Euro2016-Portogallo

Euro 2016: sorprese e delusioni

Terminata l’edizione francese di Euro 2016, che ha visto la vittoria del Portogallo, è tempo di bilanci, e anche di trovare le sorprese più piacevoli e le delusioni di questo rocambolesco quanto divertente torneo estivo continentale.

Anima portoghese.euro2016-renato-sanches

Non potevamo non partire dalla sorpresa più grande, ovvero il Portogallo, che ha trionfato in finale contro la Francia dopo aver appena vinto 3 partite, di cui una sola nei 90 minuti regolamentari. La vittoria della truppa di Santos è stata sì sorprendente ma non del tutto, frutto principalmente del grande lavoro dell’ex ct della Grecia. I lusitani si sono dimostrati essere il gruppo migliore in tutti i sensi, una squadra che nonostante la grande qualità a disposizione nella selezione, vedi Ronaldo, Nani, e la grande esperienza e carisma dei vari Pepe, Carvalho e Bruno Alves, ha prima di tutto riconosciuto i propri limiti, per partire proprio da questo.Santos ha selezionato oltre 50 elementi per poi scegliere un mix di esperienza e personalità, abbinata a freschezza, incoscienza e soprattutto qualità dei giovani elementi, prodotti del vivaio, ed ex stelle dell’under 21.

Ex stelle che sono Guerreiro, terzino sinistro rivelazione e promesso sposo del Dortmund, Joao Mario, duttile centrocampista dalla grande intelligenza tattica nel mirino dell’Inter, e per finire, Renato Sanches, un concentrato di muscoli e tecnica, con il look che rimanda al miglio Davids, e nuova stellina del Bayern Monaco. Sanches è l’ennesimo talento scoperto dal Benfica, ed ha saputo incantare e ha dimostrato, nonostante la sua giovane età, di avere grande maturità. A far trionfare il Portogallo, oltre al tabellone più che accessibile, è stata la semplicità, il 4-4-2 scolastico con le linee basse e gli “attaccanti” Ronaldo e Nani, pronti a ripartire in contropiede con gli inserimenti, a memoria, dei centrocampisti; al tutto si debbono aggiungere la euro2016-gallessolidità difensiva e, soprattutto, l’impressionante spirito di un gruppo capitanato dal leader Ronaldo, vero e proprio uomo squadra dentro e fuori dal campo.

Nella storia.

Non è stato un grande europeo dal punto di vista tecnico, ma lo è stato sicuramente dal punto di vista tattico e dell’organizzazione del gioco; caratteristiche principali della nostra seconda sorpresa, ovvero il Galles. I rossi sono stati un osso duro per tutti, una squadra non brillante dal punto di vista della qualità a disposizione, ma senza dubbi allenata al meglio dal ct Coleman.

Il suo 3-5-2, fisico e potente, è stato in grado di far esaltare in contropiede i suoi due uomini più pericolosi e di maggior importanza, ovvero Ramsey e Bale, con quest’ultimo che sembra aver raggiunto ormai livelli altissimi; ora non è più utopico paragonarlo ai vari Messi, Neymar e Ronaldo, vista la sua bravura nel trascinare a suon di gol e prestazioni eccezionali la sua nazione. Per la prima volta nella storia, infatti, il Galles è approdato in semifinale in una grande competizione internazionale. Tanto di cappello, quindi, a Bale e compagni.

“Geyser dance” e non solo.euro2016-islanda

Battito di mani a tempo e uno “UHH” che echeggiava in tutti gli stadi francesi, e diventata una vera e propria moda. Stiamo parlando ovviamente della geyser dance (o sound), coreografia dei tifosi dell’Islanda, la nostra terza sorpresa, che ha contagiato un po’ tutti. Gli uomini di ghiaccio hanno impressionato ancora dopo il grande girone di qualificazione, arrendendosi solo ai quarti contro la Francia  record – superiore per qualità tecnica ed esperienza, ma assolutamente non nello spirito e nell’organizzazione.

La squadra di Lagerback ha impressionato per lo spirito di sacrificio e per la straordinaria bravura nell’eseguire alla perfezione le giocate più facili; a far da cornice alle loro imprese c’erano più di ventimila islandesi – 10 per cento della popolazione totale – che hanno saputo accompagnare con la voce ogni partita dei loro 23 idoli. Ma questa sorpresa non è un caso, poiché l’Islanda ha dimostrato di saperci stare nel calcio che conta, grazie agli investimenti fatti dallo stato nelle scuole calcio, principale base di questo exploit, ma anche grazie alla fame e alla determinazione, qualità tipiche di un popolo intero.

euro2016-hartParadosso inglese.

La maledizione inglese, se così si può chiamare, continua. Anche quando sembrava che l’Inghilterra avesse tutte le carte in regola per poter competere con le grandi nazionali, vista la grande fucina di giovani talenti di cui la nazionale dei tre leoni dispone, la prima nazionale britannica è stata fatta fuori agli ottavi proprio dall’Islanda. Ma forse c’è un paradosso, e non è nemmeno tanto nascosto: la squadra più giovane dell’europeo era allenata dall’ormai dimissionario Roy Hogdson, l’allenatore più anziano – non solo dal punto di vista anagrafico ma anche di pensiero calcistico – di tutti i CT.

L’Inghilterra è la più grande delusione del torneo. Ha sprecato una grande occasione, quella di riuscire a sfruttare a pieno il talento di una giovane rosa costituita tutta da elementi interessanti, che avevano il compito di rilanciare calcisticamente un paese che da troppi anni manca dai “piani alti”. Kane, Rose, Dier, Alli, Barkley, sono solo alcuni dei nomi di questi ragazzi, che, insieme ai veterani Hart, Cahill e Rooney, dovevano sicuramente lasciare un’impronta diversa. E pensare che sembrava che nel girone di qualificazione Hogdson avesse trovato la quadratura del cerchio; queste aspettative, però, non hanno avuto alcun seguito nella fase finale della competizione. Per molti l’ottavo perso con l’Islanda è il punto più basso mai raggiunto dalla nazionale inglese.

Nuova era?euro2016-iniesta

Un campanello di allarme lo avevamo già dato noi, nella nostra rassegna di presentazione dei gironi dell’europeo: la Spagna sta ormai subendo da tempo un difficile, quanto imponente, ricambio generazionale. La Roja, edizione Euro 2016, è stata una brutta copia di quella del 2014, a causa soprattutto del passaggio di consegne che i vari Piquè, Casillas e Iniesta – nonostante quest’ultimo abbia ancora saputo trascinare la compagine dell’ex ct Del Bosque – stanno, a loro malgrado, “preparando“. I futuri pilastri (ci sono?) delle furie rosse avranno un compito molto arduo, cioè quello di far tornare ai vecchi albori una nazionale guidata fino a oggi da una generazione di campioni, ammirati non soltanto dal proprio paese, ma anche dal resto del mondo per il gioco espresso.

La Spagna si guadagna di diritto il titolo di seconda delusione del torneo, non avendo mai convinto nelle 3 partite del girone, culminate poi nell’eliminazione agli ottavi per mano dell’Italia. Proprio la squadra di Conte, che subiva un evidente gap tecnico, ha dimostrato di avere tutte quelle qualità mancate agli iberici, come la solidità difensiva, la brillantezza fisica e tattica. Proprio l’inefficacia del gioco è stata forse la delusione più lampante; del caro vecchio tiki taka ne è rimasta, ormai, solo un’interpretazione sterile e noiosa. La Spagna attende una nuova era, e il futuro ct dovrà mettere insieme i cocci e ripartire dalle certezze; tra queste, se si vuole salvare qualcuno, giocatori come Morata, Jordi Alba, e De Gea potranno essere inseriti nello scacchiere futuro, insieme a tanti giovani provenienti dalle floride cantere.

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About

Diplomato al "Liceo Scientifico Statale Louis Pasteur" di Roma, studia Scienze della Comunicazione a Roma Tre. Ama lo sport, in particolare il calcio, la musica e il cinema. E' redattore di News24Italy, occupandosi della sezione dedicata al calcio. COLLABORATORE SEZIONE SPORT


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