Evviva la secessione

Non vedo l’ora che si realizzino i piani di secessione e federalismo che costituiscono l’anima del programma politico del più influente partito di Governo.

Così potrò, per lo meno, vergognarmi un po’ di meno nel sentirmi parte della Nazione Italia, una volta paese di poeti, santi e navigatori, ed ora popolata da magnacci, puttanieri e ariani lestofanti; allora, quando qualcuno parlerà del popolo italiano xenofobo, razzista, integralista, padano, non si riferirà più al mio Paese, né a me (mafioso, fannullone, terrone e africano – invece – mi toccherà continuare a sopportarlo…).

Certo non bisogna generalizzare, al sud, comanda e governa la malavita per esempio, che pur costituendo una minoranza di persone, tuttavia riesce a condizionare l’economia intera e soprattutto ad influenzare i giudizi dell’opinione pubblica, ma non tutti siamo così, è altrettanto vero che esiste una moltitudine numerosissima di comuni e realtà nel nord Italia che rappresentano la vera élite del nostro paese per efficienza, modernità, organizzazione e legalità; però, gli esempi che giungono da posti come Coccaglio e il suo White Christmas, Trenzano e il suo Geometra dalla camicia nera che si esprime a sputi in faccia, Montecchio Maggiore e la sua “sindachessa” che regola le visite in famiglia in base alla quadratura delle case (solo degli stranieri), o ancora Brignano Gera d’Adda e i contributi ai disoccupati purché nazionali, per elencarne qualcuno, rovinano irreparabilmente l’immagine agli occhi dell’opinione pubblica in generale e soprattutto, cosa ben più grave, nel pratico, limitano i diritti di cittadini onesti e liberi che contribuiscono allo sviluppo delle merdose realtà in cui vivono.

Non vedo l’ora che questa gente, smetta di lanciare anatemi e ultimatum contro i ladroni di turno, salvo poi associarsi con le peggiori cosche della malavita del sud Italia per accaparrarsi i fiumi di denaro proveniente dall’Europa o per riciclare i proventi delle peggiori attività illecite (qui fa scuola il più “amato” rappresentante del Governo).

Non vedo l’ora che venga finalmente attuato il federalismo fiscale, per esempio nel campo della sanità, cosi finiranno i pellegrinaggi di intere famiglie, cariche di cartoni di arance, in viaggio verso cliniche profumatissime ed efficientissime ma soprattutto convenzionate con lo Stato in base a presenze e numero di interventi; con il federalismo sanitario, i soldi pubblici non potranno più confluire in queste strutture e i terroni non potranno più contribuire ad ingrassare le loro tasche, costretti a rivolgersi alle fatiscenti cliniche del sud che magari potranno, grazie a questi insperati accadimenti, almeno ridimensionare il gap.

Non vedo l’ora di non essere più associato a quella moltitudine di ariani italici latin lovers, che alla sera si riversano nelle buie strade delle periferie del ricco nord per lasciarsi andare ad incontri clandestini con schiave extracomunitarie mantenute astutamente ai margini della società e dei marciapiedi solo per poter meglio soddisfare gli istinti nascosti di questa banda di repressi.

Non vedo l’ora che questa gente inizi ad avere sevizi pubblici in base alle tasse che paga, in centri abitati basati sull’economia di ricche fabbrichette a reddito dichiarato 0, tenendo conto che in Italia, il sistema fiscale è tenuto in piedi (diciamo in ginocchio) dalle tasse dei lavoratori dipendenti, “costretti” a pagare le tasse.

I Maroni, Bossi, Borghezio, Salvini, Calderoli e le loro celtiche famiglie, non hanno mai nascosto il fatto di non sentirsi italiani, di non sentirsi rappresentati dal Tricolore, dalla Nazione Italia e dalla nostra tradizione religiosa Cattolica; allora, visto che sono attualmente al Governo, che si facciano la loro bella secessione e il loro federalismo, e si levino dalle scatole, io ITALIANO, non voglio essere rappresentato e in alcun modo associato a gente così.

VINCENZO PACILE’



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