Elezioni Usa 2012: nuova tripletta di Romney: vince in Wisconsin, Maryland e D.C.

Ormai è lui il candidato anti Obama. Mitt Romney si è affermato nuovamente sugli altri candidati alle primarie repubblicane (Santorum, Gingrich e Ron Paul), vincendo in Wisconsin, nel Maryland e nel District of Columbia che contiene la capitale federale, Washington.

Di sicuro è quella in Wisconsin, la vittoria più interessante perché è il terreno sul quale l’ultraconservatore Rick Santorum, principale avversario dell’ex governatore del Massachusetts, si era speso con più forza, credendo di riuscire a conquistare almeno quella fetta di elettorato. Avendo capito che ormai le sue chance di spuntarla si ssottigliano sempre di più, Santorum ha più volte perso la calma in incontri pubblici, cominciando ad aggredire e insultare giornalisti e mostrando quindi i primi segni di un nervosismo sempre più evidente. Federico Rampini  di Repubblica, la definisce così: “E’ la sindrome dei nervi a fior di pelle che spesso segnala l’inizio della fine per un candidato, quando lo stress di una campagna massacrante si somma all’inesperienza“.

Le percentuali dei voti, ottenuti dai candidati nella competizione elettorale di ieri sera, sono state piuttosto sorprendenti: in Maryland, Romney ha preso il 47% dei consensi, lasciando Santorum indietro di ben 16 punti (31%); a Washington, l’ex finanziere di Blain Capital, ha stravinto con il 69% dei voti e anche in Wisconsin, il divario con l’ex senatore conservatore è evidente (43% di Romney, contro il 38%).

La conta dei delegati, aggiornata alle vittorie riportate ieri sera, adesso vedono: Mitt Romney, a quota 646 delegati (sempre più vicino al numero di 1144, necessari per ottenere la nomination); Santorum, rimane fermo a 264; Ron Paul, inchiodato a 50 e Newt Gingrich che, secondo molti, va avanti solo per inerzia.

Obama, però, comincia ad infliggere i primi colpi “alla cintura” a questo candidato che si sente già con un piede dentro la White House. Settimana scorsa, infatti, i sondaggi hanno mostrato un distacco da Romney di diversi punti percentuali, segno che il Presidente in carica non sembra risentire dell’avanzata delle truppe cammellate repubblicane. Un altro segnale negativo, come sottolinea sempre Rampini, è che: “continua a verificarsi una bassa affluenza alle urne nelle primarie della destra: un dato anomalo, perché normalmente il partito che deve ‘riconquistare’ la Casa Bianca è quello che ha la base più arrabbiata e motivata“. Il problema quindi è farsi amare dal suo elettorato. E’ solo questo il punto.

MATTEO MARINI

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Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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