Elio Germano, miglior attore ex aequo a Cannes 2010

Quest’anno il Premio per Miglior Attore del Festival di Cannes è stato consegnato ex aequo a Elio Germano, con La nostra vita di Daniele Luchetti, e a Javier Bardem, malato terminale nel film Biutiful di Alejandro Gonzalez Inarritu. Bisogna essere molto fieri di questo premio poiché è dal 1987, con Marcello Mastroianni in Oci ciornie, che all’Italia non veniva consegnato nessun premio al miglior attore. Germano ha incantato la giuria con un’interpretazione magistrale di “un italiano, figlio del proprio tempo”, un rabbioso proletario “che deraglia sul binario sbagliato” come il regista l’ha definito, perché dopo la morte della moglie con tre figli piccoli a carico suo si vuole dare tutto il benessere materiale possibile pensando così di colmare l’assenza e per farlo tenta il grande salto da operaio a imprenditore edile, agendo senza troppi scrupoli. Si riesce ad intravedere nel suo modo di recitare, oltre ad un infinito talento, anche quel pizzico di fervore pasoliniano, zero mondanità, estrema riservatezza, l’antidivo per eccellenza. E’ di origini molisiane ma romano di adozione.

 

Ma questa è solo parte della notizia. Ora arriva la parte che ha fatto e che fa ancora molto rumore. Nella dichiarazione lasciata da Germano, in italiano, ha dedicato il premio “all’Italia e agli italiani che fanno di tutto per rendere il Paese migliore nonostante la loro classe dirigente”. Ma proprio nel momento in cui l’attore pronunciava la sua stoccata pungente, nel collegamento del Tg1, l’audio viene meno lasciando che non si capisse bene cosa volesse dire Germano. Poi il conduttore Attilio Romita legge la dichiarazione che non si era sentita. Immediatamente si è cominciato a pensare ad una censura, considerando poi gli eventi accaduti questi ultimi giorni a Saxa Rubra, in casa Tg1. Sembra proprio che Minzolini stia confermando le insinuazioni della Busi, anche se Vincenzo Mollica ieri sera dopo l’imprevisto tecnico, smentisce con decisione, spiegando che l’incidente è legato all’uso del satellite. Tornando al discorso di Germano, c’è chi gli ha chiesto se aveva voglia di dedicarlo al Ministro Sandro Bondi, ma l’attore ha replicato: “Non ci ho mai pensato davvero. Credo che se Bondi fa il ministro della Cultura si debba occupare di quella e basta. Comunque non voglio fare polemiche”.

A prescindere, appunto, da queste polemiche, Alberto Barbera e Giovanna Mezzogiorno nella giuria diretta da Tim Burton raccontano che il premio consegnato a Elio Germano “è stato facilissimo perché a tutti il tema e il contesto del film di Luchetti sono apparsi chiarissimi e l’interpretazione del protagonista quasi una sintesi ideale”. Burton aggiunge: “Quelle di Germano e Bardem erano due interpretazioni così intense e così diverse che, idealmente, si completano e permettono di segnalare due opere importanti”.

MARCO BEVILACQUA



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