Ennesimo miracolo della sicurezza

Ancora una volta la F1 ha rivissuto il dramma delle vetture che si “catapultano” saltando sulla parte posteriore dell’altra macchina.

Un incidente tipico che si verifica quando si toccano le ruote di due macchine diverse si toccano con la macchina che insegue che si alza da terra e decolla. Recentemente, oltre a Webber, è capitato a Kubica (2007) e due volte a Trulli (2008, 2009). Oltre che in F1 la situazione si è ripresentata in gp2 in una situazione identica per il giovane Kral che ha sbattuto contro Gonzales andando a sbattere violentemente contro le barriere, subendo uno shock tale da rendergli impossibile parlare.

Gonzales si è subito precipitato a soccorrere Kral per evitare che perdesse conoscenza; Kral è uscito illeso dall’incidente, ma nei lunghi momenti impiegati dai commissari per tirarlo fuori il pilota non è stato in grado di respirare sconvolto dalla pressione della forza G e dalle cinture tese a dismisura.

Il messaggio inquietante è che i due incidenti di Valencia hanno avuto la stessa storia, nello stesso punto; i piloti sono andati a sbattere a una velocità folle sbattendo contro le gomme, attaccate ai muretti, con un’elevata forza G. Inoltre l’ambulanza, che doveva prendere Webber, è partita dai box; queste situazioni dimostrano l’assenza di sicurezza di questa pista dove tutte le vie di fuga sono in asfalto e non permettono di dissipare energia. Bisogna abbandonare al più presto i circuiti cittadini pericolosi e per nulla spettacolari.

DANIELE PAOLONI

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