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Everest: l’eterna sfida tra l’uomo e la montagna più alta del mondo

Con i suoi 8848 metri di altitudine l’Everest è la montagna più alta del mondo e rientra nelle Seven Summits, ovvero le sette cime più alte della Terra.

Da sempre l’uomo è stato affascinato dall’Everest e dalla sfida che esso presentava, ovvero la sua ascensione avvenuta, dopo vari tentativi, per la prima volta il 29 maggio 1953 dal neozelandese Edmund Hillary e lo sherpa nepalese Tenzing Norgay.

E di una di queste sfide narra il film Everest diretto, co-prodotto e montato da Baltasar Kormákur che ha aperto la 72ª edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia..

everest Baltasar KormákurSINOSSI.

Ispirata ad una storia vera raccontata nell’articolo Into Thin Air (Aria Sottile) scritto dal giornalista di Outside Jon Krakauer (Michael Kelly), Everest racconta la scalata per raggiungere la vetta del Tetto del Mondo che vide “sfidarsi” nel 1996 due spedizioni, la Adventure Consultants di Rob Hall (interpretato da Jason Clarke) e la Mountain Madness di Scott Fischer (che ha il volto di Jake Gyllenhaal). Una scalata tra le più dure e le più tragiche degli ultimi anni che vide gli alpinisti affrontare sulla via del ritorno una terribile tempesta che costò la vita ad alcuni di loro.

SFIDA OLTRE I LIMITI SENZA SOSTANZA.

Baltasar Kormákur (Contraband, Cani Sciolti) porta sullo schermo una storia che mette in evidenza come l’uomo da sempre cerchi non solo di superare se stesso – sottoponendosi a prove sempre più ardue – ma anche come continui a sfidare la Natura.

Il regista ha deciso di raccontare una delle sfide più affascinanti e più dure che Madre Natura abbia mai posto di fronte all’uomo, la scalata di una montagna la cui cima corrisponde all’altezza del viaggio di crociera di un Boeing 747 e il cui ultimo tratto è chiamato la Zona della Morte per la rarefazione dell’ossigeno.
Una sfida che in pochi sono riusciti a portare a termine a causa delle difficoltà che la scalata comporta e che in ogni caso prova il fisico e lo spirito nel profondo. Una sfida che spesso la Natura vince anche perché più imprevedibile di quanto si immagini.

Con Everest viene raccontato il coraggio, la determinazione e la volontà delle spedizioni che nel 1996 hanno scalato la cima in questione. Una sfida dettata dal desiderio poter dire di avere domato la Natura e di essere saliti sul tetto del mondo. Una storia che mette in evidenza come la determinazione spinga l’uomo oltre i suoi limiti.
Ma la pellicola mette in evidenza anche come le scelte sbagliate in determinate situazioni possano essere fatali.

Se da una parte Everest ha in tutto ciò i suoi aspetti positivi, insieme alla fotografia ed al paesaggio mozza fiato, e riesce a far sì che l’Everest non sia mera scenografia ma un vero e proprio personaggio, dall’altra il film non riesce a coinvolgere od emozionare lo spettatore, il quale rimane impassibile di fronte alla storia.

La regia di Kormákur si limita a seguire le spedizioni nelle tre parti in cui è diviso il film, ovvero l’addestramento in previsione della scalata, l’ascesa vera e propria ed il ritorno. Tre parti che scivolano praticamente senza un sussulto o attimi di tensione (si contano sulle dita di una mano) che facciano provare empatia per i protagonisti della vicenda.

Everest-film-2015-Venezia-72I grandi nomi del cast – guidato da Jason Clarke e Jake Gyllenhaal e composto anche da Josh Brolin, Robin Wright, Keira Knightley, Sam Worthington – nonostante si siano calati nei personaggi e nelle parti, risultano quasi sprecati in un film che vorrebbe mettere in evidenza il coraggio di un gruppo di uomini che ha tentato l’impossibile ma che si limita a seguirli in maniera superficiale.

Everest arriva oggi (24 settembre) nelle sale, distribuito da Universal Pictures.

 

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Appassionato di cinema, fotografia, teatro e musica sin da piccolo decide di farne il suo lavoro. Miyazakiano convinto, tanto da incentrare la sua tesi sul suo cinema, e divoratore di anime tanto da volere Eikichi Onizuka come professore al liceo, è uno Jedi come suo padre prima di lui e “nato pronto” e sì, anche un inguaribile nerd (pollice verso per coloro che non colgono le citazioni). Laureato in cinema presso il DAMS di Roma 3 e diplomato in fotografia presso il CST, inizia a collaborare (e tutt'ora collabora) come critico di cinema e fotografo di concerti con varie webzine di cui da subito ha sposato il progetto con entusiasmo. Giornalista pubblicista iscritto all'albo. Sempre in movimento, perennemente in ritardo. CAPOSERVIZIO CINEMA


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