Elezioni Usa 2012: istruzioni per l’uso. Tripletta di Santorum. Vince in Colorado, Minnesota e Missouri

08/02/12

Tre Stati su tre. Tutti in una sola volta. Ieri si è svolta la votazione delle primarie Missouri e dei caucuses in Colorado e Minnesota. Il risultato è stato più che sorprendente: Rick Santorum, l’ultra conservatore vicino a George W. Bush che definisce l’aborto come un “delitto prematurato”, ha vinto tutte e tre le competizioni.

Nel Missouri (Stato simbolico, visto che non ci sono delegati da aggiudicarsi) l’ex senatore della Pennsylvania ha vinto con oltre il 50%; il Colorado ha visto Santorum con un 40% dei voti e, subito dietro, Romney con quasi sei punti in meno (34,9%). Gingrich e Ron Paul hanno preso rispettivamente il 12,8% e l’11,8%.

L’ultima tappa, il Minnesota, certifica il trionfo del pupillo di George W. Bush con quasi il 45% dei consensi e con l’attestazione – sembrerà incredibile – del 78enne Ron Paul che, con il suo 27%, sale al secondo posto del podio. Terzo classificato, Romney con un misero 16,9%. Fuori “classifica”, Gingrich che si ferma al 10%.

Appena saputi i risultati, Santorum ha arringato la folla dei suoi supporters, affermando: <<non sono l’alternativa conservatrice a Mitt Romney. Sono l’alternativa conservatrice a Barack Obama>>.

Ad una prima analisi, è certo che la vittoria di ieri sera del candidato conservatore abbia riaperto la partita delle primarie che Romney forse giudicava già chiusa ma il cuore conservatore dell’America ha detto la sua dando la benedizione allo sfidante cattolico, anti-abortista, ferocemente anti-gay Santorum, che aveva già vinto in Iowa e che a questo punto può davvero presentarsi come il candidato dei repubblicani conservatori, degli evangelici e dei religiosi in genere e soprattutto dei Tea Party.

Ripeto, anche se le vittorie di ieri sera sono per lo più simboliche – visto che in Colorado e in Minnesota i delegati non vengono assegnati subito ma in successivi congressi di partito – sono comunque un grande slancio in termini politici visto che si tratta, per un politico che era rimasto piuttosto defilato nella competizione fin’ adesso, della possibilità di attrarre attenzione dai media e dai finanziatori.

L’ex governatore del Massachusetts Romney, ha ricevuto una sconfitta bruciante. Quando corse nel 2008 alle primarie dei repubblicani, in Colorado prese ben il 60% dei consensi e anche settimana scorsa, in Nevada, sembrava che tutto andasse per il meglio, che fosse riuscito ad attrarre anche le simpatie dei conservatori, da sempre molto ostili alla sua candidatura.  La disfatta di ieri sera, però, dimostra che i suoi legami con l’élite finanziaria di Wall Street e il suo cambiar spesso idea,  rappresentano fattori controproducenti alla sua campagna elettorale. Lui ha minimizzato, tentando di convincere i suoi fan e anche se stesso, presumo: <<Sono io il candidato che sfiderà Obama>>

I prossimi appuntamenti elettorali saranno in Maine, Arizona e Michigan e una vittoria dell’ex governatore sembra essere data quasi per certa ma chi lo sa?

Newt Gingrich: non pervenuto, non si è neanche fatto vedere in Missouri. E’ convinto ancora di poter vincere il 6 marzo al Super Martedì, nel quale saranno in palio i delegati di 11 Stati.

Gongola Ron Paul in Minnesota. E’ stato il suo risultato migliore da quando sono cominciate le primarie. L’attenzione del senatore del Texas è rivolta adesso verso il Maine, dove – secondo gli ultimi pronostici – viene dato per vincitore o comunque in un buon piazzamento che gli permetterebbe di vincere buona parte dei 24 delegati messi in palio lì.

MATTEO MARINI

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Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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