Eurofame

Ormai da parecchio tempo sentiamo ripetutamente Matteo Salvini, Giorgia Meloni e il Movimento Cinque Stelle esclamare: “L’Italia, per riprendersi, deve uscire dall’Euro!”.

Ma forse:

Se avessimo avuto una classe politica degna, preparata e non corrotta, oggi, grazie all’Euro, avremmo risparmiato 600 miliardi (quasi un terzo del nostro deficit) in interessi sul debito. E non dovremmo elemosinare nulla a Bruxelles, ma comandare.

Se l’Italia uscisse dall’Euro, la Lira non avrebbe nessun peso nei mercati azionari, perché non deteniamo nessuna materia prima;
Se uscisse dall’Euro, la Lira sarebbe talmente debole che le multinazionali potrebbero comprare – ancora più di oggi – nostri gioielli d’impresa a prezzo low cost;
Se uscisse dall’Euro, per noi viaggiare all’estero diventerebbe carissimo;
Se uscisse dall’Euro, moriremmo di fame e di freddo e andremmo a piedi: per noi comprare le materie prime e il petrolio (contrattati con la Moneta Unica) sarebbe molto costoso;
Se uscisse dall’Euro, il nostro debito esploderebbe e soprattutto i suoi interessi, visto che tutti gli speculatori stranieri farebbero la gara per vendere le quote.

Queste osservazioni sono velleitarie o verosimili?


About

Studia Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma Tre e ha scritto, fin dall’età di 17 anni, in vari giornali locali. Da qualche anno è rimasto folgorato dall’ambiente radiofonico e non se ne è più andato. Conduce ogni settimana un programma di attualità ed interviste su RadioLiberaTutti.it . REDATTORE SEZIONE POLITICA.


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