Europee 2014: intervista a Paolo Bartolozzi (Forza Italia)

Il 25 maggio si vota per il rinnovo del Parlamento Europeo. Sono 73 i parlamentari che dovremo eleggere. Per aiutarvi nella scelta abbiamo deciso di stilare una serie di domande da sottoporre ad un candidato per ogni schieramento politico.

Oggi parliamo con Paolo Bartolozzi, 57 anni, fiorentino e berlusconiano di ferro, laureato in Scienze Giuridiche. Bartolozzi è Parlamento04deputato europeo uscente (ha già fatto due legislature) e si ricandida per la terza volta, sempre per Forza Italia, nella Circoscrizione Centro (Lazio, Marche, Toscana, Umbria).

 

Se dovesse essere eletto al Parlamento Europeo, quale sarebbe il primo atto che presenterebbe in veste di neo eurodeputato?

Mi batterei per affrontare subito la questione della necessità di reindustrializzare l’Europa.

 

L’Italia è il paese con più firmatari per la piattaforma ILGA che riguarda i diritti delle persone LGBT, lesbiche, gay, bisex e trans. Lei la conosce? L’ha sottoscritta? Quale può essere il suo apporto in Europa su questa tematica?

La conosco ma non l’ho sottoscritta perché sono per la libertà e quindi sono perché lo Stato e il pubblico non entrino mai in camera da letto.

 

Unioni civili: pro o contro? Quali passi in avanti dovrebbe fare l’Europa sul tema di unioni che prescindano anche dall’orientamento sessuale?

Non credo che questo tema sia di pertinenza dell’Europa. Io sono per il rispetto del diritto naturale pur nella libertà di ognuno delle proprie “simpatie” o gusti sessuali.

 

Testamento biologico: l’Italia su questo tema è ancora molto indietro. Si adopererebbe in Europa per far sì che gli stati membri adottino una legislazione in questo senso?

No perché penso che vada analizzata prima la legislazione vigente in ogni singolo Stato per poi discutere se adottarne una unitaria o meno.

 

È d’accordo a vietare l’utilizzo delle colture OGM nei paesi dell’area euro e perché?

No, perché credo che tra il bianco e il nero ci siano in mezzo tanti colori. Non è che tutte le produzioni OGM possano essere considerate negative. Ci sono alcune che possono essere utili per risolvere problemi alimentari non indifferenti. Tutto quello che è OGM non è necessariamente da scartare. Tempo fa mi è stato spiegato che un riso speciale, nato in laboratorio, permette a una regione geografica come quella asiatica di abbassare la percentuale di persone che soffrono la fame. (si riferiva a questo riso, ndr.)

 

Fiscal Compact e pareggio di bilancio costituzionale: due strumenti che minano la sovranità di uno Stato o che contribuiscono a rendere l’Europa più coesa?

Il pareggio costituzionale può essere una linea di tendenza che secondo me ha un senso. Il Fiscal Compact non lo vedo come una soluzione, anche perché non ha senso contare come indebitamento gli investimenti fatti da un paese, visto che sono spesa produttiva.

 

Se dovesse essere rieletto, quale sarebbe la sua posizione riguardo il reddito minimo garantito?

Credo che non possa essere uno strumento giusto da adottare a livello europeo perché ho paura possa incentivare le persone a non trovare una soluzione per la loro situazione lavorativa. E’ chiaro poi che ogni paese può avere la libertà di decidere quali forme di assistenza, anche minima, dare a chi ne ha bisogno, però parlare di reddito minimo garantito temo sia pericoloso.

 

Favorevole o contrario al TTIP? Ci spiega in breve di cosa si tratta?

Sono accordi che dovrebbero garantire un libero scambio delle merci con alcuni princìpi di reciprocità. Credo sia un accordo positivo per gli scambi commerciali che ne deriverebbero tra l’Italia e gli Stati Uniti.

 

Cosa ne pensa degli Eurobond? Sarebbe dell’idea di adottarli?

Sì perché sarebbero la soluzione più adeguata per la situazione di congiuntura economica che ci investe ed investe tutta l’area europea.

 

Uscire dall’Euro: segnerebbe la fine della nostra economia o l’occasione giusta di rilancio?

Sarebbe un assoluto disastro, è da evitare assolutamente l’uscita dalla moneta unica.

 

Immigrazione: dopo gli esiti di certo non positivi del programma Frontex, quale sarebbe secondo lei la soluzione per fronteggiare in modo efficace questa problematica? E’ a favore di una regolamentazione a livello europeo per quel che riguarda i CIE?

Il problema deve essere preso in carico globalmente dall’Unione Europea e non solo dall’Italia, che ne sta subendo tutte le conseguenze. Non sono contrario all’immigrazione e non ho niente contro coloro che cercano una vita migliore venendo in Italia e in Europa, ma ci sono alcune questioni da precisare e comprendere. L’idea di un’Europa multiculturale ha in parte svilito il sentimento d’identità europea. Un processo serio d’integrazione richiede che chi vuol stare nel nostro Paese si deve sforzare d’imparare la nostra lingua o le altre lingue europee. Gli immigrati devono capire che qui possono praticare la propria cultura e la propria religione, ma non devono assolutamente obbligare gli altri a farlo. Non occorre trasferire i problemi dei Paesi d’origine degli immigrati nel nostro continente.

 

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About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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