Roma

Elezioni Roma: la rosa aggiornata dei candidati

Ormai a Roma funziona così: passa neanche un mese e lo scenario politico cambia, tra candidature ritirate, passi in avanti che si tramutano in retromarce e nomi nuovi che escono dal cappello dei partiti.

Il tema ovviamente sono le elezioni comunali capitoline e i nomi che, ogni schieramento, farà avanzare per conquistare la difficile poltrona di primo cittadino.

IL PD E IL CENTROSINISTRA.

Da sinistra: Chiara Ferraro, Roberto Morassut, Stefano Pedica, Domenico Rossi, Roberto Giachetti e Gianfranco Mascia. Fonte: roma.corriere.it

Da sinistra: Chiara Ferraro, Roberto Morassut, Stefano Pedica, Domenico Rossi, Roberto Giachetti e Gianfranco Mascia. Fonte: roma.corriere.it

Il centrosinistra, come è ormai nella sua tradizione, farà le primarie (in programma il 6 marzo prossimo), schierando ben 6 candidati.

Abbiamo, nell’ordine: Roberto Giachetti, Roberto Morassut, Stefano Pedica, Domenico Rossi, Gianfranco Mascia e Chiara Ferraro.

Giachetti, come è noto, è il Vicepresidente della Camera scelto da Renzi per conquistare i voti dei delusi del partito, sfruttando l’estrazione radicale (intesa come il partito di Panella) e le sue numerose battaglie a favore di temi etici e istituzionali.

Roberto Morassut, invece, deputato ed ex assessore all’Urbanistica di Veltroni sindaco, è la pedina scelta per guastare la festa al candidato del segretario/premier dem. Le malelingue vedono infatti nella sua discesa in campo la volontà di una parte del Pd – quella capeggiata da vecchi big come Bersani, Goffredo Bettini e lo stesso Veltroni – di mettere i bastoni tra le ruote a Renzi per indebolirlo politicamente.

Certo in molti fanno notare come, a differenza di Giachetti, Morassut sia attaccabile visto che da assessore ha voluto e inaugurato gran parte dei cantieri di opere pubbliche ancora oggi non vedono la luce.

Un esempio sono gli ex Mercati Generali.

Citiamo da una nostra vecchia inchiesta sull’argomento:

“Sarà la più grande trasformazione urbana d´Europa dopo Les Halles”. Con queste parole il sindaco di Roma, Walter Veltroni, presentava alla stampa il progetto di riqualificazione degli ex Mercati Generali (sulla via Ostiense). Era il 6 dicembre 2003. Dopo quasi 12 anni l’area (82mila metri quadri) è ancora completamente cantierizzata e il progetto visionario di Rem Koolhaas, architetto olandese incaricato di redigere il prospetto di riqualificazione, è solo un ricordo.

L’attuale candidato a sindaco, in quegli anni assessore alle Politiche del Territorio, nel corso della presentazione alla stampa annunciava sicuro: “L’approvazione del progetto definitivo sarà per la fine del 2004, inizio del 2005, poi l’opera dovrà essere realizzata entro 36 mesi, ma già dopo 12 mesi bisognerà essere al 30% dell’intervento”.

Tutt’altra è la storia di Stefano Pedica, formazione in geologia, ex DC, ex capo segreteria di Casini, ex parlamentare dell’Italia dei Valori, ex Centro Democratico, attualmente nella direzione regionale del Pd Lazio.

Giachetti e Morassut. Fonte: roma.corriere.it

Giachetti e Morassut. Fonte: roma.corriere.it

Domenico Rossi, Generale di corpo d’armata dell’Esercito Italiano, già Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, sottosegretario alla Difesa del governo Renzi, di partiti ne ha cambiati solo due, venendo eletto prima con Scelta Civica di Mario Monti per poi passare a Centro Democratico di Bruno Tabacci.

Dalla piazza “movimentista” proviene invece Gianfranco Mascia, ecologista, scrittore, blogger e coportavoce dei Verdi romani.

Collaboratore, tra gli altri, dell’Huffington Post, Il Fatto Quotidiano e il Post Viola, Mascia proprio dal Popolo Viola e dai comitati Bo.Bi. (boicotta Biscione) proviene, essendo stati entrambi due sue creature. Lo slogan che ha scelto per la sua campagna è Roma Cambia Clima.

Ultima, ma non in ordine di importanza, Chiara Ferraro, 25 anni, affetta da una forma di autismo grave. «Unica donna ai gazebo – scrive il settimanale l’Espresso -, tentò di sedere in Consiglio comunale nel 2013 con la lista civica Marino, ma le preferenze raccolte non bastarono. Stavolta le è stata data la possibilità di partecipare alle primarie nonostante le mancassero un migliaio di firme per raggiungere la quota prefissata. Solidali i candidati avversari e i vertici dem, che hanno optato per lo strappo alla regola. Il padre, Maurizio, 64 anni, funzionario pubblico, non molla».

«Sogna per lei – si legge ancora – un posto nel governo della città: “La Costituzione ce lo permette”. Ovvio, non può farlo da sola. La famiglia è la sua voce, il suo braccio destro, in una lotta per la normalità già cominciata da anni con la costruzione per Chiara di un modello di vita lontano da ghetti culturali dove l’autismo muore in silenzio, fatto di insegnamento, lavoro, interazione con sani e malati. Un modus vivendi sostenibile, ma privo, o quasi, di supporti istituzionali. Esportarlo è il cuore del suo messaggio elettorale»

MARINO E FASSINA: LA “STRANA COPPIA”?

L'ex sindaco di Roma, Ignazio Marino. Fonte: espresso.repubblica.it

L’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino. Fonte: espresso.repubblica.it

«È tempo di costruire un progetto e una lista. E’ chiaro che io ci sono e ci sarò». Con queste poche e semplici parole l’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino, rientra nella partita delle elezioni da esterno, da vero e proprio marziano rispetto al suo partito, al suo Pd.

Incalzato da Giovanni Floris, nel corso della trasmissione DiMartedì l’ex inquilino del Campidoglio ha aggiunto che «c’è un tempo per ogni cosa: prima dobbiamo costruire una lista civica così come ha detto Walter Tocci e cioè rinunciando al simbolo e facendo un passo indietro e ultimando un processo di cambiamento che dobbiamo alle romane e ai romani».

«Dobbiamo – ha spiegato – costruire non un progetto sulla persona o sui personalismi ma lavorare per far davvero di questa nostra città che amo tanto una Capitale d’Europa. Possiamo farlo con un progetto che coinvolga i delusi del partito democratico».

Che sia un segnale sia ai democratici che allo sfidante solitario di Sinistra Italiana, Stefano Fassina? Se così fosse la “strana coppia” potrebbe dare più di un grattacapo al vincitore delle primarie dem. Si vedrà

IL CENTRODESTRA

«Sono onorato della proposta che Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni mi hanno formulato. Grazie al progressivo miglioramento delle condizioni di salute della mia adorata nipotina, che mi consentono di riacquistare la necessaria tranquillità, accetto questa nuova sfida consapevole che sarà indispensabile l’impegno di tutti e sarà altrettanto fondamentale dedicare ogni energia e ogni sforzo, ogni giorno, per migliorare le condizioni di vita dei cittadini romani, per ridare decoro e prestigio ad una città ormai ridotta davvero in condizioni di emergenza. Per amore di Roma, per la sua storia e per il rispetto che i romani meritano». E’ bastato un breve comunicato per mettere fine ai giochi: Guido Bertolaso, ex capo della Protezione Civile, è ufficialmente il candidato sindaco del centrodestra.

Dopo giorni di tentennamenti con annunci di candidature a detta di molti improbabili (si era parlato anche di Rita Dalla Chiesa), alla fine la scelta è ricaduta sul tecnico che tanto piace a Berlusconi. Proprio l’ex premier ha commentato così la decisione: 

A Milano e a Roma abbiamo preferito a uomini di partito due grandi professionisti con ideali forti e comprovate capacità…

Pubblicato da Silvio Berlusconi su Domenica 14 febbraio 2016

A bocca asciutta, ma neanche tanto, rimane l’ingegnere Alfio Marchini che continua a fare comunque campagna acquisti nelle file del centrodestra per comporre la sua lista civica con il cuore e incassa, a quanto sembra, anche l’appoggio della Lega di Matteo Salvini che, in un primo momento, sembrava convinto sostenitore di Bertolaso.

Da sottolineare come, al di là di tutto, una differenza tra l’ex capo della Protezione Civile e l’ingegnere romano ci sia: il secondo è incensurato mentre il primo ha più di una grana giudiziaria.

Guido Bertolaso. Fonte: roma.corriere.it

Guido Bertolaso. Fonte: roma.corriere.it

Per la precisione, come riporta La Repubblica: «ha due processi in corso a suo carico: per il G8 della Maddalena si era salvato in prima battuta per una questione procedurale, ma ora la prima sezione di Appello di piazzale Clodio ha annullato la sentenza formulata in primo grado e ha fissato l’inizio del nuovo processo per il 10 maggio. Nel mirino dei giudici i costi per le opere alla Maddalena per il G8 del 2009 – summit spostato in Abruzzo, dopo il terremoto – e negli incartamenti si mischiano storie di massaggi, denaro e case in prestito. È invece fissata per il 4 marzo l’udienza all’Aquila del processo Grandi rischi bis, dove l’ex capo della Protezione civile è stato rinviato a giudizio per omicidio colposo plurimo e lesioni. “Vorrei essere giudicato per ciò che so fare, non per le calunnie – ha detto Bertolaso – da sei anni, dall’avviso di garanzia per il G8, mi sono affidato alla magistratura. A fine anno quel processo si concluderà. La prescrizione scatterà prima, ma io rinuncerò perché voglio ci sia una sentenza”».

Rimasto da solo in questo schieramento è Francesco Storace, consigliere regionale del Lazio, che con il suo partito La Destra prova a conquistare Palazzo Senatorio dopo averci già provato nel 2008, senza successo.

IL MOVIMENTO 5 STELLE.

Il Movimento 5 Stelle, alla fine, è il partito (anzi movimento) che vince la medaglia dell’unica candidatura a sindaco con una quota rosa. Dalle cosiddette “comunarie”, infatti, è saltato fuori il nome della persona che dovrà guidare le truppe pentastellate all’interno del Campidoglio: si tratta della 37enne consigliera comunale uscente Virginia Raggi.

Andiamo con ordine. Lo scorso 18 febbraio i vertici del Movimento ricevono 200 candidature per le “comunarie”. Da queste, ne vengono estrapolate 48. I 10 più votati sono passati al secondo turno e solo cinque, visto che l’altra metà ha optato per la rinuncia, si sono sottoposti al voto finale dei 3862 iscritti (sui circa 9500 totali) che hanno preso parte alla consultazione.

Virginia Raggi

Virginia Raggi

La Raggi ha conquistato il primo posto con il 45,5% dei consensi (1764 voti). Al secondo posto l’ex candidato sindaco Marcello De Vito (1347 voti) che ricoprirà, in caso di vittoria, l’incarico di vicesindaco. A seguire poi troviamo Enrico Stefàno (9,5%, pari a 369 voti), Paolo Ferrara (6%, pari a 233 voti) e Teresa Zotta (4%, pari a 149 voti).

La neo candidata sindaco, come dicevamo, ha 37 anni, è nata e cresciuta nella Capitale (quartiere San Giovanni) per poi trasferirsi, quando aveva poco meno di 30 anni, nel quartiere Ottavia Virginia Raggi ha 37 anni, è nata e cresciuta a Roma, nel quartiere San Giovanni, e poi a 26 anni si è trasferita nel quartiere Ottavia, nella periferia nord. Laureata in Giurisprudenza all’Università di Roma Tre, col tempo si è specializzata in in diritto d’autore, proprietà intellettuale e nuove tecnologie. Dal 2007 collabora, proprio occupandosi di queste tematiche, con l’Università degli Studi di Roma “Foro Italico”.

Secondo il quotidiano La Stampa, la Raggi «a Roma ha saputo lavorare astutamente col mondo di SEL, con associazioni come la Ex Lavanderia, con occupazioni solidali di luoghi come l’ex Manicomio Provinciale Santa Maria della Pietà».

Avvicinatasi al Movimento 5 Stelle nel marzo del 2011, l’ex consigliera comunale era entrata a Palazzo Senatorio nel 2013 con 1.525 preferenze. Durante questi due anni di consiliatura targata Ignazio Marino, dalle fila dell’opposizione si è occupata in particolar modo di tematiche quali la scuola e l’ambiente.

Questa è stata la dichiarazione pubblicata sul Blog di Beppe Grillo dopo aver saputo che gli attivisti avevano scelto lei per tentare la scalata al Comune:

«Mafia Capitale ci ha dimostrato che a Roma la vera politica non la fanno i partiti, ma i cittadini romani. Quelli che si svegliano alle 5 del mattino ogni giorno e attendono ore prima che passi l’autobus che li porti a lavoro. La politica la fanno tutte quelle mamme che si fanno in quattro per trovare un asilo pubblico decente per il proprio bambino.

Da sinistra: Virginia Raggi, Enrico Stefàno, Daniele Frongia e Marcello De Vito

Da sinistra: Virginia Raggi, Enrico Stefàno, Daniele Frongia e Marcello De Vito

La fanno i commercianti, i liberi professionisti, gli artigiani che pagano le tasse più alte d’Italia ricevendo servizi scadenti. La politica a Roma la devono fare i musei, i parchi, il centro storico e le periferie. Non siamo solo una città, siamo storia. E qualcuno ha provato a cancellarci, speculando sulle nostre spalle. Ora è il momento di prenderci la nostra rivincita.

Sarà un compito difficile e ne sono pienamente consapevole, ma non mi spaventa. A essere spaventati sono coloro che vogliono che resti tutto com’è. Perché non è vero che Roma non può tornare al pari di grandi metropoli europee come Berlino e Parigi, non è vero che la Capitale non può rinascere. Possiamo tornare ad essere città del mondo ed è il momento di riprenderci la nostra storia. #RomaAiRomani!»

«Raggi – sottolinea Il Post – insieme a tutti gli altri candidati del Movimento Cinque Stelle al consiglio comunale, ha sottoscritto un contratto che la impegna a pagare una penale molto alta e a dimettersi in caso arrechi un “danno di immagine” al movimento. Il contratto la impegna inoltre, una volta eletta, a far approvare preventivamente allo staff di Beppe Grillo tutti gli atti amministrativi di una certa importanza».

Basterà per conquistare la fiducia dei romani?

GLI ALTRI PARTITI MINORI.

Alessandro Mustillo, 26 anni, segretario del Fronte della Gioventù Comunista, è il candidato sindaco del Partito Comunista.

Simone Di Stefano, 39 anni, è il candidato invece di Casa Pound.

Michel Emi Maritato è il candidato di Assotutela, associazione per la tutela del cittadino da lui stesso presieduta.

 

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About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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