Elogio della sciocchezza

Mi è capitato di leggere un po’ sull’America. Qualche articolo, non saggi o che altro. Mettendo da parte le catastrofiche (per Obama) elezioni di Medio Termine – il sistema americano prevede due turni elettorali, uno per il Presidente l’altro per le Camere – si scopre un’America che parla di sciocchezze. Ultima, ma non ultima, per ordine di tempo, è la polemica nata intorno ad un ordinanza comunale della “liberissima” città di San Francisco. Questa, l’ordinanza, vieta espressamente la somministrazione del famoso Happy Meal nelle catene di fast food Mc Donald’s. La motivazione è semplice: per evitare che i bambini (negli USA c’è un abnorme tasso di obesità infantile) vengano invogliati all’acquisto del menù con la promessa di un giocattolino all’interno, l’ordinanza vieta ai gestori la vendita del prodotto, con allegato omaggio, a meno che non si tratti di cibi sani, che contengano frutta, verdura e meno di 600 calorie. Insomma, sciocchezze. E non mi riferisco al dramma dell’obesità, ma alla polemica nata intorno all’ordinanza. In America discutono di sciocchezze, beati loro. La politica è talmente “noiosa” che si preferiscono aspre diatribe su McMenù o caccia al fagiano.

Anche la vecchia Europa non è immune dal virus della politica praticante e non politicante. Si parla di sciocchezze in Germania con la morte del polpo Paul e in Francia con Madama Bruni-Sarkozy che non mette il tacco per solidarietà con il mini marito.

Sono belle le sciocchezze, perchè danno modo a tutti di esprimere un’opinione. Chi non si saprebbe esprimere, per esempio, su “Golfino si, Golfino no? come reagire al fresco della sera?”. Oppure “Biscardi: tinta si, tinta no?”. Delle semplici sciocchezze insomma, che aprono i cancelli televisivi ai cosiddetti “opinionisti” il cui mestiere è di avere delle opinioni in merito a tutto. Non dei tuttologhi, si badi bene, ma “gente” che parla di un argomento, magari senza una minima esperienza in materia, raccontando ciò che pensa al riguardo. Sciocchezze sulle sciocchezze e intorno grande goduria.

Sono belle le sciocchezze, perchè quando la gente ha voglia di sentirle, significa che ne ha le tasche piene di parlare di temi alti. Significa che perlomeno di quei temi ha sentito qualcosa, ha discusso magari con qualcuno. Sono potenti le sciocchezze, perchè se non richieste dal pubblico, diventano armi di imposizione di massa. Nel senso che possono imporre un tema o una questione in seno al dibattito pubblico, rendendo privato ciò che non dovrebbe esserlo. Le grandi manovre economiche e politiche diventano fatti “personali” delle istituzioni che le muovono. Mentre il privato di qualche comune cittadino, oppure una di quelle splendide sciocchezze sull’estate calda e sugli ibridi animali, diventano temi di ampia discussione e di interesse vitale per il futuro del paese.

Sono armi le sciocchezze, e quando vengono usate creano dei danni pari alla portata di ciò che devono nascondere ma, soprattutto, alla durata dell’azione. Perchè più a lungo si drogano le persone con le sciocchezze, più difficile è riportarle poi alla normalità.

Però quanto mi piacciono le sciocchezze, peccato che da noi non esistano più. Ormai tutto è diventato fondamentale. Un tempo si poteva dire “No, questa è una stronzata – pardon, una sciocchezza – non ci interessa” ora tutto fa brodo. Anche la più sana baggianata, come l’abbandono di tre cuccioli accanto a un cassonetto in una frazione di un comune di provincia, diventa: “Il dramma della condizione animale nella società moderna. Solo Odio o qualcosa di più?”.

Niente più sciocchezze insomma, si è riusciti a trasfigurarle in scuse, manipolazioni, sotterfugi. L’unica cosa da farsi è continuare a guardare l’America, anchè perchè lì vietare l’Happy Meal serve a qualcosa.

MARCELLO FADDA



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