Esercizio

Vorrei proporre un esercizio di logica e matematica, prima ancora che di analisi politica.

In queste ore la proposta di legge elettorale, l’ormai famoso Italicum, è al primo esame della Camera e mentre scrivo si stanno svolgendo le votazioni sugli emendamenti avanzati dai vari gruppi parlamentari. Seguendo la diretta salta subito all’occhio come tutti quelli presentati dal M5S vengano puntualmente bocciati dal voto dell’aula. Uno dopo l’altro. E questo non per qualche oscuro disegno politico ma per una mera questione numerica: il Movimento, da solo, non ha i voti per far passare nulla. Né alla DisplayCamera, né al Senato.

L’ultimo di questi, bocciato pochi minuti fa, prevedeva – o meglio, proponeva – l’introduzione di un proporzionale con preferenze, che se non ricordo male era stato oggetto di uno dei sondaggi organizzati dal M5S sul blog di Grillo a metà gennaio. Non serve essere un fine analista per immaginare cosa succederà nelle prossime ore e nei prossimi giorni; gli emendamenti presentati dal Movimento verranno bocciati in serie e al tempo stesso, in un certo senso, verranno buttate alle ortiche le preferenze e le votazioni espresse dagli iscritti sul blog in questi ultimi mesi.

L’esercizio che propongo, dunque, è questo:

Valeva davvero la pena rifiutare qualsiasi tipo di confronto con Renzi e il Pd – che ricordo per chi se lo fosse dimenticato, tese la mano al M5S nelle ore successive alla sua elezione a segretario, settimane prima di iniziare a lavorare per trovare un accordo (anche) con Berlusconi?
Valeva davvero la pena buttarla per l’ennesima volta in caciara senza nemmeno ascoltare quali fossero le sue proposte?
Valeva davvero la pena creare la falsa illusione agli iscritti e simpatizzanti del Movimento che un loro click sul blog avrebbe avuto una reale influenza sul processo di creazione della prossima legge elettorale?

Perché se è vero, com’è vero, che i numeri non sono di destra o di sinistra, forse due calcoli in più sarebbe stato opportuno farli e forse, una volta resisi conto che per approvare questo o quell’emendamento sarebbe stato necessario l’appoggio di altri partiti e gruppi parlamentari, sarebbe stato intelligente sedersi ad un tavolo a parlarne, ascoltando gli altri, mediando con le parti, proponendo le posizioni espresse dai sondaggi sul blog.

A meno che non fosse tutta una strategia preparata in anticipo per poter poi utilizzare la carta del decidono tutto loro, non ascoltano la volontà dei cittadini.
A meno che a Grillo e Casaleggio poco importi di dare il loro contributo a (ri)scrivere la legge che potrebbe finalmente garantire un minimo di stabilità e di governabilità dalla prossima legislatura in poi.
A meno che il vittimismo grillino non serva a raccogliere voti in vista delle Europee di fine maggio.
A meno che…


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Torinese, laureato in Studi Internazionali alla Facolta’ di Scienze Politiche. Residente a Londra.


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