorno sulle scene di Nicolas Sarkozy e del suo partito di centrodestra, l’Ump. Sono 28 infatti i dipartimenti (gli equivalenti delle nostre province) che passano dai socialisti alla destra. Il Front National di Marine Le Pen, che al primo turno ha avuto un exploit ma non ha sfondato più di tanto, a questo giro resta al palo. Tremenda la debacle di Hollande, commentata così da Sarkozy: «Stasera, la destra ha nettamente vinto le elezioni dipartimentali. Mai, nella Quinta repubblica, la destra aveva raggiunto un risultato del genere. I francesi hanno sconfessato in modo massiccio la politica di Francois Hollande e del suo governo senza appello. E’ il fallimento a tutti i livelli della maggioranza di centrosinistra».

Un estratto del suo discorso:

 

I risultati vedono, complessivamente, la guida di 60 dipartimenti assegnata alla coalizione di destra (oltre ai 41 che già governava), 30 ai socialisti e nessuno a Marine Le Pen.

Da sottolineare che al primo turno elettorale l’Ump aveva già raggiunto il 29% dei consensi, con il Front National al 25% e i socialisti al 21,8%.

LA SINISTRA SCONFITTA.

Molti analisti politici vedono in questi dati un giudizio sul governo dell’Eliseo e una sorta di anteprima di quello che potrebbe accadere alle elezioni presidenziali del 2017. Già con le Europee dell’anno scorso c’erano stati i primi segnali, vista la netta affermazione del Front National come primo partito. Il 2015, invece, ha riservato per il Presidente socialista un indice di gradimento che è sceso ai minimi storici. Le elezioni dipartimentali rappresentano quindi un ulteriore colpo da incassare. Per riconoscere la disfatta interviene direttamente il primo ministro, Manuel Valls: «La destra repubblicana ha vinto le elezioni dipartimentali, è incontestabile. La sinistra, troppo dispersa, troppo divisa al primo turno, è in netto regresso».

MARINE LE PEN E IL SECONDO POSTO.

Non migliora, come dicevamo, Marine Le Pen. Nonostante stesse festeggiando solo una settimana fa l’aver ottenuto metà dei ballottaggi in tutta la Francia, il non essere riuscita a conquistare neanche un dipartimento di certo sarà un boccone amaro da mandare giù. Di positivo c’è che il Front National è riuscito a far eleggere un centinaio di consiglieri (sui 4mila in tutto il paese), anche in aree che in precedenza erano state maggiormente difficili da espugnare. Agganciandosi a questo, la leader di estrema destra ostenta sicurezza: «L’obiettivo si avvicina: arrivare al potere. Disponiamo ormai di una moltitudine di eletti locali dappertutto in Francia, che aiuteranno nelle vittorie future». I risultati ottenuti, come ha avuto modo di scrivere sui suoi account social, disegnano il Front National come:

 

I DIPARTIMENTI. 

Sui 101 dipartimenti in gioco, i 28 che hanno cambiato colore, passando dalla sinistra alla destra, sono: Ain, Aisne, Allier, Bouches-du-Rhône, Charente, Cher, Corrèze (considerato terreno del Presidente François Hollande), Côtes-d’Armor, Creuse, Deux-Sèvres, Doubs, Drôme, Essonne (provincia di elezione del primo ministro Valls), Eure, Indre-et-Loire, Isère, Jura, Mayotte, Nord, Oise, Pyrénées-Atlantiques, Saône-et-Loire, Seine-Maritime, Seine-et-Marne, Somme, Territorio di Belfort.

Chi ha fatto il percorso inverso, da destra a sinistra, è il dipartimento Lozère. I restanti dipartimenti hanno confermato le maggioranze in vigore, uscite dalle urne.

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(Fonte dell’immagine di copertina: iljournal.it )


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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