Ex Mercati Generali: 6 anni di cantiere e nessun risultato

“Sarà la più grande trasformazione urbana d´Europa dopo Les Halles”. Con queste parole il sindaco di Roma, Walter Veltroni, presentava alla stampa il progetto di riqualificazione degli ex Mercati Generali (sulla via Ostiense). Era il 6 dicembre 2003. Dopo quasi 12 anni l’area (82mila metri quadri) è ancora completamente cantierizzata e il progetto visionario di Rem Koolhaas, architetto olandese incaricato di redigere il prospetto di riqualificazione, è solo un ricordo.

IL PROGETTO.

Fonte: romait.it

Fonte: romait.it

Nella visione originaria, al posto dei Mercati Generali doveva sorgere “La città dei giovani”, un centro polifunzionale costituito per il 35% da spazi per la cultura e il tempo libero, per il 25% alla ristorazione, per il 35% al commercio e per il 12% al settore terziario. Ampi spazi dovevano essere riservati anche ai servizi pubblici per il quartiere.

Doveva essere in poche parole un polo di attrattività per i giovani studenti della Capitale.

Pezzo forte del progetto, un teatro da 2400 posti e una biblioteca comunale che dovevano rappresentare il cuore culturale di tutta la struttura.

Roberto Morassut, allora assessore alle Politiche del Territorio ed oggi deputato del Pd, nel corso della presentazione alla stampa annunciava sicuro: “L’approvazione del progetto definitivo sarà per la fine del 2004, inizio del 2005, poi l’opera dovrà essere realizzata entro 36 mesi, ma già dopo 12 mesi bisognerà essere al 30% dell’intervento”. Quest’ultima scadenza non verrà mai rispettata.

BANDO DI GARA E INVESTIMENTO.

Il bando di gara viene vinto dalla Lamaro Appalti s.p.a. del gruppo Toti. Nel 2008, a tre anni dalla prima consegna del terreno da parte della giunta capitolina, si approva il progetto definitivo (a cavallo tra la sindacatura Veltroni e la gestione commissariale lamaro-appaltidi Mario Morcone) e nel 2010 la giunta Alemanno dà il via al piano esecutivo.

L’investimento privato previsto è di 400 milioni di euro, di cui più di 100 ad oggi già spesi. Da sottolineare come in questi anni, a sentire fonti vicine al Campidoglio, c’è stato qualche problema con gli investitori designati a supporto del gruppo Toti, i quali prima mettono i capitali ma ad un certo punto si sfilano, costringendo l’azienda a cercare altri fonti finanziarie.

ALEMANNO E LA DELIBERA 68.

Il 16 marzo 2012 la giunta Alemanno interviene sulla questione ed emana una delibera, la n. 68, su proposta dell’assessore all’Urbanistica Marco Corsini. Il testo del provvedimento prevede, rispetto al progetto originario di Khoolas, una diminuzione della cubatura prevista per la cultura, con l’eliminazione del teatro da 2400 posti. Al suo posto l’idea è quella di realizzare altri uffici.

Rimodulando quindi le percentuali, si passa ad un 27,69% per la cultura e il tempo libero; 10,69% per la ristorazione; 35% per il commercio; 26,63% per il terziario. Quest’ultimo settore ha quindi il doppio delle cubature rispetto al bando originale di gara.

Con questa modifica, si affretta a dire la maggioranza in Campidoglio, i lavori possono ripartire.

C’è un problema però a monte, che già nel 2007/2008 si verifica. Come ci racconta Manlio Lilli, archeologo e blogger de Il Fatto Quotidiano: “Tra la primavera del 2007 e la fine del 2008 la Soprintendenza archeologica di Roma ha proceduto alla realizzazione di indagini archeologiche preventive nelle aree libere da edifici all’interno del perimetro del Mercato. Straordinarie sono state le scoperte, sfortunatamente ricoperte nelle fasi immediatamente successive al termine degli scavi. Una grandiosa opera di bonifica realizzata con anfore prevalentemente betiche, forse finalizzata all’utilizzo come horti dell’area. Un asse stradale basolato che si distaccava dalla via Ostiense, lungo il quale si concentravano alcune sepolture”.

Fonte: roma.repubblica.it

Fonte: roma.repubblica.it

LA SITUAZIONE OGGI.

Arriviamo infine ad oggi. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, pare che il gruppo Lamaro abbia ottenuto dal Comune di Roma un altro aggiornamento sulla convenzione stipulata: oltre agli uffici, nella struttura sorgerà anche un residence per studenti, single e giovani coppie. Così facendo sembra che i lavori possano finalmente partire (fino adesso ci si è dedicati solo al perimetro esterno).

Quello che ci si chiede è se gli altri gruppi imprenditoriali abbiano qualcosa da ridire su un bando di gara che è stato completamente stravolto. Se uno di loro dovesse impugnare le varianti, il rischio sarebbe la paralisi del cantiere. E a quel punto, il sogno della Città dei Giovani sarà definitivamente solo un ricordo. Se non altro perché l’unica serranda che ha aperto, fino adesso, è quella di un Centro Anziani.

Bel paradosso, vero?

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About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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