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Emma., l’eroina snob di Jane Austen rivive sullo schermo con la regia di Autumn de Wilde

Anya Taylor-Joy e Johnny Flynn sono I protagonisti di Emma. , nuovo adattamento dell’omonimo romanzo austeniano di cui propone una rilettura più moderna

 

emma“Sto per descrivere un’eroina che non potrà piacere a nessuno, fuorché a me stessa”. Così Jane Austen scriveva a proposito di Emma Woodhouse, ovvero colei che sarebbe poi divenuta la protagonista di Emma, romanzo della scrittrice inglese datato 1815. Un pensiero comprensibile quello della Austen, considerato il carattere un po’ viziato, impiccione, classista e presuntuoso con il quale la giovane donna viene inizialmente presentata al lettore. Ma che, complice anche la presa di coscienza finale della protagonista e il suo “ravvedimento”, non ha di fatto mai impedito ai fan della Austen di amare Emma quanto le altre eroine dell’autrice.

C’è poco da stupirsi quindi che Emma abbia potuto godere con l’avvento del grande e piccolo schermo di più di un adattamento cinematografico e televisivo. Tra i più noti ricordiamo il film del 1996 con protagonista Gwyneth Paltrow, e la miniserie televisiva britannica del 2009 con Romola Garai nei panni dell’eroina del titolo. Ha dunque un po’ sorpreso l’annuncio di una nuova trasposizione per il cinema per la regia di Autumn de Wilde, fotografa e regista americana nota soprattutto per i suoi ritratti e video musicali. La quale, proprio con Emma., debutta dietro la macchina da presa nella direzione di un film. Uno stupore che tuttavia a fine visione lascia il posto a una più chiara comprensione degli intenti della regista.

Sinossi

La trama è quella che già in molti conoscono. Emma Woodhouse (Anya Taylor-Joy), “bella, intelligente e ricca” (come recita il prologo del romanzo quanto del film), vive come un’ape regina nella sua tranquilla cittadina durante l’Età della Reggenza inglese. Orfana di madre, abita con l’ipocondriaco padre Mr. Woodhouse (Bill Nighy). Suo migliore amico è Mr Knightley (Johnny Flynn), vicino e fratello maggiore di suo cognato.

Emma è convinta di possedere il dono di combinare matrimoni riusciti, motivo per cui si metterà in testa di favorire l’unione fra la sua nuova amica Harriet Smith (Mia Goth) con Mr Elton (Josh O’Connor), il vicario del villaggio. Un piano che porterà Emma a impicciarsi delle relazioni altrui e che andrà a complicarsi con l’arrivo ad Highbury dell’ambiguo Frank Churchill (Callum Turner) e della bella e riservata Jane Fairfax (Amber Anderson).

Un’estetica da cui lasciarsi rapire

Si intitola Emma. (con il punto alla fine) l’opera prima di Autumn de Wilde. Un punto che sa molto di intento programmatico. La regista vuol sì andare a raccontarci la classica e nota storia dell’eroina austeniana, ma a modo proprio. Rispettoso e senza “scandalosi” stravolgimenti. Ma anche con un tocco di modernità che potrebbe far storcere il naso ai più puristi e che invece si dimostra una rilettura vincente.

Ciò che colpisce immediatamente l’occhio dello spettatore è sicuramente l’estetica del film, che porta alla mente un altro grande period drama dal punto di vista dell’art direction quale è Marie Antoinette di Sofia Coppola. L’esperienza visiva offerta da Emma. è pura gioia per gli occhi. Tra palette decise di colori vividi – come non è scontato se ne vedano all’interno di film in costume – inquadrature dal forte richiamo pittorico quasi a volte ci trovassimo di fronte a dei tableaux vivant, costumi (opera della bravissima Alexandra Byrne) e acconciature che potendo sfruttare il benessere economico dei personaggi sono un tripudio di merletti, riccioli, cappellini, accessori. Tutto ciò contribuisce a levare dal film qualsiasi possibile patina di “antichità”, e a sottolineare – soprattutto tramite l’uso del colore – la (presunta) superiorità di Emma all’interno della storia.

 

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L’importanza dello humour

Autumn de Wilde e la sceneggiatrice Eleanor Catton non si dimenticano però di prestare attenzione a un’importante caratteristica dell’opera austeniana: lo humour. Emma. trasuda di personaggi la cui eccentricità è esaltata dalla particolare scelta delle musiche e perfettamente resa dall’ottimo cast. Quasi dei pupazzi buffi che sembrano manovrati da mani invisibili e i cui dialoghi non si propongono come semplici chiacchiere da salotto tipiche di certi period drama un po’ stantii, ma spesso come arguti, ritmati e divertenti scambi verbali che portano in sé un po’ di freschezza moderna. Il tutto all’interno di un mondo ristretto come una cittadina inglese, ma in cui anche il più piccolo pettegolezzo può condurre al melodramma più puro. Per buon divertimento dello spettatore.

Intimità e leggerezza

Ciò che cambia più di altro in Emma. rispetto al romanzo o ad altri adattamenti, è invece il modo in cui i personaggi vengono ripresi nella loro intimità. Il che ci permette di sbirciare le personalità dei protagonisti lontani dalle convenzioni sociali. Ecco per es. Emma sollevare l’abito che indossa e scoprire il didietro per riscaldarlo al fuoco del caminetto. O Mr Knightley lasciarsi andare alla disperazione amorosa sul pavimento di casa propria. Momenti in cui la frivolezza e il sarcasmo lasciano spazio a barlumi di autenticità maggiore, che raccontano la vita quotidiana dei personaggi e ne rivelano aspetti che non vogliono tanto scioccare (pensiamo alle natiche di Mr Knightley) quanto permetterci di dare un’occhiata privilegiata al “dietro le quinte” di una società in cui la formalità ricopre un ruolo di primo piano.

In quest’ottica, anche le scene sentimentali vengono in un certo senso depurate da un eccessivo romanticismo patinato (come invece ci si aspetterebbe da una produzione del genere), per farsi magari meno “fiabesche” ma più realistiche e leggere (una dichiarazione d’amore non è quasi mai “da film”, ma un po’ goffa e imbarazzata), senza mai abbandonare i guizzi di humour del resto del film.

Due ottimi protagonisti

Possano o meno piacere queste scelte, Emma. può tuttavia vantare un aspetto difficilmente negabile: la pressoché perfetta interpretazione della sua protagonista. Anya Taylor-Joy sembra davvero aver afferrato che Emma, per stessa ammissione dell’autrice, non deve presentarsi come un’eroina “piacevole”. Bensì – almeno inizialmente – come una snob presa dal suo egocentrismo, incapace di accorgersi delle vere esigenze di quanti la circondano. La gestualità e vocalità di Anya Taylor-Joy rendono tutto ciò molto bene, senza mai dimenticare l’intento umoristico che la regista vuol fare emergere, e che sconfina a tratti nella farsa. Proprio l’accettazione della natura non sempre gradevole di Emma consente così alla sua interprete di dare maggiore risalto al cambiamento che questa subirà a un certo punto della storia. Dando davvero un senso alla sua trasformazione e presa di coscienza.

Anche Johnny Flynn riesce presto a far dimenticare la sua aria leggermente da bamboccione (nonostante i suoi 37 anni di età) per presentarci un Mr Knightley di cui non osserviamo più solo il comportamento un po’ ingessato e paternalistico che offre in società, ma anche le diverse altre emozioni che lo smuovono nel profondo. E soprattutto la sottile vulnerabilità che ce lo fa sentire molto più vicino. Non siamo quindi di fronte a un “damerino da casa delle bambole”. Ma a un uomo che non ha paura di esprimere i propri sentimenti anche attraverso rabbia e lacrime.

Non è un film predisposto a riscontrare favori unanimi Emma. Eppure, per chi riuscirà a guardare il film di Autumn de Wilde senza pregiudizi dati da precedenti visioni e senza ricercare l’assoluto rispetto della fonte letteraria originale, si preannuncia una visione decisamente fresca e piacevole. Magari da ripetere, per godere più pienamente della cura infusa nei più piccoli dettagli.

Emma è disponibile per il noleggio in streaming su Chili, Rakuten Tv, Infinity, Apple tv.

 

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Fonte immagini: universalpictures.it, imdb.com.

 


About

Da sempre cultrice del cinema classico americano per indole familiare e dei cartoni Disney e film per ragazzi anni ’80 e ’90 per eterno spirito fanciullesco, inizio più seriamente a interessarmi all’approfondimento complesso della Settima Arte grazie agli studi universitari, che mi porteranno a conseguire la laurea magistrale in Forme e Tecniche dello Spettacolo. Amante dei viaggi, di Internet, delle “nuvole parlanti” e delle arti – in particolare quelle visuali – dopo aver collaborato con la testata online Cinecorriere, nel 2013 approdo a SeeSound.it, nel 2015 a WildItaly.net e nel 2016 a 361magazine.com, portando contemporaneamente avanti esperienze lavorative nell’ambito della comunicazione. CAPOSERVIZIO CULTURA


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