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Emergenza siccità e condutture colabrodo: la situazione italiana e il caso di Roma

L‘emergenza siccità in Italia domina tutti i telegiornali e le prime pagine dei siti d’informazione e dei giornali da settimane. Assistiamo impotenti ad un fenomeno che pare non avere una soluzione, tranne quello della pioggia dal cielo. Ma le cause sono – per la maggior parte – nostre, dovute all’incuria, alla miopia, alla mancata manutenzione.

LA DISPERSIONE IDRICA

Secondo uno studio pubblicato settimane fa dall’ISTAT, a causa della fatiscenza delle nostre condutture, viene disperso il 40% dell’acqua, con punte del 50 nel Sud: il 68,8% a Potenza, a Campobasso il 67,9%, a Cagliari il 59,3%, il 54,6% a Palermo, il 52,3% a Bari.

Va meglio al Nord, con Milano dove si disperde “solo” il 16% e al Nord Ovest con percentuali tra il 24 e il 30%. Insomma tanta e tanta acqua che potrebbe essere utilizzata diversamente, non essere sprecata e rimanere nelle riserve naturali e che invece si perde tra i mille rivoli delle nostre tubature.

Da un focus firmato da Utilitalia si legge come, per rilanciare la nostra rete idrica, servirebbero 5 miliardi di euro e investimenti costanti tutti gli anni, non interventi sporadici o ad hoc. In Italia si spendono circa 34 euro ad abitante per la manutenzione, contro una media che va dagli 80 ai 130 euro degli altri Paesi europei.

IL CASO DI ROMA

Altro capitolo interessante è quello che riguarda la Capitale, dove su di essa pende il rischio del razionamento (per ora scongiurato) che potrebbe coinvolgere un milione e mezzo di romani, visto l’abbassamento preoccupante e veloce del lago di Bracciano, a quanto pare inarrestabile fino alle precipitazioni consistenti previste per settembre.

Da qui lo scontro dei giorni scorsi fra il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, che aveva precettato la captazione fino a data da destinarsi e l’Acea e il Comune di Roma, i quali sostenevano che la situazione non era così allarmante da chiudere i prelievi dallo specchio lacustre. Virginia Raggi aveva persino invocato l’intervento del governo implorando la dichiarazione dello stato di emergenza, come fatto per le province di Piacenza e Parma dove la situazione pare essere tornata sotto controllo.

Leggendo un report pubblicato su Avvenire, il caso del lago di Bracciano sarebbe una mera manovra mediatica per non focalizzarsi realmente sul problema, ovvero le criticità delle condizioni delle tubature.

DA DOVE VIENE L’ACQUA DI ROMA?

Il 70% dell’acqua della Capitale affluisce tramite l’acquedotto di Peschiera-Cadore (uno dei più grandi del mondo, oltre 130 chilometri) che preleva l’acqua direttamente dalla sorgente, in provincia di Rieti. Un altro 20% arriva dall’antico acquedotto dell’Acqua Marcia, il quale convoglia l’acqua sempre dalle sorgenti, ma dalla valle dell’Aniene. Il restante 10% proviene da altre fonti sparse in periferia, dalla zona Appio-Alessandrino, da via di Salone e solamente il 2% dal lago di Bracciano, utilizzato solo in casi di estrema emergenza.
Infatti, a differenza delle altre acque, quella del lago dell’alto Lazio è meno pura, esclusivamente piovana e considerata di minor valore rispetto alle altre, che provengono direttamente dalla montagna.

Secondo Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente, per risolvere il problema non bisogna adottare soluzioni-tampone come quella del razionamento, ma ripensare totalmente l’uso dell’acqua nella Capitale. “Non è più pensabile – sottolinea – che a Roma si utilizzi l’acqua potabile per tutto: in molte zone d’Italia – prosegue – sono presenti nelle piazze delle cisterne di acqua piovana filtrata, per uso non potabile, usata per innaffiare e fare tutto quello che serve, eccetto berla o cucinarci i cibi. Cosa aspettiamo a farlo anche a Roma?”.

 

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About

Studia Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma Tre e ha scritto, fin dall’età di 17 anni, in vari giornali locali. Da qualche anno è rimasto folgorato dall’ambiente radiofonico e non se ne è più andato. Conduce ogni settimana un programma di attualità ed interviste su RadioLiberaTutti.it . REDATTORE SEZIONE POLITICA.


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