Europei Under 21. Israele: troppe polemiche, la Uefa non cede

Mancano solo cinque giorni al fischio d’ inizio del campionato di calcio Europei Under 21 che si terrà in Israele. Un evento straordinario per il paese. Per la prima volta nella sua storia ha la possibilità di ospitare una manifestazione sportiva di caratura internazionale. Tra le strade di Tel Aviv e Gerusalemme, l’entusiasmo e la frenesia per l’ attesa sono alle stelle. La data è  vicina e è già tutto  perfetto. O meglio, quasi. Anche questa volta le questioni politiche sono riuscite a infilarsi e a macchiare un momento di gioia e festa come questo.

Dure critiche e forti pressioni sulla Uefa, accusata di “premiare il comportamento crudele e fuori legge di Israele conferendole 556497_Israele 2013 europeil’onore di ospitare il campionato europeo Under 21″. 

Nello scorso inverno, durante gli ultimi scontri tra Israele e Palestina, alcuni calciatori famosi, tra cui Didier Drogba, Jeremy Menez e Frèdèric Kanoutè, hanno richiesto il trasferimento dei giochi in un altro paese. Si è trattato di una sorta di petizione, partita con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica sul conflitto tra Israele e Palestina, però poi scaduta in un vergognoso caso di antisemitismo. Riporto parte dell’ appello:

Troviamo sconvolgente che questa organizzazione dimostri una totale insensibilità nei confronti della palese e radicata discriminazione inflitta a donne e uomini sportivi palestinesi da parte di Israele. Nonostante gli appelli diretti da parte di rappresentanti di questo sport in Palestina e di organizzazioni antirazziste e per i diritti umani in tutta Europa, l’Uefa premia il comportamento crudele e fuori legge di Israele conferendole l’onore di ospitare il campionato europeo Under 21 . L’Uefa non dovrebbe permettere a Israele di utilizzare un prestigioso evento del calcio per mascherare la negazione razzista dei diritti dei palestinesi e l’occupazione illegale di terra palestinese.

Più recentemente, in Italia, la campagna «Cartellino Rosso per l’Apartheid Israeliana» ha cercato di influenzare i nostri calciatori, ricordando che gli stadi in cui si disputeranno gli importanti match, Gerusalemme, Tel Aviv, Netanya e Petah Tikva, sono aree dove sorgevano villaggi palestinesi distrutti nel del 1948.

Lo sport non deve lasciarsi coinvolgere in crisi politiche e conflitti. Il barone Pierre De Coubertin, colui che riuscì a far ripristinare i Giochi Olimpici dopo duemila anni, l’uomo del famoso motto << l’ importante non è vincere ma partecipare>>, lo aveva già capito molto tempo fa.  Egli riteneva che lo sport avesse due tendenze, una democratica e una internazionalistica. L’ attività sportiva sviluppa nella società concetti di democrazia, di evoluzione sociale; l’ internazionalismo porta a contatto tra loro molte culture, quindi le bandiere nazionali che dividono il mondo, vengono abbattute a favore del sentimento di tregua olimpica, di pace e concordia. Valori che, per quanto riguarda i Giochi Olimpici,  sono radicati e reali. Per altri sport invece, sono ancora una grande utopia.

 

Torniamo agli Europei:

Si parte il 5 Giugno e ci saranno 8 squadre a competere per il trofeo: Italia, Israele, Inghilterra e Norvegia per il gruppo A, mentre nel gruppo B troviamo Germania, Olanda, Russia e Spagna.

Il calendario degli azzurrini inizia il 5 giugno  con il big match tra Inghilterra- Italia alle 20,30; l’ 8 giugno Israele – Italia alle; l’11 giugno Norvegia – Italia.

Nel caso in cui l’Italia superasse il girone, accederebbe alle semifinali fissate per il 15 giugno, e magari… alla finale il 18 giugno 2013.

MICOL MIELI



'Europei Under 21. Israele: troppe polemiche, la Uefa non cede' have 1 comment

  1. 3 giugno 2013 @ 4:59 pm Lorenzo

    Non riesco a comprendere dove sia presente l’anti-semitismo, potresti spiegare per cortesia?


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